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La Ferrari lascia Spa-Francorchamps, sede del Gran Premio del Belgio 2026 di Formula 1, con il secondo posto di Charles Leclerc e la quarta piazza di Lewis Hamilton. Una mezza vittoria per la Scuderia, che su una pista così probante per la power unit prevedeva di andare molto più in crisi in termini di pura performance. Alla fine, nonostante non abbia potuto sfoderare il consueto vantaggio in trazione nelle curve veloci con la SF-26, Frédéric Vasseur può dirsi più che soddisfatto per come si sia concluso il decimo appuntamento stagionale.
Come per Silverstone, il pronostico della vigilia vedeva la Rossa in estrema difficoltà. Su un tracciato come quello di Spa, ogni cavallo in più fa una differenza vitale. Per la Ferrari, tuttavia, il deficit di erogazione della potenza del motore endotermico resta l’unico cono d’ombra su una vettura altrimenti matura e prestazionale sia dal punto di vista del telaio che dell'efficienza aerodinamica. Una soluzione arriverà presto, grazie a un importante aggiornamento della power unit previsto tra Zandvoort e Monza, ma nel mentre a Maranello ci si aspettava di soffrire molto di più. Eppure, i dati del simulatore sono stati smentiti ancora una volta. Non sarà arrivato il successo da parte di Charles Leclerc, secondo alle spalle di Kimi Antonelli nonostante la sosta effettuata sotto regime di Virtual Safety Car, ma per Frédéric Vasseur il rendimento espresso può definirsi un quasi trionfo.
In realtà, poteva trattarsi di un doppio podio per il Cavallino, se Lewis Hamilton non avesse perso la terza posizione a causa della penalità di cinque secondi ricevuta per il contatto al primo giro con George Russell, finito in ghiaia a curva 6. Una decisione da parte della direzione gara non condivisa dallo stesso Russell, che ha liquidato l’episodio come un normale incidente di gara. È d’accordo con il pilota della Mercedes, si è detto anche Frédéric Vasseur. “Finora in questa stagione tutti gli episodi simili dello scorso anno erano stati considerati incidenti di gara. E in questo caso specifico, per di più, Russell aveva spazio a sufficienza per non chiudere a destra e andare a sinistra. Oggi non sono io a prendere le decisioni, ma penso che la sanzione sia troppo severa”, ha commentato il team principal nel consueto incontro con la stampa al termine del GP a Spa-Francorchamps.
Hamilton ha rischiato di ricevere altri cinque secondi di penalità per un unsafe release durante la sosta effettuata al giro 20 di 44. Ricevuto il via libera dai meccanici con la luce verde, Lewis ha lasciato la piazzola del pit-stop proprio mentre un meccanico non si era ancora completamente spostato, venendo quasi investito, fortunatamente senza alcuna conseguenza. Per quell’episodio la Ferrari ha ricevuto una multa di 30mila euro, di cui 10mila sospesi con la condizionale per 12 mesi. Ma il risultato finale della Rossa resta comunque più che soddisfacente. “Direi che non ci aspettavamo di essere così forti su questo tipo di tracciato, dove conta la power unit. Sì, sapevamo che passando da Silverstone a qui ballavano cinque decimi, sulla carta era prevedibile. È stato un fine settimana relativamente difficile, ma nel complesso è andato piuttosto bene”.
Manca, ovviamente, ancora l'ultimo step per colmare il distacco dalla Mercedes, chiaramente più forte sul dritto, come dimostrato dal sorpasso decisivo per la vittoria firmato da Antonelli su Leclerc lungo il Kemmel a dieci giri dalla fine. “Chiaramente Kimi era un passo avanti in termini di pura prestazione, il che per noi è un buon punto di partenza per l'esecuzione del weekend. Possiamo giocarcela e penso che come squadra ci siamo comportati piuttosto bene. In futuro ci saranno piste più favorevoli al nostro pacchetto, ma ora nulla è scontato. Tutti stanno sviluppando e noi dobbiamo gestire al meglio ogni fine settimana, dove si riparte sempre da zero. Però sì, è stato un buon risultato”.
Con la piazza d'onore a Spa e la vittoria di Silverstone, Charles Leclerc sembra essersi finalmente messo alle spalle la spirale negativa vissuta a inizio stagione. E sono tutti punti pesanti che la Rossa, insieme ad Hamilton, porta a casa riducendo il distacco dalla Mercedes a sole 73 lunghezze nel mondiale costruttori. “Onestamente non guardo la classifica. Non guarderemo il divario, mi concentro sullo sviluppo e sul fare del nostro meglio ora; per il campionato vedremo tra un paio di mesi. Non so quante gare manchino alla fine, credo qualcosa come 10 o 12. Restiamo concentrati sulla prestazione e su come fare un lavoro migliore in pista per continuare ad avere questo livello di affidabilità, perché di sicuro è la chiave. E alla fine vedremo... la Mercedes è ancora più veloce, ora credo sia il punto di riferimento. Quindi, nella mia mente, in certe gare la prestazione pende da quella parte, ma rispetto a loro noi ci concentriamo sulle informazioni che possiamo raccogliere, su cosa possiamo fare sulla macchina, sul setup, sul motore, e basta”.
Bisogna, però, risolvere il problema del gap in qualifica. “Penso che servano sia la qualifica che la gara. È probabilmente più una caratteristica della power unit essere un po' più competitivi al sabato o alla domenica, non lo so. L'unica cosa che possiamo fare è continuare a sviluppare, continuare a portare aggiornamenti per essere sempre più vicini alla Mercedes, perché anche loro iniziano a essere un po' più sotto pressione, e questa è la migliore occasione per noi per fare ottimi punti e recuperare. Se guardi solo il distacco rischi di fare errori e alla fine non hai più possibilità”, ha aggiunto Vasseur. Ma questo gap è dovuto più alle doti intrinseche del motore o alle mappature spinte che la Mercedes adotta in qualifica? “Il risultato che vedi alla fine della qualifica è il frutto dell'ultimo giro. Se guardi alla Q2, stavamo analizzando proprio questo aspetto. Con il primo set eravamo agli stessi decimi di secondo dietro agli altri. Se guardi la McLaren, il 17°, per me è questione di millesimi. Poi fai un gran giro, trovi una bandiera gialla che spunta dal nulla o meno... Tonnellate di parametri possono cambiare il rendimento complessivo. È un trend dall'inizio della stagione il fatto che siamo probabilmente un po' più performanti in gara che in qualifica, ma non è dovuto solo al motore, dipende anche dalle variabili del setup e del telaio”, ha chiosato il manager francese.