Formula 1. Nel giorno di Antonelli a Spa, la Ferrari mette a segno una mezza vittoria

Formula 1. Nel giorno di Antonelli a Spa, la Ferrari mette a segno una mezza vittoria
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La Ferrari, seconda con Charles Leclerc nel Gran Premio del Belgio 2026 di Formula 1, è riuscita a contenere i danni su una delle piste più ostiche per la SF-26 sulla carta
19 luglio 2026

A Spa Andrea Kimi Antonelli ha chiuso un cerchio che aveva iniziato a tracciare in quello che un anno fa ha rappresentato il nadir della sua stagione da rookie in Formula 1. Diventando il primo italiano a vincere il Gran Premio del Belgio dopo Alberto Ascari nel 1953, Antonelli non solo inserisce nel suo palmarés un'altra pista iconica, ma dimostra nuovamente di essere il miglior interprete di una generazione di monoposto talmente complicate da costituire un mistero persino per i team che le hanno sviluppate. E un caso lampante in tal senso arriva proprio dalla Mercedes, ma dal lato dei box opposto a quello di Antonelli.

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Il Gran Premio del Belgio 2026 di George Russell è finito ancora prima di cominciare per un contatto con Lewis Hamilton, ma resta il giallo sul perché Russell continui ad accusare un deficit pazzesco sul dritto. Il team principal della Mercedes, Toto Wolff, ha parlato di problemi al software della power unit. Ma viene da chiedersi se il problema vero non sia la comprensione di come questo software funzioni all’atto pratico. Le power unit 2026 sono talmente complicate da costituire un mistero anche per chi le ha progettate.

La questione di fondo che emerge con prepotenza su piste energivore come Spa riguarda le variabili che possono andare a sballare l’erogazione. Le power unit 2026 sono estremamente sensibili a variazioni in termini di input che partono dalla guida del pilota fino ad arrivare alla direzione e all’intensità del vento, passando per il grip in pista. Come ha spiegato Andrea Stella dopo la gara, piccole variazioni possono avere un effetto macroscopico, e i modelli dei team non sono ancora abbastanza sofisticati da tenere conto di tutto questo.

Resta comunque il fatto che alcuni piloti siano più colpiti di altri da queste problematiche. E le differenze sono chiaramente apprezzabili nella singola scuderia. Non è solo il caso di Antonelli e di Russell, ma anche di Lando Norris e Oscar Piastri. Non stupisce che i piloti in difficoltà siano Russell e Piastri, poco a loro agio con la minore deportanza delle monoposto 2026 e meno costanti negli input di guida. Che questo faccia una differenza macroscopica visti i problemi del software non assolve i piloti in questione dalla capacità di adattarsi.

A Russell oggi il colpo di grazia è arrivato subito, con quel contatto con Hamilton per cui il sette volte campione del mondo ha ricevuto una penalità che lo ha relegato fuori dai giochi per il podio. Una sanzione di cinque secondi che appare piuttosto severa, se si pensa che solitamente i contatti nelle primissime fasi di gara non sono oggetto di penalità. Si trattava di un incidente di gara. E questo non lo pensano solo Hamilton e Fred Vasseur, ma anche Russell. D’altronde, come è giusto che sia, la conseguenza degli schianti non viene presa in considerazione.

In ogni caso, quella in Belgio per la Ferrari può essere considerata una mezza vittoria. Il secondo posto di Charles Leclerc è un ottimo risultato se si pensa quali fossero le speranze della vigilia su una pista ostica per diversi motivi. Spa non solo è un tracciato che da sempre premia la potenza del motore, ma con il regolamento 2026 è pure energivoro. Avere un endotermico meno competitivo costituisce così un doppio handicap, vista la sua rilevanza anche dal punto di vista delle fasi di ricarica.

La Ferrari, oltretutto, a Spa non poteva nemmeno contare sulle curve veloci che sono il vero teatro di caccia della SF-26. Non è un caso che la Rossa abbia vinto a Silverstone, dove questi cambi di direzione giocano un ruolo chiave. Nonostante tutto questo, la Ferrari ha tenuto botta, portando a casa punti importanti grazie a una buona esecuzione in attesa dell’aggiornamento al motore che arriverà dopo la pausa estiva e che dovrebbe portare a un miglioramento apprezzabile, visto e considerato che nascerà sfruttando le ore al banco extra previste dall’ADUO.

Sul terzo gradino del podio è salito Max Verstappen, con una Red Bull che mostra una forte crescita, pur con le ombre dovute all’influsso della scalata sulla guidabilità che ogni tanto fanno capolino. Quello che è certo è che la versione nata a Milton Keynes dell’ala Macarena, messa in panchina a Spa, vi resterà fino a data da destinarsi. Il suo destino, comunque, Verstappen se l’è giocato in un secondo settore che è stato in grado di interpretare fin da subito nel migliore dei modi.

È invece stato difficile il weekend della McLaren, con Norris costretto alla rimonta per la penalità dovuta alla sostituzione della power unit sulla sua MCL40 e Piastri alle prese con una monoposto azzoppata dopo il contatto con Leclerc, forse eccessivamente aggressivo pur se non penalizzato dai commissari. Mentre loro languivano lontano dal podio, Antonelli si involava verso un successo che lo ripaga dell’amarezza vissuta dodici mesi fa su questo stesso tracciato. Quante cose possono cambiare in un anno. E per Antonelli decisamente in meglio. 

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