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Sotto i riflettori di Marina Bay, la Mercedes conferma luci e ombre in un weekend tutt'altro che semplice. Al termine delle qualifiche del Gran Premio di Singapore, Kimi Antonelli ha conquistato la quarta posizione sulla griglia di partenza, firmando una prestazione solida ma doverosamente sofferta al volante di una W17 ancora lontana dall'essere domata.
Sulla vettura del giovane talento italiano debuttano infatti gli aggiornamenti tecnici, messi a confronto diretto con la specifica precedente affidata al compagno di squadra George Russell, destinato peraltro a scattare dal fondo della griglia a causa della penalità per la sostituzione della Power Unit. Nel confronto diretto sulla prestazione pura, il lavoro di Antonelli ha pagato: due i decimi rifilati a parità di squadra al collega britannico, ma la sensazione generale è che la Freccia d'Argento si trovi al momento nel ruolo di terza forza sullo scenario di Singapore, penalizzata da un comportamento dinamico imprevedibile.
Ai microfoni di Sky Sport, Antonelli non ha nascosto la complessità della situazione, pur sottolineando i passi in avanti compiuti nella ricerca del bilanciamento: “Abbiamo fatto dei miglioramenti con il bilanciamento, anche se in ogni caso la macchina resta difficile. Il potenziale c'è, ma in questo momento la finestra di utilizzo è molto piccola. Il bilanciamento cambia molto a seconda dello stile di guida e, soprattutto, quando spingi un pochino di più varia nettamente il modo in cui reagisce la vettura”.
Un'instabilità che si traduce in una guidabilità al limite, dove il margine tra la prestazione e l'errore diventa sottilissimo tra i muri della pista cittadina: “È molto più sensibile. Anche nell'ultimo giro, alla curva 3, sono andato sul gas un po' più deciso e mi è partita di colpo; alla curva 10, invece, ho portato un po' più di velocità e sono andato in sottosterzo. È difficile, non è facile, però sono contento perché abbiamo fatto dei passi avanti e stiamo vedendo che il potenziale di questo pacchetto c'è. Si tratta solo di trovare la quadra per mettere la macchina nella finestra di funzionamento corretta”.
Le incognite principali si spostano ora sulla gestione della gara e sul degrado gomme sui 62 giri previsti. Con una vettura ancora da decifrare sulla media-lunga distanza, l'obiettivo del pilota bolognese rimane comunque ambizioso: “Speriamo di poter puntare al podio, anche se non sarà facile. Non sappiamo ancora come andrà questa macchina sul passo gara su piste di questo tipo, ma sono fiducioso che domani si potrà fare un buon lavoro”.
In vista del Gran Premio di domenica, la sfida per Kimi Antonelli e la Mercedes non sarà soltanto difendere la seconda fila allo spegnimento dei semafori, ma raccogliere dati fondamentali per comprendere appieno una monoposto dal potenziale elevato ma ancora imprevedibile. Se le qualifiche hanno dimostrato il talento del pilota italiano nel gestire una vettura al limite, la gara a Marina Bay rappresenterà il vero banco di prova per verificare la bontà degli aggiornamenti sulla lunga distanza.