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Il sipario sulle qualifiche del Gran Premio del Belgio 2026 di Formula 1 è da poco calato. La sessione ha visto Max Verstappen battuto per tre decimi da Andrea Kimi Antonelli, che scatterà dalla pole position. Un duello contro la Mercedes in cui la Red Bull ha lottato a due punte, con Isack Hadjar – costretto a scattare ultimo per via della penalità per il cambio motore– che ha aiutato l’olandese offrendogli la scia nel terzo settore. Questo gioco di squadra, però, non è bastato al quattro volte campione del mondo per conquistare il miglior tempo.
“Direi che nel complesso, per tutto il weekend, il bilanciamento della vettura è stato piuttosto buono. Credo che siamo solo un po' al limite sul dritto, ma la macchina è nella finestra corretta”, ha spiegato Max Verstappen al termine della sessione cronometrata a Spa-Francorchamps. “Abbiamo solo cercato di affinare i dettagli e in qualifica è stato lo stesso. A essere onesti, a un certo punto ti ritrovi un po' bloccato in termini di tempo sul giro, non riesci a tirare fuori nient'altro perché ogni passaggio che facevo era leggermente più veloce, ma a un certo punto... insomma, il flat out è flat out, quindi non c'è più tempo da guadagnare nelle curve. Forse è qualcosa che dobbiamo rivedere, magari arriviamo al pieno carico troppo facilmente, non lo so. Però sì, la macchina andava bene. Poi ovviamente Isack in Q3 mi ha aiutato moltissimo con la scia nell'ultimo settore. È per questo che mi trovo seduto qui, altrimenti sarebbe potuta essere tranquillamente una P6, perché i distacchi dietro erano ridottissimi. Quindi lo ringrazio per questo. Come squadra abbiamo fatto tutto il possibile”.
Proprio sulla scia offerta da Hadjar, Verstappen ha aggiunto: “Oddio, ero a tavoletta. Altrimenti lo avrei tamponato. Lo stavo spingendo. Sì, ma ha fatto un lavoro fantastico. All'inizio ho pensato ‘mio dio, è troppo vicino’, ma poi in realtà ha funzionato bene fino all'ultima curva. Eravamo vicini, sì, ma mi fido di lui”. La scia, per l'appunto, è stata sfruttata solamente nel terzo e ultimo settore. “Credo che lì si abbia un po' meno efficienza in modalità sorpasso, quindi la vettura genera più resistenza. Immagino sia per questo che aiuta un po' di più. Credo sia molto simile a quanto visto prima: nelle FP3 ho preso la scia due volte, non so per quale motivo, sia nel settore 1 che nel 3, ed erano piuttosto equivalenti”, ha spiegato Verstappen. Una fiducia totale nei confronti di Isack, nonostante sia solamente al suo secondo anno in F1. “È molto facile lavorare con lui. E poi, andiamo, siamo piloti di Formula 1, penso che dovremmo essere in grado di fare cose del genere. È un ragazzo intelligente, quindi sa cosa fare in queste circostanze”.
Senza l'aiuto del compagno di squadra, Max Verstappen ha quantificato che avrebbe chiuso solamente in sesta posizione. “Non ho guardato i distacchi, ma dietro di me era tutto molto serrato, dalla P2 alla P6 credo. Quindi direi tre decimi”. Questo traino gli ha permesso di recuperare sulla Mercedes, che ha mostrato il rendimento migliore per quanto riguarda le velocità di punta sul dritto, un elemento da tenere ben in considerazione per la gara di domani. “Immagino che ci saranno difficoltà al via, ma onestamente voglio solo fare la mia corsa. Il distacco in qualifica, persino con una scia enorme, è comunque superiore ai tre decimi, quindi non mi aspetto davvero di lottare con loro domani. Credo che per me si tratterà più di guardare negli specchietti e combattere con gli altri, o cercare di farlo, ma principalmente proverò a fare la mia gara e vedere dove finiremo”.
Tema centrale del weekend è, ovviamente, il modo in cui la gestione dell’energia stia influenzando la guida su una pista come Spa-Francorchamps. “Per gran parte del settore 2 si guida praticamente solo con il motore endotermico. Quindi cosa sono, 450 o 500 cavalli? Qualcosa del genere. Credo sia più o meno la potenza di una vettura di Formula 3, ma con il carico aerodinamico di una F1. Potete immaginare, ovviamente, che non sia molto emozionante da guidare. Però, sinceramente, non voglio stare qui a lamentarmi ancora, altrimenti fuori dalla porta qualcuno mi spara. Come ho detto prima, mi sto semplicemente adattando mentalmente e cerco di ottenere il massimo, anche se ovviamente non è ciò che mi piace né ciò che amerei fare in Formula 1. Ma potrei anche stare a casa sul divano a non guidare nulla, e non servirebbe a niente. Quindi ci metto solo il massimo impegno”, ha chiosato Max.