F1. “Monoposto divertenti da guidare, ma…”: la ricetta di Lando Norris per il regolamento 2026

F1. “Monoposto divertenti da guidare, ma…”: la ricetta di Lando Norris per il regolamento 2026
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Lando Norris, il campione del mondo in carica di Formula 1, individua la contraddizione al cuore delle storture del regolamento tecnico 2026
15 aprile 2026

Lando Norris sa come spiegare le contraddizioni di un regolamento tecnico che sta facendo discutere moltissimo. Il campione del mondo in carica di Formula 1, in alcune dichiarazioni diffuse dalla McLaren, ammette prima di tutto i pregi delle normative. “Quest’anno le monoposto hanno molta meno deportanza e sono molto più al limite. Si scivola più facilmente, e il grip più basso le rende vetture molto entusiasmanti da guidare. Queste auto mi ricordano alcune di quelle che ho guidato nelle categorie minori, e lo dico come un complimento. Senti che puoi fare davvero la differenza”.

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Non è la monoposto il problema, ma il regolamento delle power unit. In Giappone ho passato Lewis quando l’energia è stata erogata in un momento in cui non l’avrei voluto. Sono così diventato un bersaglio facile nel rettilineo successivo, quando avrei voluto usare la batteria. Questo vuol dire togliere troppo il controllo al pilota, per come la vedo io. Ma so che la FIA e tutte le altre parti in causa stanno cercando delle soluzioni. Sono sicuro che qualcosa sarà fatto in tempo per Miami”. In effetti nel dietro le quinte si sta lavorando alacremente per trovare soluzioni tampone già per la prossima gara.

Il vero cortocircuito per Norris si gioca tra le potenzialità date dalle monoposto più agili e le limitazioni imposte dalla gestione dell’energia. “Serve un approccio differente in termini di stile di guida. Si può spingere fino al limite, mentre lo scorso anno era molto più difficile riprendere la macchina quando si superava il confine del grip. Questo è uno dei veri aspetti positivi di questo regolamento. In questo senso, la capacità del pilota e l’abilità di affrontare al meglio una curva e uscirne al limite fanno la differenza in termini di performance”.

Ma è agli antipodi di quello che dobbiamo fare con la power unit, perché andare a tavoletta in curva può voler dire essere più veloci in quel settore, ma perdere tempo sul dritto successivo restando senza batteria. È un peccato”. Un controsenso che si vede soprattutto in qualifica, “molto diversa rispetto agli anni precedenti. In passato, i piloti che erano in grado di estrarre il massimo grip dalla monoposto, andare sull’acceleratore prima e uscire più velocemente dalla curva erano solitamente in grado di estrarre più performance e venivano premiati. Adesso bisogna essere molto più attenti al modo in cui viene erogata l’energia, senza usarla troppo in curva”.

“Ribadisco che queste auto sono divertenti da guidare, e alcuni problemi possono essere risolti con modifiche al software. Una volta trovato l’equilibrio giusto, penso avremo delle normative entusiasmanti. Le partenze, la gestione dell’energia, il recupero, il lift and coast: queste sono le aree in cui spero ci siano miglioramenti per il bene dello sport”. Resta da capire quanto possano essere efficaci le soluzioni al vaglio in questa pausa forzata di aprile.

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