"Il resto viene da sé": Mercedes frena i facili entusiasmi, ma Antonelli ha già in mano il Mondiale

'Il resto viene da sé': Mercedes frena i facili entusiasmi, ma Antonelli ha già in mano il Mondiale
Pubblicità
Alla vigilia del match point decisivo a Città del Messico, Bradley Lord spegne i facili entusiasmi nel box Mercedes: priorità al Costruttori, mentre Kimi Antonelli ritrova il sorriso dopo la febbre
31 ottobre 2026

L’aria sottile dell'Autodromo Hermanos Rodríguez porta con sé una pressione diversa, più densa, quasi palpabile. La Mercedes si presenta al venerdì messicano consapevole di trovarsi di fronte a uno di quei weekend che possono tracciare una riga definitiva nella storia recente della Formula 1. Da un lato c'è la corsa al titolo di Andrea Kimi Antonelli, arrivato nel paddock dopo un giovedì complicato dall'influenza e ora a un passo dal coronamento di un sogno: gli bastano appena due punti per chiudere i conti e laurearsi campione del mondo, battendo un compagno d'esperienza come George Russell e persino un monumento come Lewis Hamilton. Dall'altro c'è una squadra che deve mantenere i piedi ben piantati a terra, gestendo l'entusiasmo e la stanchezza di una stagione tiratissima.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

A vestire i panni del pompiere emotivo ci pensa Bradley Lord, deputy team principal delle Frecce d'Argento, che a fine giornata sposta chirurgicamente il focus dove conta davvero per la struttura di Brackley. Nessun volo pindarico, nessuna distrazione per l'imminente match point del giovane talento italiano. “Sinceramente, siamo completamente concentrati sul campionato Costruttori”, ha chiarito Lord analizzando il lavoro del venerdì. “Vogliamo fare un lavoro solido per portare entrambe le vetture in zona punti, tutto il resto verrà da sé. È davvero semplice: ci concentriamo sull'obiettivo finale e lasciamo che accada ciò che deve accadere qui questo fine settimana”.

Un approccio pragmatico che punta a scaricare la tensione dalle spalle di Kimi, apparso subito in ripresa dopo il forfait forzato durante il media day. “Sì, assolutamente, è tornato il suo solito e vivace sé stesso”, ha rassicurato il dirigente britannico, sottolineando come l'ambiente abbia riacquistato il suo contagioso entusiasmo nel box. La pista, intanto, ha raccontato di un George Russell costretto a cedere per la prima volta in stagione il proprio volante a un rookie durante la prima sessione di prove libere. A salire sulla W17 è stato Frédéric Vesti, autore di un lavoro impeccabile che ha impressionato per concretezza e velocità di adattamento. Ritrovatosi poi al volante per le FP2, Russell non ha mostrato alcuna ruggine, dimostrando che la pausa forzata non ne ha scalfito la preparazione.

“George sembrava piuttosto contento”, ha spiegato Lord raccontando il rientro in pista del britannico. “È salito in macchina e inizialmente ha avuto bisogno di qualche modifica di assetto dopo il primo run, ma spesso capita che un pilota che salta le FP1 si ritrovi un po' a rincorrere nelle FP2. Non è stato affatto il suo caso. Penso sia arrivato qui con un ottimo spirito dopo un weekend difficile ad Austin, determinato a metterselo alle spalle e a dare la sua miglior versione. Ha iniziato nel miglior modo possibile”. Parole di profonda stima sono arrivate anche per il lavoro svolto da Vesti, ormai certezza assoluta nel ruolo di riserva e tester d'élite. “Per quanto riguarda Fred, è stata davvero un'ottima sessione. Lo faremo girare ancora una volta nelle FP1, molto probabilmente ad Abu Dhabi: sarà la seconda sessione saltata da George. Questo gli garantirà quattro buone uscite quest'anno. Possiamo vedere come, di sessione in sessione, stia crescendo in solidità. È una fantastica dimostrazione di come un ragazzo che corre con grande regolarità fuori dalla F1, nell'IMSA, possa saltare a bordo ed essere subito sul passo. Oggi ha fatto un gran lavoro”.

Pubblicità