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L’aria sottile dei 2.200 metri di Città del Messico non perdona, ma a pesare sul casco di George Russell, alle porte di questo weekend, non è solo la solita mancanza di carico aerodinamico. C’è quell'ombra ingombrante di un mondiale ormai agli sgoccioli, con il compagno di squadra Kimi Antonelli a cui bastano appena due punti per chiudere definitivamente i giochi e rifilare al britannico il ko finale, dopo la severissima lezione da 54 secondi incassata soltanto pochi giorni fa ad Austin. Come se non bastasse, il venerdì di George è iniziato persino in salita, guardando gli altri girare dal muretto dopo aver ceduto la sua W17 a Frédéric Vesti per la prima sessione di prove libere, una scelta che ripeterà anche nel finale di stagione ad Abu Dhabi.
Quando è finalmente salito in macchina per le FP2, il quadro ritratto dalle telemetrie e dalle sensazioni di guida si è rivelato spietato e complesso. “È sempre dura venire a girare in Messico. Storicamente su quasi tutte le piste correvamo a medio carico per poi passare al massimo qui; ora, con la modalità VSM presente altrove, utilizziamo un alto carico praticamente ovunque. Quando arriviamo qui non c’è più nulla da aggiungere, quindi il cambio relativo è molto più netto del solito”. Un adattamento aerodinamico estremo che va a scontrarsi con i limiti attuali della freccia d'argento, apparsa ben lontana dalla perfezione: “Non siamo ancora del tutto a nostro agio con il nuovo pacchetto. Ci sono alcune limitazioni di bilanciamento che stiamo faticando a superare. Al momento io e Kimi siamo più fuori dalla finestra di utilizzo ideale, un po' come ci era successo in Malesia, piuttosto che all'interno del range ottimale come era riuscito a fare Antonelli ad Austin. Speriamo di ritrovare la strada giusta durante la notte”.
Il nodo centrale resta la guidabilità della monoposto nel centro curva, dove la vettura non sembra rispondere come un corpo unico alle sollecitazioni dei due piloti. “Il bilanciamento lungo tutto l'arco della curva non è esattamente dove vorremmo e la macchina non appare compatta e solida come desideriamo. Ci sarà parecchio lavoro da fare". L'unica nota lieta in una giornata complessa è arrivata sorprendentemente sul fronte della power unit, dove l'effetto dell'aria rarefatta e il potenziale turbo lag spaventavano la vigilia di molti team: "Il comportamento della power unit è stato buono, decisamente migliore del previsto. Non so se gli altri stiano faticando, preparare il giro da qualifica è una bella sfida, ma una volta lanciati le cose sembrano funzionare bene”.
Mentre la Ferrari accenna a un passo da favorita forte della risposta della sua turbina meno voluminosa nei tratti a bassa velocità, Russell tiene la testa alta e trova parole di profonda stima e umanità nei confronti di Frédéric Vesti, il rookie a cui ha concesso il sedile nel primo turno: “Fred ha fatto davvero un ottimo lavoro. So che sta lottando con tutte le sue forze per giocarsi una chance con il sedile della Cadillac e penso meriti davvero un'opportunità. Ha dato un contributo enorme al nostro team e lo rispettiamo tantissimo. Nelle sessioni F1 disputate finora gli era sempre toccato il lavoro sporco senza mai poter fare dei run di prestazione pura. Ho detto chiaramente alla squadra che volevo assicurarmi che avesse la possibilità di mostrare cosa sa fare: era il minimo che potessimo fare per lui”. Un gesto da leader in un momento in cui la pista gli sta chiedendo il massimo sforzo per evitare la resa definitiva.