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Il silenzio regna sulle piste del mondo, mentre cresce l’attesa per il nuovo regolamento tecnico, che debutterà a fine mese con la prima sessione di test a porte chiuse a Barcellona. Sarà la prima volta che il Circus si riunisce dopo l’ultimo Gran Premio di Abu Dhabi e la prima da quando Lando Norris ha conquistato il titolo mondiale. A leccarsi le ferite non è tanto Max Verstappen, soddisfatto della rimonta nella seconda parte del calendario, quanto Oscar Piastri, che ha guidato il mondiale per gran parte della stagione. La domanda è: cambierà qualcosa ora che Norris è campione? “Deve guardarsi intorno”, ha commentato l’ex direttore esecutivo di Alpine, Marcin Budkowski.
All’alba del GP d’Australia 2024, Piastri sapeva di avere una vettura performante, modellabile a suo piacimento durante la stagione. Il primo podio a Melbourne sono stati solo un assaggio di ciò che sarebbe arrivato: sette vittorie e numerosi piazzamenti che, dalla Cina in poi, lo hanno portato in cima alla classifica. Nel periodo centrale della stagione, l’australiano sembrava un tutt’uno con la sua MCL39, concentrato esclusivamente sul lavoro in pista, scegliendo quali aggiornamenti utilizzare e quali lasciare al box per ottimizzare il proprio stile di guida. Un lavoro svolto quasi esclusivamente di fino, visto che la MCL39 non ha mai avuto problemi meccanici significativi.
L’unica vera sfida per la McLaren era la gestione dei piloti. Con due talenti puri come Piastri e Norris, le tensioni erano inevitabili. In Canada, l’inglese ha commesso un errore in pista che lo ha costretto al ritiro, ma duelli aggressivi sono stati evitati grazie all’intervento di Andrea Stella e Zak Brown, che hanno gestito le strategie dal muretto. A Monza, però, Piastri è stato chiamato a cedere la posizione a Norris dopo un problema al pit-stop, creando — secondo l’australiano — un precedente che ha influenzato la parte finale della stagione.
Da Baku in poi, Piastri ha accusato un calo prestazionale, anche a causa delle piste a basso grip, meno adatte al suo stile. La conseguenza è stata una perdita di terreno in classifica, concretizzatasi in Messico, quando Norris lo ha superato. A soli quattro GP dalla fine, Piastri ha perso la leadership del campionato. La ripresa in Qatar e il terzo posto in Abu Dhabi non sono stati sufficienti: il numero #4 ha chiuso la stagione con due punti di vantaggio su Verstappen e tredici su Piastri.
Nonostante tutto, la McLaren ha concluso l’anno senza screzi evidenti, ma la gestione interna dei due piloti sarà cruciale nel 2026, anno in cui resta da capire se la competitività del 2025 si confermerà con il nuovo regolamento. Piastri dovrà valutare attentamente la situazione per eventuali mosse nel mercato piloti 2027. “La situazione di Oscar è meno felice di quella di Lando, e questo non cambierà dopo la stagione”, ha detto Budkowski.
Un fattore da considerare è che la McLaren ha già dimostrato di essere una squadra da titolo, vincendo due volte nei Costruttori, e monterà un motore Mercedes che, secondo le voci dal paddock, potrebbe essere il più performante del nuovo ciclo tecnico. “Lasceresti un team vincitore di due titoli mondiali con motore Mercedes? Probabilmente no”, ha aggiunto Budkowski.
Prima della metà del 2026, difficilmente vedremo un vero passo avanti da Piastri. Come tutti i piloti, attende di valutare i valori in campo e i margini di sviluppo degli altri team, mentre le squadre si assesteranno nel tempo con continui aggiornamenti. “Se la McLaren dovesse perdere competitività o aumentassero le tensioni tra Oscar e Lando, allora immagino che Piastri guarderà altrove — ha proseguito Budkowski — Mark Webber ha già avviato queste conversazioni, come normale per un manager. Ci saranno opportunità da valutare, ma per ora è troppo presto: tutti sono in attesa di capire cosa succederà nel 2026, e la questione si riproporrà probabilmente verso metà stagione per Oscar e il suo entourage”.