“Evasione da centinaia di milioni”: il Fisco mette nel mirino i team di F1. Ecco cosa rischiano i piloti

“Evasione da centinaia di milioni”: il Fisco mette nel mirino i team di F1. Ecco cosa rischiano i piloti
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Centinaia di milioni di euro di tasse non versate: la Guardia di Finanza di Bologna indaga sui compensi dei piloti di F1 durante i GP di Monza, Imola e Mugello
16 aprile 2026

Nell'immaginario collettivo, il Principato di Monaco è il porto sicuro dove piloti e campioni dello sport scelgono di risiedere per tutelare privacy e patrimonio. Tuttavia, il domicilio fiscale a Monte Carlo - e altre località - non esenta dagli obblighi legati alle prestazioni professionali svolte entro i confini italiani. È su questo binario che si muove la Guardia di Finanza di Bologna: un’indagine che non punta il dito sulla residenza dei piloti, ma sulla gestione fiscale dei compensi maturati durante i Gran Premi disputati in Italia. Nel mirino delle Fiamme Gialle sono finiti i team con sede all'estero — la quasi totalità della griglia, escluse Ferrari e Racing Bulls — che avrebbero omesso di versare all'Erario le ritenute sui redditi prodotti dai piloti stranieri sul suolo nazionale.

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Il lavoro delle Fiamme Gialle trae origine da un esposto presentato lo scorso giugno dall’avvocato bolognese Alessandro Mei; un documento che, come riportato dal Resto del Carlino, ha evidenziato una potenziale prassi che, se accertata, potrebbe tradursi in un’omissione di versamenti verso l'Erario per centinaia di milioni di euro. La testata bolognese riporta che la Guardia di Finanza, nella fase embrionale di questi accertamenti amministrativi, stia investigando sui team con sede all'estero che non avrebbero ottemperato all'obbligo di operare la ritenuta alla fonte sui compensi dei propri piloti. In sostanza, sarebbe stato omesso il versamento delle imposte generate dall'attività professionale — la disputa dei Gran Premi di Monza, Imola e ancora prima Mugello— svoltasi sul suolo italiano.

Gran Premio di Monza 2025
Gran Premio di Monza 2025 ANSA

Va sottolineato, infatti, che i piloti di Formula 1 sono considerati lavoratori autonomi e le scuderie, agendo come committenti, ricoprono il ruolo di sostituti d’imposta: sono loro, dunque, incaricate di trattenere la parte dovuta e di procedere con i versamenti fiscali. È proprio questo il nodo che sta emergendo dal lavoro delle Fiamme Gialle, le quali stanno seguendo la scia delle indagini già avviate dalle Corti dei Conti di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana, precedentemente sollecitate dallo stesso Mei. Per quanto riguarda invece il fronte penale, al momento non risulta aperta alcuna inchiesta.

Gran Premio del Mugello 2020
Gran Premio del Mugello 2020 ANSA

È pacifico che gli sportivi che producono reddito in Italia, anche se residenti all’estero, debbano dichiararlo e pagare le tasse nel nostro Paese”, ha ribadito l’avvocato Mei nel motivare i suoi esposti. L’ultimo è stato presentato lunedì scorso alla Corte dei Conti del Lazio in relazione alle gare di Formula E. In realtà, il tema sollevato dal legale — che ha sottolineato: “Non lo faccio per un tornaconto personale, ma per senso di responsabilità, vista l’entità milionaria dell’evasione qualora venisse accertata” — era già stato portato all'attenzione pubblica nel 2020 con il supporto del commercialista Emilio De Santis. All’epoca, infatti, i senatori di Forza Italia Enrico Aimi, Antonio Barboni e Anna Maria Bernini (oggi Ministra dell’Università e della Ricerca) avevano presentato un’interrogazione parlamentare al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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