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Max Verstappen non serba rancore nei confronti di Andrea Kimi Antonelli, nonostante lo sbaglio del giovane pilota della Mercedes a Losail abbia fatto guadagnare a Lando Norris i due punti che gli sono bastati per vincere il mondiale 2025 di Formula 1 una settimana più tardi. “Sfortunatamente Kimi ha commesso un errore che ha finito per giocare un ruolo importante – ha spiegato in una lunga intervista concessa alla testata svizzera Blick -. Ma gli errori sono parte del nostro sport. Specialmente quando lotti al limite e un avversario dotato della macchina migliore ti insegue. È un peccato che Kimi sia finito largo sotto pressione. Ma sono cose che capitano. Non sono arrabbiato per questo”.
Decisamente più lapidario è il suo giudizio sulle papaya rules, il codice di condotta che i piloti della McLaren hanno seguito nel corso dell’anno. Parlando in particolare dell’avvicendamento tra Oscar Piastri e Lando Norris a Monza per compensare la sosta lenta toccata in sorte all’inglese, Verstappen ha commentato: “Non lo avrei fatto. Accettando di farlo una volta senza un motivo chiaro, vendi la tua anima. Da lì in poi, il team può fare di te ciò che vuole. E non dimentichiamoci che Piastri era nel bel mezzo della lotta per il mondiale”.
Il 2025, ormai, è andato in archivio con Verstappen vicecampione del mondo. È tempo di volgere lo sguardo verso una stagione il cui avvicinamento è all’insegna delle incognite. “A Barcellona passeremo più tempo ai box che in pista. Nessuno di noi ha un’idea di come saranno le nuove vetture e delle power unit. Speriamo di avere un quadro più chiaro della situazione dopo i collaudi di febbraio in Bahrain”. Ma ci vorrà più tempo per avere davvero un'idea sensata delle gerarchie in pista.
Una volta chiari i valori in campo dopo qualche GP dall’inizio della stagione, il mercato piloti finirà per accendersi. Ma Verstappen dice di non vedersi lontano da Milton Keynes. “Ho 28 anni e un contratto con la Red Bull fino al 2028. Intendo onorarlo fino in fondo. In questo momento, escludo un cambio di scuderia. È un peccato che non avrò più al mio fianco il mio amico e mentore Helmut Marko nel 2026. Mi mancherà”. Ma si vede tra dieci anni in F1? “A 40 anni potrei ancora essere in pitlane, ma come team principal in un’altra categoria”.
Nell’intervista esclusiva rilasciata da Verstappen a Blick c’è anche spazio per un ricordo d’infanzia legato a Michael Schumacher. “Mio padre fu compagno di squadra di Schumacher nel 1994, e per questo motivo le nostre famiglie sono rimaste in contatto per molti anni. Abbiamo trascorso anche alcune vacanze insieme. Lo chiamavo zio Michael”. “Era un pilota che lavorava senza sosta, dando tutto. Per lui contava solo la vittoria, a prescindere da come fosse ottenuta. In pista era come me, completamente concentrato. Ma a casa si occupava della famiglia e dava loro l’attenzione che meritavano”. E anche in questo Verstappen e Schumacher sembrano molto simili.