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La morsa dell’umidità e del calore di Marina Bay, unita ai muretti a filo d'asfalto, attende il Circus della Formula 1 per il diciassettesimo appuntamento stagionale, il Gran Premio di Singapore 2026. Una tappa cruciale nella tripletta asiatica che vede Andrea Kimi Antonelli presentarsi da leader della classifica piloti con 84 punti di margine sul compagno di squadra George Russell, reduce dal pesante ritiro per affidabilità a Sepang. Ma in casa Mercedes la vigilia si preannuncia densa di incognite: oltre al format Sprint che concede solo un'ora di prove libere per trovare la quadra dell'assetto, e con Russell costretto a scontare una penalità che lo farà scattare dal fondo, c'è il nodo legato al voluminoso pacchetto di aggiornamenti introdotto in Malesia. Un pacchetto che ha modificato l'equilibrio aerodinamico della W17 e su cui i tecnici di Brackley si trovano ad affrontare una vera e propria prova del nove.
Sarà un fine settimana di comparazione diretta tra le due monoposto, con scelte opposte tra i due box: Antonelli porterà in pista la versione evoluta della W17, mentre Russell tornerà alla specifica precedente per permettere alla squadra di fare chiarezza. “Sarà un weekend molto interessante e complicato per via del format Sprint su un tracciato cittadino”, ha spiegato il bolognese nella media session della vigilia a Marina Bay. “La pista si evolve con un'incostanza impressionante da una sessione all'altra. Le FP1 di venerdì si disputeranno di giorno con il sole, mentre le qualifiche saranno in piena notte: le condizioni cambieranno radicalmente, ma per noi piloti e per il team rappresentano una bella sfida. In particolare cercheremo di raccogliere dati cruciali sul nuovo pacchetto aerodinamico”.
Alla domanda se non sia un rischio mantenere la nuova configurazione su un circuito così tortuoso, con un solo turno di libere e un vantaggio importante in campionato da gestire, Antonelli non si è tirato indietro, precisando le dinamiche della scelta: “In realtà non sono stato io a decidere chi prendesse quale pacchetto: la squadra ha stabilito di far tornare George al vecchio assetto perché tutti crediamo che Sepang sia stata solo un’anomalia. Lì l'asfalto era incredibilmente sconnesso, in alcuni punti mancavano persino dei pezzi di manto stradale e abbiamo superato i 60 gradi di temperatura della pista. Abbiamo sofferto parecchio nelle curve a bassa velocità, e qui a Singapore le curve lente dominano il tracciato, ma le temperature saranno più contenute e il manto stradale è in condizioni nettamente migliori. Sarà il banco di prova ideale”.
I riscontri incrociati saranno il tema tattico della Mercedes, con la consapevolezza per Antonelli di dover mantenere la stessa specifica senza possibilità di ripensamenti: “Non possiamo tornare indietro dopo la Sprint, la mia è una decisione definitiva per tutto il weekend. George tornerà alla vecchia configurazione, che conosciamo a memoria e sappiamo funzionare a meraviglia su questo tipo di tracciati. Io invece continuo con il nuovo pacchetto: la squadra ha fatto un lavoro enorme a Brackley e sarebbe un peccato accantonarlo subito senza averne compreso a fondo il potenziale. Sulla carta c'è un miglioramento reale, si tratta solo di mettere l'auto nella giusta finestra e sfruttarla al massimo. Mi sento a mio agio nel tenerlo e voglio davvero aiutare il team a capire come estrarne tutte le prestazioni”.
Ripensando a Sepang, a Kimi è stato anche chiesto quanto appreso dal modo in cui Max Verstappen ha gestito le ripartenze su pista scivolosa con gomme slick: “Di sicuro da quel weekend ho fatto un'ottima esperienza che mi tornerà utile se ci dovessimo trovare in condizioni simili. Certo, qui superare è più difficile, ma saprò come reagire meglio. Spero solo che non piova tanto quanto in Malesia, altrimenti avremo un bel problema e dovremmo evacuare la pista con le barche… o magari coi jet ski: sarebbe un po' pericoloso, ma non male”!
In ultimo, non è mancata una battuta sul tema delle condizioni fisiche e sull'uso del gilet refrigerante, sistema tanto discusso nei Gran Premi più torridi dell'anno e sconsigliato da Kimi sulla scorta di precedenti decisamente spiacevoli: “Non lo uso più. L'ho provato due volte lo scorso anno ed è stato un incubo: la prima volta non ha funzionato per il tempo sperato, mentre la seconda, ad Austin, si è rotta la pompa e ha iniziato a far circolare acqua a 50 gradi dritta sulla mia schiena per tutta la sessione. Mi sono preso un colpo di calore a fine turno, davvero spiacevole. Da quel giorno ho preferito allenarmi ancora più duramente per non dover dipendere dal gilet nei weekend di gara. Quando il sistema sarà sviluppato e sicuro al cento per cento, magari lo riproverò, perché se funziona rinfresca eccome. Ma ora c'è troppa incertezza: immaginate cosa significhi correre la domenica e trovarsi dopo mezz'ora con l'acqua bollente addosso... è persino peggio. Meglio prepararsi fisicamente per essere pronti a qualsiasi condizione”.