"Una macchina difficilissima da guidare". Piastri ammette la crisi McLaren a Spa: "Manca carico"

"Una macchina difficilissima da guidare". Piastri ammette la crisi McLaren a Spa: "Manca carico"
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Settimo tempo a sei decimi e mezzo dalla pole di Antonelli. Oscar Piastri non nasconde le enormi difficoltà di bilanciamento della sua MCL40 sul tracciato di Spa-Francorchamps: "Il posteriore è una sfida da diversi weekend"
18 luglio 2026

Un settimo posto amaro, lontano di sei decimi e mezzo dalla pole position di Andrea Kimi Antonelli. Le qualifiche del Gran Premio del Belgio 2026 di Formula 1 lasciano a Oscar Piastri il sapore pungente di una rincorsa costante, trascorsa a lottare più con la propria vettura che contro il cronometro. Sul tracciato di Spa-Francorchamps la McLaren ha mostrato il fianco, costringendo l'australiano a una sessione di Q1 e Q2 in totale apnea, salvata solo in extremis nel finale.

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"È andata un po' meglio alla fine, ma è stata dura per tutto il giorno", ha ammesso Piastri a caldo, analizzando una qualifica nata storta anche a causa di una gestione strategica degli pneumatici che lo ha visto pagare pegno nel momento decisivo. "Superare la Q1 e la Q2 è stato un lavoro difficilissimo. In Q2 ho dovuto usare un set di gomma nuova a metà sessione, quindi per la Q3 mi era rimasto un solo treno a disposizione. L'ultimo giro è stato decisamente migliore, ma ho passato l'intera giornata a cercare di far funzionare la macchina come volevo. Portarla al limite è stato complicato, non è decisamente il weekend più facile finora".

A rendere tutto più complesso in questo 2026 sono anche le nuove dinamiche di gestione dell'energia, che amplificano il peso del tempo perso durante le sessioni di prove libere, come accaduto in FP1. Piastri, tuttavia, non cerca scuse nel chilometraggio ridotto: "Saltare del tempo in pista non è mai l'ideale, ma ieri sono comunque riuscito a fare un numero ragionevole di giri in simulazione di qualifica e con poco carburante. Avrei preferito fare un paio di passaggi in più? Sì, ma i problemi che ho avuto oggi non sono legati a quello. La verità è che questa è stata una macchina difficilissima da guidare, davvero molto ostica. Se riesci a bilanciarla sul filo del rasoio il tempo sembra esserci, ma mantenerla su quel limite è un'impresa".

Nessun difetto singolo, nessuna componente specifica da mettere sul banco degli imputati. La MCL40 a Spa soffre di un malessere generale, accentuato dalle forti raffiche di vento che hanno spazzato le Ardenne, proprio come accaduto due settimane fa in Gran Bretagna. "Cosa cede quando sei al limite? Un po' di tutto", spiega ancora il pilota McLaren. "Dipende esattamente da dove ti trovi, da come gira il vento e dal tipo di curva. Non c'è un unico problema chiaro. E quando fatichi un po' ovunque, significa che quello è semplicemente il limite attuale della vettura. Per estrarre qualcosa in più serve più carico aerodinamico, c'è poco da fare. In particolare, il retrotreno della vettura è stato una vera sfida negli ultimi weekend. Oggi era piuttosto ventoso, così come a Silverstone, e non so quanto questo abbia amplificato le nostre difficoltà, ma di certo non ha aiutato".

Una battuta, infine, sulle insidie del tracciato, caratterizzato in qualifica dalla presenza di parecchia ghiaia riportata in pista in diversi punti: "Non credo che domani sarà un fattore. In qualifica si spinge al limite estremo della pista, ma già in Q3 hanno avuto il tempo di pulire l'asfalto. In gara sarà piuttosto semplice: una volta che le vetture ci passeranno sopra, la ghiaia verrà spazzata via. A meno che, ovviamente, qualcuno non vada dritto fuori pista".

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