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Per un mese le monoposto non scenderanno in pista. Circa cinque settimane di pausa che per la Formula 1 non erano minimamente prevedibili, vista l’escalation della crisi in Medio Oriente che ha portato alla cancellazione degli appuntamenti in Bahrain e Arabia Saudita. Cinque settimane che si stanno però rivelando di vitale importanza per la categoria, dopo i primi tre Gran Premi che hanno evidenziato importanti nervi scoperti di questo nuovo regolamento tecnico. Un periodo di riflessione e di sviluppo anche per i team stessi, McLaren in primis, per poter lavorare in vista del rientro, previsto per la prima settimana di maggio a Miami.
Foto copertina: ANSA
La nuova era tecnica ha segnato un netto cambiamento rispetto al passato per la scuderia campione in carica. Dopo due anni di successi incontrastati in concomitanza con la fine del precedente regolamento a effetto suolo, la McLaren ha avuto un brusco ritorno alla realtà con l’avvento del nuovo ciclo regolamentare. Oscar Piastri non ha praticamente preso parte al Gran Premio d’apertura in Australia a causa di un incidente nel giro di formazione, e in Cina non è andato meglio, anzi. Sia la sua vettura che quella di Lando Norris hanno accusato un problema al sistema elettrico della batteria – seppur di natura diversa – che ha portato a un clamoroso forfait da parte del team di Woking.
L’australiano, però, ha finalmente tirato un mezzo sospiro di sollievo in Giappone, dove ha conquistato la seconda piazza dietro Andrea Kimi Antonelli: finora il miglior risultato stagionale per la McLaren. Il campione del mondo in carica Lando Norris spera che la situazione possa migliorare nel corso della stagione con gli aggiornamenti che arriveranno a breve, cercando di risolvere il problema del peso, principale deficit della MCL40. A penalizzare questa monoposto, la prima del nuovo regolamento, è stata – come affermato da Andrea Stella – la corsa al campionato protrattasi fino all’ultimo ad Abu Dhabi. Recuperare il tempo perso in questo mese di aprile sarà dunque essenziale per la McLaren.
“In effetti, visto che si è trattato di un programma così intenso, con tempistiche piuttosto serrate, questa pausa è in realtà benvenuta”, ha spiegato il Team Principal a F1.com. “Penso che, per la McLaren come squadra, ci dia la possibilità di realizzare i componenti che vogliamo portare in pista per far evolvere la nostra vettura e renderla più veloce, soprattutto in termini di prestazioni aerodinamiche”. Sarà tempo prezioso anche per lavorare fianco a fianco con la Mercedes High Performance Powertrains, così da comprendere a fondo il funzionamento della power unit che, al momento, sta performando in maniera egregia con il team madre, mentre la McLaren deve ancora sviluppare il funzionamento ideale del software sulla MCL40. “Penso che ci dia anche più tempo per lavorare con HPP, ad esempio per finalizzare tutti gli strumenti necessari a sfruttare al meglio la power unit”, ha proseguito Stella.
“È importante sottolineare che questo dà anche allo staff il tempo di riprendere fiato, perché è stato uno degli inverni più intensi che io ricordi nella mia carriera in Formula 1. Soprattutto da quando abbiamo iniziato ad andare in pista: i test invernali in sé sono stati molto impegnativi. Quindi penso sia positivo che, in quella che si preannuncia come un'altra lunga stagione, abbiamo il tempo di recuperare dal punto di vista operativo e tecnico. Così facendo la McLaren sarà in condizione di lottare per posizioni più importanti una volta tornati in pista, a partire da Miami”.
Al momento sono due i problemi principali della McLaren: il non riuscire ancora a sfruttare appieno la power unit Mercedes – un motore che, finora, sembra essere il migliore della nuova era tecnica – e la necessità di intervenire sul telaio. “Sappiamo esattamente cosa fare per implementare le azioni necessarie a migliorarlo ulteriormente”, ha spiegato ancora Stella. “In realtà, si tratta semplicemente di introdurre aggiornamenti che aumenteranno l'efficienza aerodinamica. Questi interventi avverranno nei prossimi appuntamenti, quindi credo che da lì in poi vedremo una traiettoria positiva; siamo fiduciosi che la McLaren sarà in grado di competere per podi e vittorie in modo meritato in questa stagione”.
Una rincorsa che la McLaren, già in passato, ha dimostrato di saper gestire. Anche la precedente era tecnica era iniziata in affanno ma, sotto la guida di Andrea Stella, la squadra ha ritrovato gradualmente la retta via fino a vincere due campionati costruttori consecutivi e un titolo piloti con Lando Norris. “Se non altro la McLaren, almeno da quando sono Team Principal, è nella sua versione più forte”, ha sottolineato l’ingegnere orvietino. “Non abbiamo mai avuto questo livello di capacità e infrastrutture; non abbiamo mai avuto prima, nemmeno quando vincevamo i campionati, questo livello di competenza e talento nel team. Non ho mai visto Lando e Oscar lavorare così bene insieme e vedo che lo schema che ci ha portato negli ultimi tre anni a innescare una traiettoria ascendente così forte si sta delineando di nuovo. Quindi, credo ci siano tutte le ragioni per essere molto ottimisti guardando al futuro e spero che inizieremo a vedere dei miglioramenti già nei prossimi eventi”. La sfida per la squadra papaya inizia già a Miami, dopo un mese di proficuo ma silenzioso lavoro a Woking.