F1. “Si lamenta perché non vince”: George Russell punge Max Verstappen. E sulla rivalità con Andrea Kimi Antonelli dice...

F1. “Si lamenta perché non vince”: George Russell punge Max Verstappen. E sulla rivalità con Andrea Kimi Antonelli dice...
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George Russell commenta le voci su un potenziale ritiro del rivale Max Verstappen. E del rapporto con il suo maggior concorrente per il titolo, il compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, dice...
17 aprile 2026

George Russell e Andrea Kimi Antonelli sono protagonisti di una rivalità che nella stagione 2026 di Formula 1 potrebbe tranquillamente valere un titolo mondiale, vista la forma smagliante della Mercedes. Ma Russell assicura che non ci sono acredini tra loro. “Siamo entrambi dei professionisti. Abbiamo ancora un ottimo rapporto, e di questo argomento non si discute nemmeno all’interno del team. Mi ricordo che quando ero un pilota del vivaio in Mercedes nel 2017, 2018, non ci si concentrava sul mondiale, ma sulla performance, sul massimizzare il risultato nel contesto di una lotta a tratti molto serrata con la Ferrari. È la mia stessa filosofia di pensiero”.

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In un incontro virtuale con la stampa selezionata, tra cui Automoto, Russell parla di “pari opportunità” in casa Mercedes. “È sempre stato così, sin dai tempi di Lewis e Rosberg. Spero che saremo solo noi due a batterci per il mondiale, ma è troppo presto per dirlo. Nel 2022 dopo tre gare Leclerc aveva un vantaggio di più di trenta punti e Verstappen sosteneva che il mondiale fosse finito. La Ferrari era la più veloce, ma le cose successivamente sono cambiate. Siamo nella direzione giusta. La correlazione è molto buona e tutti gli indizi portano a pensare che la nostra monoposto abbia un’ottima base. Ma le cose cambiano. La McLaren non ha ancora portato un aggiornamento consistente, e a Suzuka Piastri avrebbe potuto vincere senza Safety Car. Il mondiale non è finito”.

Ma che il confronto con Antonelli sia un nervo che accende Russell lo si capisce dalla sua risposta a una domanda sulla competitività del compagno di squadra a Miami. “È stata la sua miglior pista l’anno scorso, ma io sono stato forte su più di venti altre piste. Il mondiale si vince sull’arco dell’intera stagione, e l’importante è massimizzare i risultati. Quello che succede gara per gara viene dimenticato. Conta la costanza, buoni risultati nei giorni difficili e vittorie in quelli positivi. Non penso né a Kimi né al mondiale. Mi concentro su me stesso”. E George individua un suo punto debole: “Devo migliorare le ripartenze dopo la Safety Car, perché a Suzuka ho commesso alcuni errori procedurali che mi hanno portato a essere passato da Lewis”.

Se Russell può sfruttare al meglio una monoposto molto competitiva, Max Verstappen minaccia il ritiro da una categoria che non sente più sua. Ma la F1 può davvero fare a meno di lui? “La F1 è più grande di qualsiasi pilota. Penso che tutti ci divertiamo a battagliare con Max, ma è parte del gioco in F1 guidare una monoposto che non ti soddisfa. Mi successe nel 2022, con la macchina che mi spezzava la schiena per il porpoising. Era una vettura grande, pesante, non piacevole da guidare nelle curve veloci. Ma Max non si lamentava perché vinceva. Adesso, le sue lamentele sono diverse da quelle di Mercedes, Ferrari e McLaren. Noi siamo davanti, lui no”.

La sua frustrazione è comprensibile, ma ha ottenuto quello che molti piloti sognano, vincere il mondiale. Ne ha quattro in bacheca. È arrivato a un punto in cui ha poco da ottenere in F1. Potrebbe cercare i record. Ma per come lo conosco io, è inevitabile che insegua ciò che lo rende felice, come correre alla Nordschleife. Piacerebbe farlo anche a me, ma il mio obiettivo ora è diventare campione del mondo di F1”. Un risultato che sembra a portata di mano per Russell, per quanto ribadisca a più riprese nel corso della media session che bisogna mantenere i piedi per terra.

“La stagione sarà lunghissima, e nessun titolo è mai stato vinto nelle prime tre gare. Non sono al comando del mondiale, ma devo essere onesto: se guardo alle circostanze delle ultime due corse, penso di aver massimizzato il risultato. Se le cose fossero andate diversamente, a Suzuka avrei potuto vincere. In Cina avrei potuto essere in pole se non avessi avuto un problema in qualifica. Sono circostanze che capitano nell’arco di una stagione”. Situazioni non inconsuete, certamente, che però sembrano aver lasciato Russell con un po' di amaro in bocca. 

George non può negare l’abbrivio da sogno della Mercedes, ma continua a predicare cautela. “Così come la Ferrari, anche noi come costruttori abbiamo una comprensione migliore della gestione dell’energia rispetto ai team clienti. È giusto così, ci sono centinaia di persone che lavorano per questo. Credo che le grandi differenze viste a Melbourne si siano già appianate. Penso che lo schieramento andrà lentamente compattandosi. Ma non ci saranno cambiamenti drastici. Gli altri, però, ci talloneranno”. Quanto saranno effettivamente in grado di farlo lo scopriremo solo con il prosieguo di un campionato che ora vive una frustrante pausa.

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