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La Formula 1 è ancora ferma ai box. Una pausa inaspettata per il Circus, che avrebbe dovuto affrontare la doppietta in Bahrain e Arabia Saudita ma, a causa dell’escalation della crisi in Medio Oriente, il Mondiale è rimasto orfano di due dei ventiquattro Gran Premi previsti. Un vuoto nel calendario che arriva dopo i primi tre appuntamenti stagionali in Australia, Cina e Giappone, dove la Ferrari si è dimostrata — come sottolineato dall’Amministratore Delegato Benedetto Vigna — in grado di lottare costantemente per il podio. Manca ancora, però, quel guizzo decisivo per poter contendere la vittoria a una Mercedes senza precedenti.
Dopo sole tre gare, gli equilibri in pista appaiono già perfettamente delineati. Le Frecce d’Argento sono tornate protagoniste dopo la débâcle del precedente ciclo tecnico. Archiviato l’effetto suolo, in una Formula 1 dove le performance derivano principalmente dalla gestione della power unit, dell’energia e dell’erogazione della potenza, la Mercedes ha instaurato un dominio che ricalca da vicino quanto accaduto nel 2014, all’alba dell’era turbo-ibrida. George Russell ha trionfato in Australia, ma è Andrea Kimi Antonelli ad aver conquistato il gradino più alto del podio per ben due volte, in Cina e in Giappone. Un bottino pieno, se si considera anche la Sprint vinta dal britannico a Shanghai, che permette alla squadra di Brackley di dettare un ritmo incontrastato.
A Brackley, tuttavia, inizia a farsi strada il timore che la Ferrari, costantemente alle spalle delle Mercedes, possa recuperare terreno grazie ai prossimi sviluppi. Inizialmente previsti per il Bahrain e poi slittati a Miami, gli aggiornamenti della Scuderia puntano a ottimizzare il pacchetto aerodinamico, in attesa che l'ADUO possa colmare i deficit del motore. L’ottimismo a Maranello, come confermato dalle parole di Benedetto Vigna durante l’assemblea degli azionisti ad Amsterdam, è palpabile: “Con i podi conquistati in ciascuno dei primi tre weekend, stiamo assistendo ai primi segnali incoraggianti del nostro lavoro sui nuovi regolamenti. Nel mondo delle corse il nostro obiettivo rimane semplice: corriamo per vincere”, ha dichiarato l'AD. “Stiamo ampliando la nostra arena competitiva al mare, confermando al contempo il pieno impegno nel Campionato del Mondo Endurance e in Formula 1”.
A suonare la carica in casa Ferrari è anche il Presidente John Elkann: “Ferrari sa che correre significa anche imparare e progredire. Dopo una stagione di Formula 1 al di sotto delle nostre ambizioni, nel 2026 siamo entrati in un nuovo campionato con nuovi regolamenti. Lo facciamo con unità e determinazione, pienamente concentrati sul lavoro che ci aspetta per tornare più forti”. Decisive saranno le prossime settimane, durante le quali non si deciderà solamente il futuro della Ferrari, ma anche le sorti stesse della categoria, pronta a introdurre importanti modifiche per risolvere le criticità emerse da questo regolamento tecnico.