Per inviarci segnalazioni, foto e video puoi contattarci su [email protected]
La Formula 1 torna protagonista in Messico per la seconda tappa del trittico americano. Nella splendida cornice di Città del Messico, Andrea Kimi Antonelli avrà la possibilità di conquistare il titolo iridato e diventare il più giovane campione del mondo della massima serie. Il talento azzurro potrebbe riportare l’Italia in cima alla categoria regina dopo settantatrè anni, da quando Alberto Ascari conquistò la corona d’alloro nel 1953. Sulle altitudini caratteristiche dell’Autodromo Hermanos Rodriguez, mentre si attende la domenica per incoronare l’atleta azzurro, che ha saltato la giornata dedicata ai media a causa di un virus, si procede con calma e si inizia a prendere confidenza con la pista nella giornata di venerdì con la prima sessione di prove libere. Al termine dei sessanta minuti di sessione è Charles Leclerc a ottenere la prima posizione.
Sul tracciato messicano sono ben dieci i team che portano in pista i rookie delle proprie Academy, con il tricolore italiano che sventola anche grazie a Leonardo Fornaroli e Gabriele Minì, che saliranno a bordo della McLaren MCL40 di Norris e della Alpine A526 di Colapinto. Oltre ai due italiani, Frederik Vesti scenderà in pista a bordo della Mercedes di Russell,Ayumu Iwasa per la Red Bull di Verstappen, Nikola Tsolov al posto di Liam Lawson sulla sua RB. Freddie Slater guiderà l'Audi di Bortoleto, Rio Hirakawa la Haas di Ocon e Luke Browning la Williams di Albon. Infine, da segnalare la presenza di Jak Crawford al posto di Stroll sull'Aston Martin e di Colton Herta sulla Cadillac di Bottas.
A firmare la miglior prestazione in 1:18.128 è stato Charles Leclerc, a conferma dei riscontri positivi per una Ferrari che,forte degli aggiornamenti introdotti ad Austin, trova nell'architettura della SF-26 un prezioso alleato per le altitudini messicane. L'aria sottile della capitale rappresenta un'insidia costante per la meccanica, ma la Scuderia trae vantaggio da un turbocompressore di dimensioni contenute, capace di raggiungere più rapidamente il regime di rotazione ideale. Per bilanciare l'intenso stress termico a cui è soggetto questo componente, gli uomini di Maranello hanno optato per un assetto prudente, spalancando le griglie di raffreddamento sul cofano. Una soluzione fondamentale sul piano dell'affidabilità ma penalizzante per l'efficienza aerodinamica, dato che gli sfoghi generosi creano turbolenze e sporcano i flussi in un tracciato dove la deportanza è già drasticamente ridotta dalla rarefazione dell'aria. Non è comunque escluso che i tecnici della Rossa possano rivedere la configurazione nelle prossime sessioni, qualora i dati sulle temperature lo consentano.
Il monegasco ha dominato tutta la sessione. Secondo posto per Andrea Kimi Antonelli, con un distacco di quasi sette decimi dal #16. Mercedes non ha portato aggiornamenti, ma il talento italiano è in ripresa da un virus che ieri gli ha impedito di prendere parte al media day. Terzo e incredibile tempo per Frederik Vesti, che si porta a soli settantaquattro millesimi da Andrea Kimi Antonelli sulla vettura di George Russell, spettatore più che del danese del compagno italiano,nel tentativo di capire cosa può migliorare nel suo stile di guida con questa generazione di monoposto. Quarto tempo per Lewis Hamilton, che esce dalla top 3 alla fine della sessione, con l’obiettivo di riscattarsi dopo il podio mancato ad Austin della scorsa settimana e cercare di portare a casa un bel risultato in casa Ferrari. Quinto tempo per Ayumu Iwasa al volante della vettura di Max Verstappen, con la Red Bull che per la tappa in Messico è intervenuta su due aree distinte. Sul cofano motore, l'area di uscita è stata ampliata estendendo la superficie delle griglie esistenti e aggiungendone di opzionali più all'esterno, così da recuperare il flusso d'aria attraverso i radiatori e garantire maggiore affidabilità. Sulle pance è stata invece introdotta una geometria rivista con una linea di separazione modificata rispetto al fondo, elemento che si fissa alla struttura esistente per migliorare il flusso d'aria sotto l'ingresso del condotto del radiatore, aumentando il carico aerodinamico locale senza compromettere la stabilità.
Sesto e settimo tempo per Gasly e Alonso, alle loro spalle Oscar Piastri, con una McLaren che appare in estrema difficoltà a Città del Messico. Per far fronte alle specifiche sfide di raffreddamento della power unit a Città del Messico, il team di Woking ha modificato le griglie di raffreddamento, le quali sono state estese in avanti e ridisegnate nella forma per incrementare lo smaltimento del calore, ma non sembra comunque pagare. A seguito troviamo Oliver Bearman, Arvid Lindblad e Isack Hadjar. Dodicesimo Nikola Tsolov, che ha sofferto a livello fisico la sessione a causa di un intorpidimento delle gambe, seguito da Nico Hülkenberg e Gabriele Minì, a bordo dell’Alpine.
Quindicesimo Hirakawa, con Sainz e Fornaroli, che testa la vettura di F1 prima di prepararsi alla sfida nel WEC per la prossima stagione. Diciottesimo Perez, seguito da Crawford che è stato costretto a fermare la macchina di Stroll per un sospetto problema al sistema di ERS, seguito da Browning. Slater anche è stato protagonista sfortunato a bordo dell’Audi di Bortoleto, si è visto costretto a tornare nei box a causa di un problema ed è stato messo sotto tiro dai commissari per un unsafe release con il sistema di raffreddamento rimasto attaccato alla monoposto. Chiude la classifica Colton Herta, che ha completato i chilometri previsti per ottenere i punti necessari alla Superlicenza FIA a bordo della Cadillac. Il pilota statunitense si tiene così pronto a subentrare a Valtteri Bottas, rimasto ai box a causa di uno stato di indisposizione fisica che lo ha costretto a saltare la sessione di oggi, lasciando un'ombra d'incertezza sulla sua presenza e sulla permanenza nel team anche in vista della prossima stagione.
Il primo assaggio dell'Autodromo Hermanos Rodríguez ha subito confermato quanto le altitudini messicane sappiano rimescolare le carte in tavola. Se la Ferrari ha trovato subito un'ottima risposta iniziale sfruttando i punti di forza della propria Power Unit, la partita del raffreddamento e della ricerca del compromesso aerodinamico resta un rompicapo aperto per tutti i muretti box. L'attenzione però resta tutta puntata su Andrea Kimi Antonelli, chiamato a costruire sessione dopo sessione il passo decisivo per trasformare l'appuntamento di Città del Messico in una pagina storica per il motorsport tricolore.