F1. "La fisica del motore non sarà più un problema, la pressione è su Mercedes": Vasseur carica la Ferrari. Ecco perché la SF-26 può vincere in Ungheria

F1. "La fisica del motore non sarà più un problema, la pressione è su Mercedes": Vasseur carica la Ferrari. Ecco perché la SF-26 può vincere in Ungheria
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"La fisica del motore sarà meno un problema e la pressione ora è su di loro": Frédéric Vasseur suona la carica in vista dell'Hungaroring. Tra gestione dell'energia e trazione nelle curve lente, ecco perché la SF-26 punta al colpo grosso prima della pausa estiva. Ma attenzione a parlare di mondiale...
22 luglio 2026

Siamo quasi giunti alla pausa estiva. Alla bandiera a scacchi del Gran Premio d’Ungheria 2026, la Formula 1 resterà ferma ai box per tre settimane. Per godersi al meglio queste ferie, la Ferrari vuole chiudere la prima parte di stagione con un ottimo risultato. E questa volta anche le anticipazioni del weekend all’Hungaroring sono favorevoli alla Scuderia di Maranello. Finalmente, infatti, tornano delle vere e proprie curve dove la SF-26 può chiaramente fare la differenza e mettere in difficoltà la Mercedes.

Foto copertina: ANSA

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È calato il sipario su due degli appuntamenti che, almeno sulla carta, dovevano mettere in estrema difficoltà la Ferrari. La novità regina del 2026 è il bilanciamento tra motore termico ed elettrico, con un MGU-K potenziato a 350 kW (circa 475 CV) e l'eliminazione dell’MGU-H. Questo cambiamento ha avuto importanti ripercussioni sulle piste di Spa-Francorchamps e Silverstone a causa della sfida del "super-clipping". Si tratta infatti di tracciati caratterizzati da lunghissimi tratti a gas spalancato (come il rettilineo del Kemmel a Spa o l'Hangar Straight a Silverstone) che mettono a dura prova la batteria. Con quasi la metà della potenza totale erogata dalla parte elettrica, il rischio di svuotare il pacco batterie prima del termine dei rettilinei (il cosiddetto clipping) è stato altissimo. I piloti e gli ingegneri hanno così dovuto gestire l'energia con grande precisione, sfruttando le staccate violente per ricaricare.

A Spa-Francorchamps, però, le curve sono state affrontate flat-out. Questo ha tolto spettacolarità al tracciato che sorge nel cuore delle Ardenne, come evidenziato anche da Max Verstappen, ma soprattutto ha tolto alla Ferrari il suo asso nella manica. Come aveva riconosciuto persino Andrea Stella a Barcellona: grazie alla sua bontà telaistica e aerodinamica, la SF-26 è la migliore vettura in curva. Non avendo problemi in staccata, Charles Leclerc e Lewis Hamilton possono affrontare le curve ottimizzando al meglio sia la prestazione sia la ricarica della batteria, lì dove si gioca la vera sfida di questa nuova Formula 1: la gestione dell’energia. Perché quando la vettura riesce a pennellare al meglio la pista, come accaduto alla Rossa anche in Spagna, il problema dell’energia non si pone e viene neutralizzato anche il chiaro deficit di erogazione della potenza del motore endotermico di Maranello. Una soluzione a questa problematica arriverà presto, con la versione aggiornata della power unit che debutterà tra Zandvoort e Monza.

In attesa di questa specifica, la Scuderia si aspettava di soffrire molto, soprattutto su piste come Spa-Francorchamps e Silverstone, dove la gestione della batteria sui lunghi rettilinei avrebbe dovuto porgere il fianco in maniera esponenziale ai diretti rivali della Mercedes, ma anche a Red Bull e McLaren. Tuttavia, la bontà progettuale della SF-26 è stata tale da sorprendere la stessa Ferrari, che in Inghilterra ha vinto con Charles Leclerc, per poi ripetersi in Belgio con una medaglia d’argento. Alle porte, ora, c’è l’appuntamento in Ungheria, un tracciato favorevole alla Rossa che ritroverà la sua arma segreta: la trazione in uscita dalle curve lente e la rigenerazione dell’energia. Questo perché l'Hungaroring presenta brevissimi allunghi e continue staccate. Le frequenti fasi di frenata e parzializzazione del gas permettono all'MGU-K da 350 kW di rigenerare energia con facilità. La sfida non è la durata della carica sul dritto, ma la prontezza dell'erogazione di coppia in uscita dalle curve lente per garantire trazione senza sovraccaricare le gomme posteriori.

