Formula 1 2026, mese di silenzio ma non di pausa: ecco la sfida nascosta che deciderà il mondiale

Formula 1 2026, mese di silenzio ma non di pausa: ecco la sfida nascosta che deciderà il mondiale
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In questo mese di pausa della Formula 1, i team sono tutt'altro che fermi. Ecco su cosa si sta lavorando nel dietro le quinte
10 aprile 2026

Nel silenzio assordante dei motori di questo mese senza Gran Premi in Formula 1, dietro le quinte si stanno ponendo le basi per la sfida che deciderà le sorti del mondiale 2026. Nel contesto di un regolamento tecnico controverso, che vedrà gli inevitabili cambiamenti del caso delle prossime settimane, le scuderie lavorano allo sviluppo di monoposto che stanno ancora imparando a comprendere, diverse come sono anche nei parametri che vanno a fare la differenza a livello prestazionale.

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È difficile capire da cosa derivi il comportamento delle monoposto in pista. “Ci sono così tanti fattori diversi che possono avere un risultato simile al GPS che non è semplice trarre delle conclusioni – spiegava Charles Leclerc durante il weekend di gara in Cina -. In passato, era abbastanza chiaro. Adesso chi può dire se dipende dalla potenza, dall’erogazione, da qualcos’altro. I fattori sono molteplici, e questo complica le cose”. In effetti, con il nuovo regolamento tecnico si aggiungono variabili non trascurabili.

Le power unit 2026, con la ripartizione 50-50 tra endotermico ed elettrico che è il vero male di questo regolamento, cambiano le carte in tavola. È questione di legami a doppio filo: un fattore ne influenza un altro. Un aggiornamento – ma pure un cambio di assetto – hanno una rilevanza doppia, vista l’importanza dell’efficienza aerodinamica anche in termini di consumi e non solo di performance in senso lato. Sbagliare direzione può avere un effetto doppiamente nefasto, soprattutto per aggiornamenti dal peso notevole.

A proposito di stazza, la riduzione del peso delle vetture è un obiettivo cruciale per tutte le scuderie. Scendere sotto il limite minimo imposto dal regolamento permette di sfruttare la zavorra per ottimizzare la distribuzione del peso. Ma l’obiettivo diventa primario per quei team – come la Williams – le cui monoposto presentano un sovrappeso notevole, che si traduce in un ritardo dalla concorrenza non indifferente.

Ma in tutto questo riveste un’importanza rilevante anche il budget cap. Non solo perché con monoposto completamente nuove le potenzialità di sviluppo sono elevatissime – ma il tetto resta sempre lo stesso – ma anche per questioni logistiche. I team devono trovare il giusto compromesso per l’introduzione di un aggiornamento anche in base al costo per spedirlo in loco, oltre a valutare l’equilibrio giusto tra il tempo di sviluppo e la rapidità di intervento sulle storture del progetto.

Velocità di azione che nel caso della power unit è subordinata all’allocazione dell’ADUO, che nella migliore delle ipotesi si sbloccherà dopo Miami, ma i cui effetti saranno visibili più avanti, a prescindere dalla magnitudine del deficit. Ma il nodo legato alle power unit riguarda anche già il 2027, orizzonte temporale in cui potremmo vedere dei cambiamenti a livello di architettura da parte dei costruttori maggiormente in affanno all’alba di questa nuova era tecnica.

Ma ci sono differenze a livello di approccio anche per quanto riguarda le tempistiche di introduzione dei pacchetti di aggiornamenti. La McLaren a Miami porterà il primo upgrade dai test di Barcellona, programmato per gli USA anche prima della cancellazione dei GP del Bahrain e dell’Arabia Saudita. Sarà la scelta più efficace? Lo scopriremo solo quando il rombo dei motori squarcerà l’aria tropicale di Miami.

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