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La Formula 1 scalda i motori per il Gran Premio d’Italia 2026. In casa Red Bull, però, si guarda già al futuro: in perfetta linea con il DNA della categoria, lo sguardo è rivolto all’orizzonte e alle sfide che attendono la squadra sia nell’immediato che nel prossimo anno. A Milton Keynes si sono dovuti muovere con largo anticipo per trovare il sostituto ideale, in grado di ricoprire una posizione cardine del team, ovvero quella di Gianpiero Lambiase.
Lambiase, infatti, oltre a essere lo storico ingegnere di pista di Max Verstappen — colui che negli anni ha trovato la chiave perfetta per entrare in sintonia con uno dei piloti più effervescenti ed esigenti dell'era moderna —, è anche il responsabile del reparto corse. Un ruolo assunto un anno e mezzo fa per sopperire internamente agli scossoni organizzativi della squadra, con un effetto domino iniziato dopo l’addio di Adrian Newey e culminato con le uscite di Christian Horner e di altre figure di spicco della piramide di Milton Keynes. Ora, però, anche l’anglo-italiano è pronto a salutare la Red Bull con destinazione Woking: risale infatti alla scorsa pausa invernale la notizia del suo futuro approdo in McLaren, dove si unirà non prima del 2028, come confermato da Zak Brown.
Un colpo da maestro per il team campione in carica che, forte della propria struttura organizzativa e di una sede decisamente all’avanguardia rispetto ai rivali austriaci, ha convinto uno dei pilastri storici della Red Bull a cambiare casacca. E se la McLaren sorride sul fronte del mercato dei tecnici, a Milton Keynes non si può dire lo stesso, dato che la lista delle figure chiave che hanno salutato la compagine si fa sempre più lunga. Newey ha aperto le danze, seguito poi da Jonathan Wheatley, Rob Marshall e dal responsabile delle strategie Will Courtenay, fino a una lista che si conclude — per ora — con il passaggio di Lambiase a Woking e con il previsto trasferimento dell'ingegnere capo Paul Monaghan alla Cadillac. In poche parole, una vera e propria fuga di cervelli a cui Laurent Mekies ha cercato di porre rimedio.
A Milton Keynes i lavori — soprattutto sul piano strutturale — sono ancora molti, ma il prolungamento del contratto di Max Verstappen fino al 2030 è arrivato come una vera manna dal cielo. Non si tratta soltanto della certezza che il quattro volte campione del mondo rimarrà saldo al suo posto, allontanando le voci di un ipotetico inseguimento a Lambiase verso Woking, ma è anche un fattore di grande attrazione per i tecnici contattati da Mekies. Contestualmente al rinnovo di Verstappen, si è fatta stringente la necessità di ufficializzare il successore di Lambiase: un processo culminato, dopo un'attenta ricerca, nell’ingaggio di un profilo di rilievo del paddock. Il nome scelto è quello di Tom McCullough, che assumerà la carica di nuovo responsabile del settore corse a partire dall’inizio della prossima stagione.
“Siamo lieti di dare il benvenuto a Tom nel team all'inizio del 2027 e non vediamo l'ora di beneficiare della vasta esperienza e competenza che porterà in questo ruolo”, ha dichiarato la Red Bull in una breve nota ufficiale. McCullough non è certo una figura nuova per la Formula 1, trattandosi di un vero veterano dell’ambiente che aveva fatto dell’Aston Martin la propria casa fin dai tempi delle denominazioni Force India e Racing Point. Un suo addio al team di Silverstone era già nell’aria, considerato il suo spostamento dal reparto F1 alla divisione Aston Martin Performance Technologies avvenuto all’inizio dello scorso anno; tra pochi mesi, tuttavia, tornerà stabilmente al muretto box, vestito di blu e non più di verde bosco.
Resta inteso che McCullough andrà a ricoprire la mansione di responsabile del settore corse attualmente occupata da Lambiase. Permane dunque il grande punto interrogativo su chi erediterà il ruolo di ingegnere di pista di Max Verstappen: un’eredità tutt’altro che semplice da raccogliere.