Sulla carta, di sicuro, Budapest si adatta probabilmente un po' di più alla nostra macchina rispetto a Spa o Silverstone”, ha ammesso anche Frédéric Vasseur ai nostri microfoni in Belgio. "Tuttavia, come hanno insegnato gli ultimi Gran Premi, le previsioni vengono spesso e volentieri smentite dalla realtà della pista. “Ma ora, ogni weekend si riparte da zero: dipende molto dall'assetto e dalla gestione delle gomme. Con questo format, Budapest sarà molto, molto meglio di Spa. Penso che sarà una partita dura. Dobbiamo essere allo stesso livello degli ultimi due weekend, ma nulla è dato per scontato. Non voglio andare a Budapest pensando che sarà facile, perché non lo sarà. Di sicuro la fisica del motore sarà meno un problema, ma poi dovremo fare lo stesso lavoro con le temperature”.

A complicare l’analisi del quadro ci sono le novità che quasi tutta la griglia porterà questo fine settimana. “Non sappiamo cosa aspettarci, perché gran parte dei team porterà aggiornamenti la prossima settimana e non conosciamo i valori in campo che vedremo tra sette giorni. In secondo luogo, molto dipende dall'esecuzione, dalle gomme, dalla loro gestione, dalla preparazione dei pneumatici, dall'assetto e da come ci adattiamo al layout della pista. Se facciamo lo stesso lavoro di qualità di questo weekend pagherà, ma non è dato per scontato. Non lo è per noi e non lo è per gli altri, ogni weekend si riparte da zero. Di sicuro, sulla carta, ci sono layout come Silverstone e Spa probabilmente un po' più difficili per noi rispetto ad altri, ma d'altra parte a Monaco non abbiamo brillato. Dobbiamo continuare a spingere per mantenere lo stesso approccio ed evitare di considerare facile la prossima gara, perché non è mai facile”.

Fare bene, ora, è essenziale per la Scuderia. Con una sola gara rimasta prima della pausa estiva, la Ferrari si trova a 70 punti dalla Mercedes nella classifica Costruttori. Ma Frédéric Vasseur non vuole ancora guardare al Mondiale: “Non guarderemo al distacco, mi concentro sullo sviluppo e sul fare il massimo adesso; per il campionato vedremo tra un paio di mesi. Non so quante gare manchino, ma sono circa 10 o 12. Concentriamoci sulle prestazioni e su come possiamo fare un lavoro migliore in pista, per continuare ad avere questo livello di affidabilità, perché di sicuro è fondamentale. Vediamo che la Mercedes è ancora più veloce. Quindi, nella mia mente, in certe gare la prestazione pende da quella parte, ma noi ci concentriamo sulle informazioni che possiamo elaborare e su cosa possiamo fare sulla macchina, sull'assetto e sul motore. Basta”.

La Ferrari, nonostante il deficit con l’endotermico, sta comunque tenendo il passo della Mercedes. L'unico cono d’ombra per la Scuderia, come accaduto lo scorso anno, resta la qualifica. Proprio sul giro secco la W17 ha un vantaggio, ottenuto senza compromettere il passo e la gestione dei tempi in gara. “Penso che servano sia la qualifica sia la gara. È probabilmente più una caratteristica del motore, essere più 'formato Mercedes' in qualifica o in gara, non lo so. L'unica cosa che possiamo fare è continuare a sviluppare, continuare a portare prestazioni per essere sempre più vicini a loro, perché anche per loro iniziano ad esserci più pressioni, e per noi è la migliore occasione per fare ottimi punti e recuperare. Se vedi un varco e commetti un errore, alla fine non hai più chance”. Lo sviluppo alla power unit arriverà proprio al rientro dalla pausa estiva, con una nuova specifica tra Zandvoort e Monza. “Possiamo lottare e penso che nel complesso, come squadra, abbiamo fatto un buon lavoro. Per noi ci saranno piste in futuro che si adatteranno un po' di più al pacchetto, ma ora nulla è dato per scontato”, ha concluso il team principal suonando la carica per l'Ungheria.

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