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“Se potesse progettare i piloti, lo farebbe”: Adrian Newey non si lascia sfuggire nessun dettaglio nel dare vita alle sue monoposto di Formula 1, e il pilota ha un suo peso, letteralmente. A svelare il retroscena sull’attenzione di Newey alla stazza di chi si potrebbe mettere al volante delle sue vetture è Damon Hill, ospite del podcast The Undercut. “Mi ricordo che una volta, parlando di Hulkenberg, mi disse: ‘Non è male, ma è troppo grosso dalla vita in su”.
“In altre parole, prendeva in considerazione l’effetto del fisico del ragazzo sul telaio, cercando di valutare se fosse abbastanza negativo da annullare i benefici che avrebbe apportato come pilota. Quindi Nico, mi dispiace ma non avresti potuto farci nulla, se non tagliarti un braccio, immagino!”. Nico Hulkenberg era tra i papabili per ricoprire il delicato ruolo di compagno di squadra di Max Verstappen nel 2021, ma alla fine gli fu preferito Sergio Perez.
Questione di stazza – Hulkenberg, con i suoi 184 cm, è tra i piloti più alti dello schieramento attuale – ma non solo. Perez catalizzò l’attenzione della Red Bull vincendo il Gran Premio di Sakhir nel 2020 con la Cenerentola Racing Point, un biglietto da visita che finì per schiudergli le porte di Milton Keynes. L’avventura di Perez in Red Bull sarebbe finita nel 2024, dopo pochi alti e molti bassi, ma questa è un’altra storia.
“Era molto importante pet Newey – aggiunge Hill -. Tiene conto di ogni piccola cosa. Qualsiasi peso extra sopra la linea centrale della monoposto non va bene”. È una cura al dettaglio, quella di Newey, che si vede anche sulla Aston Martin AMR26, la disgraziata monoposto della scuderia di Silverstone per la stagione 2026. Ha saputo stupire per alcune soluzioni audaci prima che i test del Bahrain rivelassero le forti mancanze del progetto.
Capace di produrre vibrazioni tali da tormentare persino i piloti, la AMR26 è fortemente penalizzata dalla power unit Honda. In attesa di poter sfruttare l’ADUO – l’aiuto pensato dalla FIA per i motoristi in difficoltà, che si traduce in tempo extra di sviluppo, aggiornamenti in più e deroghe al budget cap – il supplizio continua. Una modifica al piantone dello sterzo provata in Giappone, ma non usata in gara, potrebbe almeno alleviare l’allarme vibrazioni. E il propulsore, così come il pilota, non è giurisdizione di Newey, il genio maniacalmente attento al dettaglio.