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Un decimo posto sudato, conquistato con grinta e strategia sul circuito di Spa-Francorchamps. Franco Colapinto porta a casa un punto prezioso per l'Alpine al termine del Gran Premio del Belgio, risalendo dalla tredicesima casella di partenza grazie a una gara solida e a una buona lettura dei momenti chiave. A favorire la rimonta dell'argentino è stato anche l'intervento della Virtual Safety Car, come ammesso dal pilota stesso nel post-gara. “Sono stato fortunato con la VSC. Sapevo che avremmo potuto fare dei passi avanti, con bei sorpassi e belle manovre per tornare in zona punti”.
La gara sul tracciato belga ha messo a dura prova il pacchetto tecnico della vettura, specie nei tratti ad alta velocità dove l'effetto scia e il recupero di energia giocate un ruolo fondamentale. “Penso che la situazione fosse sotto controllo”, ha spiegato Colapinto analizzando il finale di gara. “Sul rettilineo lunghissimo perdi circa 6 o 7 decimi tra scia ed energia. Per questo stare dietro su una pista come questa alla fine è persino vantaggioso: quando ero inseguitore recuperavo molto e sono riuscito a superare tre vetture. Quando ti trovi davanti, invece, diventa complicatissimo allungare. Ero veloce in alcune curve, ma non riuscivo a staccarmi per via di quanto si guadagna in scia”. Una dinamica particolare che rende Spa un tracciato unico. “È difficilissimo gestire il distacco qui, dal tratto tra la curva 15 e la 18 fino all'uscita per poi ripartire dalla 1 alla 5. Non è come sulle altre piste”.
Nonostante le difficoltà sul dritto, i segnali di crescita ci sono e i recenti aggiornamenti sembrano andare nella direzione giusta. Interrogato sui prossimi obiettivi in pista e sui rivali diretti come Audi, l'argentino guarda avanti con pragmatismo. “L'obiettivo è prendere prima chi abbiamo davanti e poi la macchina successiva. Gli aggiornamenti sembrano forti e la macchina sta rispondendo bene”.
La testa ora va subito al prossimo appuntamento in Ungheria, un tracciato con caratteristiche diametralmente opposte a quelle del tracciato ardennese. “Cosa mi aspetto da Budapest? Non lo so ancora, è una pista completamente diversa”, ha concluso Colapinto.