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Un sabato di rincorsa, emozioni forti e un pizzico di amarezza per Lewis Hamilton nel weekend del Gran Premio del Belgio. Il pilota britannico scatterà dalla sesta posizione in griglia dopo una qualifica vissuta sul filo del rasoio, resa possibile solo grazie a una vera e propria impresa collettiva all'interno del box della Scuderia Ferrari.
Il sabato di Hamilton era iniziato nel peggiore dei modi. Nel finale della terza sessione di prove libere, mentre cercava di migliorare il proprio crono, il sette volte campione del mondo ha perso il controllo della sua SF-26 alla chicane tra curva 13 e curva 14. Un passaggio letale sulla ghiaia in uscita ha innescato un effetto pendolo violento, terminato con un forte impatto contro le barriere che ha pesantemente danneggiato l'intero retrotreno. Da quel momento è partita una corsa contro il tempo. I meccanici del Cavallino hanno compiuto un autentico miracolo sportivo, ricostruendo la parte posteriore della monoposto a tempo di record e permettendo a Lewis di scendere in pista regolarmente per il semaforo verde del Q1.
Nonostante il sesto posto finale possa sembrare un altro sabato opaco, Hamilton preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno, elogiando prima di tutto la propria squadra. "Credo che prima di tutto si debba essere felici del fatto che i ragazzi siano riusciti a preparare la macchina in tempo. Non vedo questo risultato come una semplice limitazione dei danni, penso che abbiano fatto un ottimo lavoro. Succedono diverse cose, si va avanti e si massimizza il risultato. Credo che i miei giri siano stati piuttosto buoni".
Il retrotreno ricostruito in fretta e furia, però, non poteva essere perfetto. Hamilton ha ammesso che il comportamento della sua Ferrari non era lo stesso della mattinata. "La macchina è valida come prima? No. Credo che qualcosa non fosse identico sulla sospensione posteriore, quindi fondamentalmente il bilanciamento non era lo stesso di prima, quando la vettura dava ottime sensazioni. Hanno spinto fino all'ultimo minuto per sistemarla, sono solo grato che ci siano riusciti e spero che la vettura vada bene in gara".
Analizzando il distacco dai primi, Hamilton ha evidenziato come le caratteristiche del tracciato di Spa stiano premiando i rivali, capaci di sfruttare al massimo l'efficienza aerodinamica e il gioco delle scie, pur mantenendo un velo di incertezza sui dati comparativi. "In termini di distacco dai primi, non sono del tutto sicuro che dipenda dalla power unit. Non ho visto la sovrapposizione dei dati, so per certo che nel mio ultimo settore perdevo qualcosa, ma loro sono stati davanti per tutto il weekend e ce lo aspettavamo su una pista dove hai il 50% di rettilinei in più. La scia? È sempre potente, ma noi non l'abbiamo avuta. È stato piuttosto estremo quello che ha fatto la Red Bull con le altre unità".
Nonostante una qualifica complicata, lo sguardo del britannico è già rivolto a domani. Il passo gara mostrato nelle libere accende una speranza nel box di Maranello. "Il passo gara sembra crescere più rapidamente? Spero di sì. Nelle FP3 la macchina andava davvero bene, ho fatto una simulazione di passo gara ed era ottima. Il set-up attuale è leggermente diverso, ma spero ancora che sia così".
Infine, Hamilton non ha risparmiato una dura critica regolamentare sul comportamento di questa nuova generazione di monoposto sul circuito belga, facendo eco alle perplessità sollevate anche dal compagno di squadra Carlos Sainz sulle simulazioni nate nel 2022. "Com'è stato fare le qualifiche a Spa con queste vetture? Ne abbiamo discusso anche nel briefing dei piloti, quest'anno è piuttosto diverso. Non va bene sui rettilinei, ma nelle curve le macchine sono fantastiche. Se si poteva prevedere che sarebbe stato così strano? Ne sono quasi certo, sì. L'abbiamo capito subito. Non so chi abbia preso la decisione, ma chiunque sia stato, ha ancora il suo posto di lavoro". Con una SF-26 da verificare sulla lunga distanza e un feeling da ritrovare dopo le riparazioni, Hamilton si appresta a vivere una domenica di rimonta. La caccia al podio a Spa è aperta.