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Si è buttato come una rockstar sul pubblico in un volo d’angelo Andrea Kimi Antonelli, fresco di vittoria nel Gran Premio di Monza 2026 di Formula 1. Quando lo incontriamo in una saletta del motorhome della Mercedes insieme al resto della stampa italiana selezionatissima, ci racconta di aver esitato un attimo, prima di tuffarsi. Ma era il modo migliore per ringraziare i tifosi presenti nel tempio della velocità brianzolo per un supporto che ha percepito mentre, giro dopo giro, si involava verso un successo pesantissimo.
Foto copertina: ANSA
“È stato incredibile – racconta Kimi -. Durante la gara vedevo con la coda dell’occhio la tribuna di destra alla prima variante, e quando stavo recuperando notavo come si alzassero in piedi per sostenermi. I tifosi hanno fatto la differenza”. Sembra che abbiano capacità sovrumane questi piloti, capaci di notare i dettagli mentre sfrecciano con i loro bolidi in pista. E Antonelli a Monza si è prodotto in una prestazione incredibile: nessuno aveva mai vinto a Monza partendo così indietro.
Che Monza potesse regalargli delle soddisfazioni nonostante la penalità Kimi ne aveva avuto un sentore. “Mi sono svegliato bene stamattina – rivela, riflettendo sull’avvicinamento alla corsa. Mi sentivo bene mentalmente ed emotivamente. Era una di quelle mattine in cui hai delle buone sensazioni. Avevo il sentore che potesse arrivare un podio, ma la vittoria è una cosa incredibile. Oggi andavamo forte, ma a fare la differenza è stato il fatto che ho recuperato posizioni molto in fretta”.
Non avrebbe potuto smarcare al meglio l’ingresso di una nuova power unit nel pool a sua disposizione. “Pensavo che avrei perso punti. Venirne fuori così è stato un grande risultato”. Lo è a maggior ragione, se si pensa che Russell dovrà a sua volta pagare questo dazio. Un aiuto nella sua corsa alla vittoria è arrivato anche da Max Verstappen, che ha ingaggiato una lotta con Russell che ha consentito a Kimi di avvicinarsi. “Sicuramente Max mi ha dato una mano con George”, riconosce Kimi. Che spiega così l’abbraccio tra Verstappen e suo padre, Marco: “Quando hanno bisogno con il team nel GT li aiutiamo. C’è molto rispetto, una grande stima”.
C’è stato solo un brivido, nella cavalcata di Kimi verso la vittoria, un’escursione in ghiaia che per sua fortuna non ha compromesso la sua corsa. “Ho pensato ‘porca miseria, ho perso la mia chance’. È stato stranissimo. Ho girato più largo perché George era all’interno, e quando l’ho fatto la macchina è andata completamente dritta. Probabilmente sono finito sullo sporco, e c’era anche un problema con l’asfalto, che si stava rompendo come a Monaco. Ma poi sono riuscito a farmi subito sotto”.
Per Antonelli ora è tempo di festeggiare, ma in modo morigerato. Madrid, dopotutto, è dietro l’angolo. “Stasera farò qualcosa di tranquillo con la mia famiglia. Sono distrutto, ora che l’adrenalina è calata”, spiega. Ma questo è il giorno più bello della sua vita? “Per ora sì. Ma spero che quello più bello debba ancora arrivare. Non dico altro, sono scaramantico”. Continua a non voler nominare quel titolo mondiale che insegue con la fierezza del campione navigato. E allora non lo faremo neanche noi, nel giorno in cui è diventato la rockstar di Monza.