F1. Antonelli, il sogno mondiale è a un passo: a Città del Messico è appuntamento con la storia. Orari e programma TV su Sky e TV8

F1. Antonelli, il sogno mondiale è a un passo: a Città del Messico è appuntamento con la storia. Orari e programma TV su Sky e TV8
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Il Mondiale 2026 di Formula 1 arriva a Città del Messico: ad Andrea Kimi Antonelli bastano due punti per fare la storia. L'analisi del weekend e il programma TV completo tra dirette Sky e differite TV8
27 ottobre 2026

Il viaggio della Formula 1 non si ferma. Dopo l’appuntamento ad Austin, il trittico americano prosegue verso Città del Messico prima di volare in Brasile. Sarà un weekend importante quello del Gran Premio del Messico, perché si decideranno le sorti del titolo mondiale 2026. Un appuntamento con la storia: dopo 73 lunghi anni di attesa, l’Italia è pronta a tornare sul tetto del mondo nella massima categoria del motorsport a quattro ruote scoperte. Andrea Kimi Antonelli ha bisogno di soli due punti per conquistare matematicamente l’iride.

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I quattro punti conquistati da George Russell al COTA la scorsa domenica, quando ha tagliato il traguardo in ottava posizione, hanno rimandato i festeggiamenti del bolognese a domenica 1° novembre. Solamente uno slittamento, perché per Kimi si tratta solo di compiere un ultimo passo prima di potersi cucire sul petto il suo primo titolo mondiale. Due sono gli anni che ha passato in Formula 1, due sono i punti che gli servono per incidere a caratteri cubitali il suo nome nella storia di questo sport. Perché non sarà un titolo come un altro: diventerebbe il più giovane di sempre a riuscirci, infrangendo il record finora detenuto da Sebastian Vettel. Le combinazioni per vedere Antonelli alzare quella coppa sono tre: né George Russell né Lewis Hamilton vincono la gara; in caso di vittoria di Russell, ad Antonelli basta un nono posto; in caso di vittoria di Hamilton, ad Antonelli basta chiudere al decimo posto.

Le stelle si dovranno allineare nel Día de los Muertos a Città del Messico, ma Kimi Antonelli non è uno che si accontenta. Anzi, sarebbe meglio dire: Kimi è un pilota ossessionato dalla perfezione. Perché potrebbe godersi questo weekend messicano come una semplice passerella verso il titolo, ma lui vuole portarsi a casa la vittoria. Anche ad Austin sapeva che il titolo era solo una questione di "quando" e non di "se"; ciononostante, voleva tornare sul gradino più alto del podio, un posto su cui non saliva da metà settembre a Madrid. E ora che gli basterebbero solo due punti per ottenere l’iride, nel mirino non mette quel paio di punti che potrebbe conquistare ad occhi chiusi, ma la vittoria. Vuole vincere la gara per vincere il titolo. Il piano è molto chiaro e delineato nella sua mente, e difficilmente George Russell potrà scalfire la mentalità del bolognese, che si prepara da tutta la vita a questo momento.

Per George Russell questo è un momento estremamente complicato. La sua stagione è stata un alternarsi di prestazioni eccezionali — da pilota qual è — e di altre in cui le difficoltà tecniche si sono fatte sentire. A confermare questa situazione è il regresso verificatosi dopo la vittoria di Baku. Tra i muretti azeri volava ed era un tutt’uno con la vettura; ma quando sono arrivati gli aggiornamenti in Malesia, la sinfonia si è rotta. La W17 ha trovato performance grazie a quelle novità, ma allo stesso tempo la finestra operativa si è ristretta in maniera impressionante. Un rebus tecnico che la Mercedes ha cercato di risolvere a Singapore, mandando in pista Antonelli con la versione aggiornata e Russell con quella vecchia: una prova comparativa per raccogliere dati fondamentali, studiare la monoposto in vista dell’ultima fase della stagione e capire se quegli sviluppi potessero effettivamente rappresentare la base anche per il prossimo anno.

Ad Austin, la verità è venuta inesorabilmente a galla. Perché nonostante il pacchetto fosse stato completato anche con la nuova ala anteriore, Russell ha faticato per tutto il weekend, sia in qualifica sia in gara. A pesare, però, non è solo l’ottava posizione finale (due in meno rispetto a quella di partenza), quanto il distacco di 54 secondi: un’eternità se il riferimento è il compagno di squadra, capace di adattarsi nuovamente alla velocità della luce a questo nuovo pacchetto di aggiornamenti. Un’altra batosta per Russell, che quest’anno sperava di poter avere finalmente il suo momento, lottare per il titolo e diventare a tutti gli effetti il riferimento della Mercedes. Ora a prendersi la squadra sulle spalle è Kimi Antonelli, colui al quale i tecnici si rivolgono — e si rivolgeranno — per orientare lo sviluppo del 2027. E oltre al peso emotivo di un mondiale naufragato, per George si aggiunge la consapevolezza che il prossimo anno non potrà rappresentare un reset totale della disfatta di questa stagione.

