F1, Verstappen spaventa la Red Bull a Monza: “Non mi aspetto miracoli, sarà dura”

F1, Verstappen spaventa la Red Bull a Monza: “Non mi aspetto miracoli, sarà dura”
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Alla vigilia del GP d'Italia a Monza, Max Verstappen fa il punto sulle difficoltà tecniche della Red Bull nella gestione dell'energia e sul confronto con la FIA. L'olandese dedica poi un ricordo speciale a Michael Schumacher e spende parole d'elogio per il talento di Andrea Kimi Antonelli.
3 settembre 2026

La Formula 1 approda al Tempio della Velocità per il Gran Premio d'Italia, portando con sé la consueta scarica di adrenalina, la passione viscerale del pubblico di Monza e i soliti nodi tecnici da sciogliere. Per Max Verstappen, l'appuntamento brianzolo rappresenta molto più di una semplice tappa del calendario: è l'occasione per resettare dopo l'amaro ritiro nel GP di casa a Zandvoort, causato da un incidente nelle prime battute di gara, ma anche il banco di prova definitivo per verificare tenuta ed efficienza di una Red Bull apparsa meno dominante del previsto e visibilmente in affanno nell'interpretazione dei nuovi equilibri regolamentari.

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Il tracciato di Monza, caratterizzato da lunghi rettilinei e staccate violentissime, mette a dura prova la gestione dell'energia delle attuali monoposto. Un terreno di caccia che quest'anno rischia di trasformarsi in una trappola per il team di Milton Keynes, costretto a rincorrere i rivali diretti sul fronte dell'efficienza e dello sviluppo. Verstappen, con la consueta schiettezza che lo contraddistingue, non ha nascosto le difficoltà: “In termini di divertimento non sarà un gran granché qui. Al giorno d'oggi siamo al 50 e 50 tra motore termico e batteria, e penso che sui tracciati in cui l'efficienza è critica non siamo stati particolarmente eccezionali con la gestione dell'energia. Non mi aspetto miracoli: sarà dura. Le altre squadre intorno a noi stanno portando aggiornamenti e facendo passi in avanti; noi eravamo già inseguitori prima, quindi non mi aspetto che la situazione cambi adesso. Dobbiamo solo iniziare a capire di più sulla macchina e sulle cose che vorremmo diverse per il prossimo anno”.

A complicare il quadro generale ci si mettono anche le tensioni sottotraccia legate ai chiarimenti e alle direttive tecniche con gli organi di controllo. Il nodo dello sviluppo e della conformità delle componenti resta una ferita aperta all'interno del paddock: “Riguardo alla questione con la FIA, da parte mia valgono gli stessi commenti dell'ultima volta: siamo sorpresi come squadra perché non vediamo lo stesso sviluppo sulla macchina, e questo non va bene. Siamo ancora in trattativa con la FIA e vedremo cosa ne verrà fuori”.

L'attenzione si sposta così sul lavoro di messa a punto in vista di qualifiche e gara. Sul circuito brianzolo, azzeccare la strategia del traino o gestire correttamente i flussi energetici può valere diversi decimi al giro, ma la coperta rischia di rivelarsi estremamente corta: “In qualifica non sono sicuro che vedremo distacchi entro un secondo, ma le distanze saranno più ridotte rispetto agli ultimi anni ed è facile finire in una posizione d'ombra in pista. Per quanto riguarda le strategie di scia tra compagni di squadra, è una cosa semplice di cui possiamo parlare più tardi: se ti trovi in una battaglia per il campionato o cerchi qualcosa di speciale valuti se far fare bene entrambe le vetture, ma io non chiedo mai queste cose al team e lascio a loro la decisione. “Per la gara di domenica non so ancora dove sarò sulla griglia, ma penso che sarà un'esperienza piuttosto dura per tutti capire come gestire il consumo della batteria sulla distanza e quanto si possa effettivamente spingere per effettuare un sorpasso”.

Il Gran Premio d'Italia è tradizionalmente il tempio della passione rossa, e quest'anno Scuderia Ferrari ha deciso di celebrare una ricorrenza carica di emozione: i trent'anni dall'esordio di Michael Schumacher a Maranello. Per Verstappen, la cui infanzia è stata indissolubilmente intrecciata alle vicende del paddock e alle frequentazioni di papà Jos con la famiglia Schumacher, il ricordo del campionissimo tedesco trascende la rivalità e la storia della Formula 1: “Per me e per la mia famiglia, Michael Schumacher era il punto di riferimento assoluto su come si debba essere un pilota da corsa. Lasciando stare il talento, era unico per livello di preparazione fisica, approccio alle gare, modo di lavorare con la squadra e capacità di costruire il team per vincere i campionati. È una grande fonte di ispirazione per piloti e team, ed è davvero bello vedere la Ferrari celebrarlo e rendergli omaggio qui”.

Inevitabile, infine, che lo sguardo del pluricampione si posi sulle nuove leve che stanno infiammando la corsa all'iridato. Tra i candidati più accreditati spicca il nome di Andrea Kimi Antonelli, ormai certezza al vertice della classifica. Verstappen ne riconosce la crescita costante e l'impressionante maturità al volante, cogliendo l'occasione per lanciare un messaggio di protezione verso il giovane talento italiano di fronte alla pressione dei media: “Se penso alla lotta per il titolo, Kimi sta spingendo davvero forte adesso: nell'ultima gara è stato un po' più veloce e sarà interessante vedere come progrediranno tutti nel resto dell'anno. Per lui si tratta solo di correre: quando lotti per il campionato hai bisogno di raccogliere punti e di cercare di essere il più efficiente possibile. Anch'io ho avuto stagioni vincenti in cui ho dovuto gestire problemi al motore arretrando, ma lui ha ancora un'ottima opportunità per fare punti pesanti. A chi mi chiede del mio supporto verso i giovani, dico che sono semplicemente una persona normale: mi piace vedere un ragazzo di talento, come lavora e come viene supportato dalla famiglia con i giusti valori. Per quanto riguarda Kimi, non penso che abbia bisogno dei miei consigli: deve solo essere se stesso e fare quello che sta facendo, perché è bravissimo. Sta affrontando tanta pressione e la cosa migliore che i media possano fare è lasciarlo stare e farlo lavorare in pace. E se lui si trovasse nella posizione di lottare per il titolo, gli direi di non aver paura di nessuno: basta concentrarsi su se stessi, fare punti ogni weekend senza commettere errori. Finora ha dimostrato di avere un grande controllo”.

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