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La Formula 1 è approdata nel Principato per la gara più glamour della stagione. Il Gran Premio di Monaco porta con sé un’aura unica nel suo genere, che anche i piloti più navigati percepiscono a distanza di anni. Un appuntamento, il sesto del calendario per l’esattezza, che Andrea Kimi Antonelli – per la prima volta da quando è nel Circus – vivrà da leader del campionato. Un peso che grava sulle spalle di un 19enne che, però, ha fiducia da vendere. Anche dinanzi ai giochi politici di George Russell, che ha dichiarato: “Solo lui può perdere il titolo”. Sono 43 i punti che li separano e un mondiale ancora tutto da scrivere, e su questo Kimi non ne ha minimamente fatto mistero.
Nel consueto incontro con una selezionatissima stampa italiana, Antonelli ha affrontato senza giri di parole come sta proseguendo questa, finora, straordinaria seconda stagione in Formula 1 al fianco della Mercedes. “Qua è bello”, dice subito guardando oltre i vetri dell’Hospitality Mercedes. Lo attende un weekend interessante perché qui, su questo tracciato cittadino completamente unico nel suo genere, è consapevole che il team di Brackley dovrà vedersela con più di un contendente. “Ferrari sarà forte, per me sono loro i favoriti. Noi abbiamo portato un’ala anteriore e una posteriore, quindi vedremo come andrà”. E con l'appuntamento monegasco ha inizio la sua stagione europea. Un cerotto da strappare perché lo scorso anno, correre su piste a lui conosciute nelle categorie precedenti, è stato molto complicato, con l’aggravante di una sospensione posteriore che non gli è mai andata giù fin quando, al rientro dalla pausa estiva, la squadra è tornata alla configurazione pre-Imola. “Non ci penso neanche allo scorso anno, è nel dimenticatoio. La macchina è cambiata tanto dal debutto, poi avevo una pressione mentale che mi sono posto da solo. Sarà un’altra storia adesso”.
Un’evoluzione, la sua, che va di pari passo con l’esperienza in pista che sta accumulando e con la crescita personale. “In Canada ho imparato molto su me stesso, soprattutto nel gestire le emozioni, in particolar modo quando sono in macchina. Nella Sprint potevo essere più tranquillo, poi domenica il quasi contatto. Sono stato più aggressivo del solito ed è un qualcosa su cui devo lavorare, perché devo capire come gestire le dosi un po’ di tutto”. E la gestione diventa essenziale soprattutto su un tracciato cittadino e provante come quello di Monte Carlo. “Dovrò prendere le misure e partire con un buon ritmo. Poi costruirò il tutto sessione dopo sessione per avere il miglior feeling possibile con la macchina e con la pista. Cercherò di evolvere anche in termini di guida con l’aumento di grip da un giorno all’altro. Sarà importante”. L’evoluzione passa anche per la preparazione atletica. “Ora avremo tante gare e allenarmi il più possibile è fondamentale, perché avremo sempre meno tempo per recuperare”. Con un calendario così fitto, sarà essenziale gestire al meglio anche l’aspetto mentale.
Nel paddock il sentimento è chiaro: Mercedes resta la favorita, ma McLaren e Ferrari sono pronte ad arpionare i risultati che contano. Sul perché di questa convinzione Kimi non ci gira intorno: “La SF-26 è forte nelle frenate e la macchina di base è buona. Poi hanno un’ala, quella sullo scarico, che gli toglie sì potenza, ma gli dà anche carico in curva, sia in quelle lente che in quelle di media velocità. È una macchina che si sposa perfettamente con le disconnessioni della pista. Guardando anche tutte le generazioni di vetture, Ferrari è sempre andata molto forte qui, anche se altrove faticavano”. E a rendere ancora più imprevedibile questo weekend monegasco si aggiunge il fattore batteria. Finalmente qui, rivela Kimi, potranno pensare solamente ad andare giù di gas. “Almeno qui la ricarica dell’elettricità non è un problema, quindi spero di divertirmi”.
Ma il box delle Frecce d'Argento resta al centro dell’attenzione dopo il Canada, dove l’idillio con George Russell sembrava essersi incrinato. Tutti i campioni hanno sempre temuto più di chiunque altro il compagno di squadra, perché si combatte pienamente ad armi pari. Spesso, però, soprattutto nel passato, i giochi politici hanno avuto ripercussioni anche sui dati e sulla loro trasparenza. Kimi è stato chiaro: “Massima trasparenza, non siamo a quei livelli lì e non vogliamo arrivarci neanche”. Per mettere pace nel box, prima di Monaco, la Mercedes ha organizzato un meeting con i piloti. “Abbiamo rivisto la gara a Montreal e gli episodi più importanti per chiarire tutto in vista del futuro”. E per rispondere a Russell, che ha detto che solamente Kimi può perdere il mondiale, il diretto interessato è stato tranciante: “Come posso perdere qualcosa che ancora non ho? Ho tutto da prendere e so che arriveranno weekend in cui mi dovrò accontentare, voglio godermi tutto il più possibile”. “So che lui voleva mettermi pressione così”, ha aggiunto. Ma Kimi ha un asso nella manica. Per andare forte in pista è essenziale avere una preparazione anche psicologica. E già dallo scorso anno, prima e dopo il weekend di gara, affronta una sessione con un mental coach. “Anche se hai qualcuno nel tuo spazio privato, è bello avere qualcuno con cui parlare liberamente, qualcuno che ti ascolta senza giudicare ed è pronto a darti consigli. Essendo ancora giovane, ci sono cose di cui ancora fatico a parlare, ma con lui ci riesco”.
🇮🇹 L’auto di papà. Le strade italiane. Un momento speciale per Kimi alla guida della GT3 di Marco. La famiglia è tutto ❤️🇮🇹
— Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team (@MercedesAMGF1) May 30, 2026
🇬🇧 Dad’s car. Italian streets. A special moment for Kimi as he drives Marco’s GT3. Family is everything ❤️ pic.twitter.com/4TNW7zFlxi
Prima ancora di quella riunione, Kimi è stato accolto da un bagno di folla, prima a Brisighella per il Premio Bandini e poi al Mugello per la MotoGP, dove Marco Bezzecchi ha esteso la sua leadership in campionato, esattamente come lui. “È stato un bel weekend e mi sono divertito tanto, soprattutto a guidare la macchina di mio padre”. Tornando al motomondiale, ha voluto mettere i paletti: “Sono dei pazzi, per me va bene correre con quattro ruote, ma con due no. Si schiacciano a terra in curva e non hanno protezione”.
A rendere Monaco ancora più speciale è il legame che Kimi ha con Senna, che qui ha scritto la storia. “Una pole come lui? Sarebbe bello, ci proviamo”. Partire davanti è essenziale: “Anche con queste macchine, abbiamo fatto delle simulazioni, sorpassare è davvero complicato”. Solo meteo e interruzioni possono effettivamente cambiare la situazione in pista, resa ancora più complicata dal warm-up della gomma, che sarà fondamentale tanto quanto avere il passo e scattare davanti per scavare un distacco. “Io le voglio vincere tutte, ma Monaco ha il suo fascino e io voglio vincere qui, dove è davvero speciale”.