F1, Piastri carica la McLaren verso Monza: “In gara sarà un caos, ma abbiamo le risposte che cercavamo”

F1, Piastri carica la McLaren verso Monza: “In gara sarà un caos, ma abbiamo le risposte che cercavamo”
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Alla vigilia del GP di Monza, Oscar Piastri fa il punto in casa McLaren tra la ricerca del passo gara dopo Zandvoort, le incognite legate all'energy management sul veloce tracciato brianzolo e il lavoro d'adattamento al suo stile di guida.
4 settembre 2026

 Alla vigilia dell'attesissimo Gran Premio d'Italia sull'Autodromo Nazionale di Monza, Oscar Piastri ha fatto il punto della situazione in casa McLaren. Il giovane talento australiano, reduce da un intenso ciclo di gare e dal lavoro d'analisi svolto nel quartier generale di Woking, si appresta ad affrontare il Tempio della Velocità con la consapevolezza di chi sa che il team è chiamato a fare un salto di qualità importante, specialmente sulla gestione del passo gara e sul bilanciamento complessivo della monoposto.

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I recenti weekend di gara hanno confermato come la MCL40 sia un'auto estremamente competitiva sul giro secco in qualifica, ma al contempo evidenziato alcune criticità quando si tratta di gestire la vettura sulla lunga distanza, con serbatoio pieno e degrado gomme accentuato. Ripensando alle tappe recenti e al lavoro svolto negli ultimi quattordici giorni, Piastri ha analizzato lucidamente la natura dei problemi che stanno affrontando: “Credo non si tratti di un singolo problema che si ripresenta continuamente, ma del fatto che stiamo sempre rincorrendo qualcosa di leggermente diverso. Dobbiamo cercare di individuare le soluzioni un po' più rapidamente, sia io che la squadra intorno a me”.

Il tracciato di Monza rappresenta una sfida unica per ingegneri e piloti: le lunghissime staccate e la presenza di rettilinei infiniti impongono una gestione estrema e chirurgica della componente elettrica della power unit. L'equilibrio tra la carica della batteria e la potenza erogata influenzerà enormemente non solo la velocità di punta ma anche la capacità di effettuare sorpassi. Sullo scenario che attende la griglia di partenza domenica, Piastri prefigura un avvio di gara particolarmente concitato e difficile da pronosticare: “Per quanto riguarda la qualifica, non sono sicuro di quanto inciderà. Probabilmente ne sapremo di più qui domani. Penso che la gara sarà un caos, specialmente all'inizio. È chiaramente un circuito molto penalizzante dal punto di vista dell'energia e ci sono molti rettilinei diversi dove poterla utilizzare. Penso che i duelli in pista potrebbero essere davvero straordinari. Vediamo cosa succederà, ma abbiamo ancora parecchio tempo in pista prima di allora, quindi vedremo che tipo di gestione utilizzeranno tutti e come si evolverà la situazione. Sarà piuttosto caotico ed entusiasmante. Ognuno può vederla dalla prospettiva che preferisce, ma di certo sarà ricca di colpi di scena”.

Quando una vettura si dimostra particolarmente sensibile alle variazioni di assetto o alle condizioni di gara, il pilota è costretto a modificare il proprio stile naturale di guida, un processo che richiede un grande sforzo mentale e che può incidere negativamente sulla fluidità al volante. Piastri ha riflettuto a fondo su questa dinamica, spiegando come il margine tra la prestazione istintiva e l'overthinking sia estremamente sottile: “Non è così semplice come pensa la maggior parte della gente. In particolare quest'anno, il modo in cui mi viene  naturale guidare la macchina non è necessariamente il modo migliore per guidare queste vetture. A volte lo è stato, altre volte no, e penso che questa sarà una piccola sfida. Non si tratta dello stesso problema in cui ci imbattiamo ogni volta. Per me si tratta solo di cercare di trovare la giusta direzione, le cose che fanno funzionare questa macchina. In certi momenti siamo riusciti a trovarla, in altri abbiamo provato molto senza riuscirci”.

Entrando ancora più nel dettaglio dell'aspetto psicologico del pilota in pista, Piastri ha aggiunto: “Non è così banale, ma quando ti senti a tuo agio con la macchina, tutto diventa molto più semplice. È facilissimo entrare in un circolo virtuoso o vizioso. Quando le cose diventano più comode, hai più capacità mentale per pensarci, guidi in modo meno riflessivo e tutto diventa più naturale. Se invece non ti senti a tuo agio, devi pensarci molto di più, non guidi più d'istinto ed è per questo che la situazione può precipitare molto rapidamente. Non credo assolutamente che siamo a quel punto, ma di certo finora non è stato particolarmente facile trovare soluzioni rapidamente. Penso che alla fine le soluzioni le troveremo sempre, ma si tratta più di capire come cogliere le cose un po' più in fretta e adattarci più velocemente nel corso del weekend”.

La parola passa ora alla pista: con le prime sessioni di prove libere del venerdì, la McLaren e Oscar Piastri cercheranno di mettere a frutto il lavoro simulato per presentarsi nelle migliori condizioni possibili ad un Gran Premio d'Italia che si preannuncia caldissimo sia in pista che sugli spalti.

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