F1. C’è la Ferrari dietro allo stop della FIA al trucco di Mercedes e Red Bull in qualifica

F1. C’è la Ferrari dietro allo stop della FIA al trucco di Mercedes e Red Bull in qualifica
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La FIA ha messo al bando un trucco usato dalla Mercedes e dalla Red Bull in qualifica all'inizio della stagione 2026 di Formula 1 dopo una richiesta di chiarimenti da parte della Ferrari
14 aprile 2026

C’è lo zampino della Ferrari dietro la decisione della FIA di bandire un trucco usato in Formula 1 in qualifica dalla Mercedes e dalla Red Bull. Secondo quanto riportano i colleghi di The Race, le due scuderie si sarebbero servite di un escamotage per cambiare il modo in cui la potenza viene ridotta sul dritto alla fine di un giro lanciato. Anziché diminuirla di 50 kW al secondo per evitare un crollo repentino, Mercedes e Red Bull sarebbero state in grado di sfruttare l’erogazione massima per il maggior tempo possibile, guadagnando un vantaggio di 50-100 kW per brevi periodi sulla concorrenza.

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Si tratta di un vantaggio con una ricaduta dell’ordine dei centesimi sul giro, non grandissima ma nemmeno trascurabile nella lotta in qualifica, soprattutto su alcune piste. Mercedes e Red Bull hanno sfruttato questo meccanismo perché il regolamento prevede la possibilità di non seguire la linea guida sulla diminuzione graduale dell’erogazione per “ragioni tecniche”, in modo tale da non danneggiare componenti quando viene rilevato un problema dai team. Ma dove si trova esattamente il confine tra l’inconveniente e il vantaggio competitivo?

Il trucco impiegato da Mercedes e Red Bull era già stato notato dalla concorrenza in Australia, ma il Giappone ne ha mostrato alcune conseguenze potenzialmente spiacevoli. Il fatto di non poter sfruttare la MGU-K dopo un giro lanciato si traduceva in alcuni casi in uno stop della monoposto. È successo nelle libere a Suzuka sia a Kimi Antonelli che a Max Verstappen, vistosamente rallentati per un calo di potenza, e in misura maggiore ad Alex Albon, la cui Williams si è piantata del tutto.

Sarebbe stata la Ferrari a chiedere per prima dei chiarimenti alla Federazione su questo escamotage. Non perché fosse illegale, ma per le potenziali conseguenze a livello di sicurezza rese evidenti da alcuni episodi occorsi in pista. È il nodo giusto per fare leva sulla Federazione, che ha a cuore la salvaguardia dei piloti. La Mercedes, secondo quanto riporta The Race, avrebbe deciso di non usare più il trucco a Suzuka, perché il gioco in termini di vantaggio prestazionale non valeva la proverbiale candela.

Dopo gli episodi nei primi weekend di gara, la FIA avrebbe inviato ai team degli aggiornamenti di alcuni documenti tecnici in cui si spiega a chiare lettere che l’abilità di “spegnere” la MGU-K per problemi tecnici comprovati rimane, ma che non è più consentito fuori da condizioni di effettiva emergenza. È una piccola vittoria politica da parte della Ferrari in una guerra sotterranea che serpeggia in questa nuova era tecnica. Invocando la sicurezza – tendenzialmente a ragion veduta – si possono eliminare degli handicap prestazionali notevoli. Chi sarà il prossimo a chiedere lumi?

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