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Nella suggestiva cornice della foresta delle Ardenne, Andrea Kimi Antonelli si laurea Re del Gran Premio del Belgio 2026, conquistando una vittoria pesantissima. Una gara intensa, in cui Charles Leclerc ha accarezzato a lungo il sogno del gradino più alto del podio prima di subire il sorpasso decisivo dall'italiano, chiudendo in seconda posizione. A completare il podio c'è Max Verstappen, che si prende la medaglia di bronzo al termine di una corsa estremamente lineare ma ricca di spunti tecnici.
Il vincitore della corsa ha analizzato le difficoltà di una pista complessa come quella belga, caratterizzata da forti sbalzi prestazionali tra i vari settori. "Tenendo il passo con le hard c'era un ottimo ritmo. Non è stato facile perché si notava una grande differenza nell'erogazione dell'ibrido tra le squadre; noi eravamo forti in alcune parti ma deboli in altre". Nemmeno l'inconveniente legato al tempismo della Virtual Safety Car ha scalfito la sua fiducia. "Ero un po' infastidito, ma queste cose non si prevedono. A volte va bene, altre no. Nonostante tutto si cerca solo di ottimizzare il risultato".
Spazio anche al racconto da brividi del primo giro giù verso l'Eau Rouge, in un triello ravvicinato proprio con Verstappen e Leclerc. È stato pazzesco. Max mi è passato davanti volando prima dell'Eau Rouge, poi l'ho controsorpassato e ho visto Charles affiancarsi. Ho pensato: 'Ma che diavolo sta succedendo?'. Guardavo continuamente negli specchietti perché vedevo arrivare tantissime macchine, ma per fortuna ne siamo usciti puliti". Rispetto al duello finale con la Ferrari, Antonelli ha aggiunto: "Sapevamo che sarebbero stati competitivi. Erano molto forti nelle curve 12 e 13 rispetto a noi, io lì faticavo con il posteriore, mentre noi rispondevamo nelle curve a bassa velocità".
Charles Leclerc incassa il secondo posto con la consapevolezza di aver espresso un potenziale superiore alle aspettative della vigilia. "Giovedì ci aspettavamo di essere molto indietro, nell'ordine di quattro o cinque decimi. In gara invece eravamo più vicini. Su due piste sulla carta pessime per noi abbiamo fatto un primo e un secondo posto, un ottimo sforzo del team".
Il monegasco predica però calma per il prosieguo della stagione, evidenziando la complessità tecnica delle attuali monoposto. "Ho fatto un passo avanti, ma non sono ancora al livello in cui voglio esprimermi. Ci sono cose nella vettura che devo gestire e che non riesco a guidare in modo del tutto naturale. Con queste auto è difficile essere sicuri che se un weekend va bene, andrà bene anche il successivo. Dipende da dettagli minimi, non è mai scontato avere la stessa erogazione della potenza da un giro all'altro, ed è la parte frustrante".
Terza piazza per un Max Verstappen solido ma non del tutto soddisfatto del comportamento della sua vettura nella seconda metà di gara. "Il weekend all'inizio è stato lineare. Oggi siamo stati sfortunati con la VSC, avrei potuto lottare con Charles ma il secondo stint è stato peggiore di quanto sperassi. Il bilanciamento non è stato dove avrei voluto e ho perso troppo tempo, ma essere sul podio qui è comunque un buon risultato".
Anche l'olandese ha commentato le enormi differenze di velocità causate dai sistemi ibridi all'inizio della corsa: "C'era troppa erogazione da curva 1 a curva 2. Passando dall'Eau Rouge ho guardato la batteria e ho capito che sarebbe stato un rettilineo difficile. Ho visto arrivare un razzo rosso (Leclerc) e ho pensato solo a tenere la mia traiettoria, altrimenti facevamo il volo deltaplano".
Il tema centrale della conferenza è diventato rapidamente la gestione elettronica della potenza, a seguito delle anomalie riscontrate durante il fine settimana anche sulla vettura di George Russell. I tre piloti si sono trovati d'accordo sulle enormi difficoltà di comprensione di questi algoritmi. "A volte il sistema fa semplicemente qualcosa di leggermente diverso ed è complicato", ha ammesso Antonelli. "Specialmente in piste che richiedono molta energia, se guidi in modo diverso anche il sistema impazzisce". Leclerc ha rincarato la dose: "Queste unità propulsive sono così complesse che ci sono giorni in cui ti gratti la testa per capire perché stai perdendo così tanto nei rettilinei. È frustrante per un pilota, perché in background le cose cambiano costantemente". Lapidario e ironico il commento finale di Verstappen sul regolamento attuale: "Sì, insomma, benvenuti nella Formula 1 del 2026, a volte può essere una giungla".
Il circus si sposta ora a Budapest, su un tracciato dalle caratteristiche diametralmente opposte. Se Antonelli prevede una griglia cortissima a causa della minore criticità delle batterie. "Sarà una pista forse simile a Monaco, molto tirata tra i primi quattro team". Leclerc preferisce non fare pronostici basati sulle aspettative esterne: "Dobbiamo solo fare i compiti a casa e massimizzare il pacchetto, proprio come fatto negli ultimi due weekend". Sulla stessa linea Verstappen: "Impossibile saperlo al momento, spero solo in un fine settimana lineare per essere competitivo".