Anche perché a Città del Messico Russell non solo perderà ogni chance matematica di vincere il titolo, ma rischia di veder sfumare anche il secondo posto in classifica. Per il titolo di vicecampione è infatti in atto una lotta a quattro, con il britannico assediato da Lewis Hamilton (distante un solo punto), Max Verstappen (a cinque) e Charles Leclerc (a otto). Una volata che si preannuncia più accesa e imprevedibile che mai, dato che due di loro si trovano ora nella miglior forma da inizio stagione. L’olandese si è ringalluzzito grazie a una RB22 che ha cambiato pelle con gli aggiornamenti di Baku, tornando competitiva e finalmente in grado di scaricare a terra i cavalli del miglior motore endotermico del lotto. Resta per lui il problema dell'inconsistenza nell’erogazione della potenza e nella scalata, ma Verstappen è pronto a giocarsi la vittoria per chiudere al meglio questo 2026 iniziato nel peggiore dei modi.

La Ferrari ha portato ad Austin un pacchetto di aggiornamenti che ha ridato linfa vitale alla SF-26. Il deficit di potenza del motore endotermico resta e resterà finché l'anno prossimo non arriverà da Maranello una nuova power unit, ma sul fronte telaistico e aerodinamico la Scuderia conferma ancora una volta di aver fatto un lavoro degno di nota. E questo non può che essere di buon auspicio per il futuro prossimo. Tuttavia, la stagione va prima portata a termine e Charles Leclerc sembra aver finalmente trovato la chiave di lettura giusta per questa nuova era tecnica della Formula 1. Le novità gli hanno dato lo slancio finale per tornare a performare ai livelli a cui ci aveva abituati, come dimostra lo stint finale in Texas dove letteralmente volava. Avrebbe potuto ambire alla vittoria se non fosse stato per la posizione di partenza in griglia: per il Cavallino Rampante, infatti, la qualifica resta un vero e proprio tabù. Vola nelle libere, vola nelle prime due sessioni di qualifica, ma quando gli altri riescono a estrarre il coniglio dal cilindro sfruttando l’evoluzione della pista, la Ferrari si plafona clamorosamente nei giri decisivi del Q3, dove non riesce a centrare la finestra operativa ideale delle gomme soft. Partire dietro diventa così un calvario, non solo perché bisogna rimontare, ma anche perché la gestione dell’aria sporca impedisce di preservare in modo ottimale la mescola. E tutto questo non sta aiutando neanche Lewis Hamilton, rimasto per tutto il weekend texano alle spalle del compagno di squadra.

La situazione più complicata la sta vivendo però la McLaren. È un chiaro periodo di crisi all’interno del team campione del mondo Costruttori, che sembra aver smarrito la retta via con la MCL40. Una vettura che, per stessa ammissione di Andrea Stella, è complicatissima da guidare; e quando i piloti devono concentrarsi così tanto per lottare contro la propria macchina, perdono automaticamente velocità. Per risolvere questi problemi non basteranno gli aggiornamenti portati finora: bisognerà ripartire da zero con la MCL41. Nel frattempo, la McLaren sta perdendo terreno in classifica: se a ridosso della pausa estiva, con le due vittorie di Lando Norris, si era fatta sotto alla Ferrari, ora si trova a pari merito con la Red Bull a quota 355 punti, contro i 447 della Rossa e i 607 della Mercedes. Se non vorranno chiudere al quarto posto, a Woking Norris e Oscar Piastri dovranno attrezzarsi per compiere dei miracoli.

E un miracolo dovranno compierlo già i tecnici, perché a Città del Messico torna il consueto problema dell’altitudine: la rarefazione dell’aria renderà fondamentale lo smaltimento del calore, imponendo l'apertura delle “branchie” sul cofano motore per evitare surriscaldamenti che metterebbero a rischio le power unit. Una problematica che si troveranno a gestire a scatola chiusa, trattandosi della prima volta in cui gireranno in Messico con il nuovo regolamento tecnico.

F1, GP Messico 2026: orari e programma TV Sky Sport e TV8
venerdì 30 ottobre 2026
Ora Programma Canale
19:30
FP1
Sky Sport F1 HD
23:00
FP2
Sky Sport F1 HD
sabato 31 ottobre 2026
Ora Programma Canale
18:30
FP3
Sky Sport F1 HD
22:00
Qualifiche (in diretta)
Sky Sport F1 HD
23:30
Qualifiche (in differita)
TV8
domenica 1 novembre 2026
Ora Programma Canale
21:00
Gara (in diretta)
Sky Sport F1 HD
22:30
Gara (in differita)
TV8
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