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La cancellazione dei Gran Premi del Bahrain e dell’Arabia Saudita ha costretto alcuni team di Formula 1 a rivedere i propri piani per l’introduzione dei primi sostanziosi pacchetti di aggiornamenti della stagione 2026. È il caso della Racing Bulls, che si trova in una situazione abbastanza peculiare, come spiega il team principal Alan Permane. “Avevamo un upgrade piuttosto consistente pianificato per il Bahrain, che ovviamente vedremo in pista a Miami. E ne avevamo un altro in programma per Montréal”.
“Sarà una rapida successione, ma non potevamo portarli nella stessa gara. È una situazione piuttosto strana: adotteremo un aggiornamento con vari componenti e lo sostituiremo praticamente subito”, ha raccontato Permane in un incontro virtuale con la stampa cui ha partecipato anche Automoto. È sicuramente inusuale che un team introduca un upgrade per poi rimpiazzarlo a strettissimo giro, ma il mese di inattività della Formula 1 costituisce un’inconsueta pausa in quella che avrebbe dovuto essere una stagione senza respiro.
Se gli aggiornamenti già deliberati in precedenza avranno il loro decorso, anche se con tempistiche diverse da quelle previste inizialmente, la pausa primaverile della F1 ha dato ai team l’opportunità di intervenire su altre aree. “Sfrutteremo l’opportunità di lavorare sul telaio, con alcuni accorgimenti che non erano in programma prima del termine di queste gare intercontinentali. Alcuni dipartimenti stanno lavorando di più, altri meno. Abbiamo incoraggiato chi lavora in pista a prendersi delle ferie”.
Permane aggiunge anche un dettaglio curioso: “Abbiamo approfittato di queste circostanze per assemblare una vettura, in modo tale che l’ufficio del design la possa vedere. Come potete immaginare, una volta cominciata la stagione le macchine non sono quasi mai in fabbrica”. È la dimostrazione concreta di un cambio di programma che potrebbe implicarne altri più avanti, come sottolinea Permane. “Si spera che ci sia una possibilità che una o entrambe le gare vengano rimesse in calendario più avanti, a patto che la situazione in Medio Oriente si calmi”.
In questi giorni stanno circolando indiscrezioni sul fatto che il Gran Premio dell’Arabia Saudita possa essere inserito a fine stagione, spostando in avanti di una settimana il Gran Premio di Abu Dhabi. Si creerebbe in questo modo un inquietante filotto di quattro gare con Las Vegas e Qatar, francamente eccessivo. Sono voci da prendere con le pinze, visto e considerato che nel paddock a Shanghai, nonostante l’evidenza del conflitto in Medio Oriente, serpeggiavano indiscrezioni da fonti saudite sul regolare svolgimento di un GP che non avrebbe mai potuto avere luogo. Ma siccome dall’Arabia Saudita arrivano generosi capitali, mai dire mai.
Il ritorno di Jeddah in calendario nel 2026 sarebbe una sorpresa, a differenza della competitività dell’Alpine. “Sapevamo che sarebbero stati rafforzati dalla power unit Mercedes – ha riflettuto Permane - e hanno sfruttato tutto il tempo a disposizione lo scorso anno per sviluppare la monoposto 2026, accettando di concludere all’ultimo posto il campionato. Hanno svolto un buon lavoro, e sono molto veloci. Lo si è visto chiaramente quando Pierre si è tenuto alle spalle Max praticamente per tutta la gara a Suzuka”.
“Ci sono state delle sorprese, certamente, come la Williams e l’Aston Martin, ma non nel gruppo in cui ci stiamo battendo. Dobbiamo concentrarci sul nostro lavoro, sugli aggiornamenti”. E proprio la gara sugli upgrade sarà il nodo centrale di una stagione ancora tutta da scrivere, con l’incognita dei correttivi al regolamento di cui si sta discutendo proprio in queste settimane e che, come ha spiegato Permane, potrebbero essere introdotti a scaglioni.