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Motori che urlano, motori che si ammutoliscono, motori che da agosto potrebbero essere testati in condizioni diverse. Sono le power unit a tenere banco nella quarta giornata di test prestagionali 2026 della Formula 1 in Bahrain. Mentre le monoposto del nuovo ciclo tecnico continuano il loro avvicinamento alla prima gara del campionato, continuano gli intrecci politici legati al rapporto di compressione del motore Mercedes. Nel pomeriggio è stata resa nota la proposta di includere tra le verifiche anche una prova a 130° a partire dal prossimo 1° agosto.
Dovrà essere approvata dai costruttori e ratificata dal Consiglio Mondiale dello Sport entro i prossimi 10 giorni, prima che la F1 scenda in pista in quel di Melbourne. È una sfida squisitamente politica, quella che vede i top team rimpallarsi il ruolo di favoriti della viglia, come se fosse una sgradita patata bollente. Oggi il team principal della Red Bull, Laurent Mekies, incalzato da una nostra domanda in merito ai valori in campo ha indicato la Mercedes come punto di riferimento, con Ferrari e McLaren vicine e la sua scuderia quarta forza.
Vicina al top della classifica oggi c’è una McLaren che vista da bordo pista impressiona per le linee pulite tracciate da Oscar Piastri e Lando Norris. Ma i tempi sul giro lasciano il tempo che trovano, soprattutto perché osservate da vicino le monoposto tradiscono di essere ben lontane dal loro limite prestazionale. Oggi a steccare tra i top team è stata la Red Bull, a lungo ferma ai box in mattinata per un problema tecnico occorso alla RB22 affidata a Isack Hadjar. Un chilometraggio inferiore, quello di oggi per la scuderia di Milton Keynes, con una vettura che vista da vicino spicca.
Non si tratta solamente del carattere del sound della power unit con badge Ford, ma anche della facilità con cui la RB22 gestisce le repentine scalate di marcia richieste dalle monoposto 2026. L’innaturale uso della prima marcia in alcuni cambi di direzione non scompone né la power unit – che si “lamenta” molto meno rispetto ad alcune avversarie – né tantomeno la monoposto, anche nelle mani del neofita Hadjar, alle prime uscite vestito dei colori di Milton Keynes. C’è un motivo se la Red Bull ha stupito tutti gli addetti ai lavori, ed è evidente vedendola in pista.
Ferrari e Mercedes sono forti di progetti che definiremmo sereni, senza grandi problemi di gioventù e, come nel caso della Red Bull, forti del fatto di aver sviluppato monoposto e power unit con sinergie strettissime che i clienti non possono avere. È una questione di maturità del progetto che potrebbe avere un’influenza rilevante nella parte iniziale della stagione. Da bordo pista si apprezza poi il divario prestazionale tra i top team e le scuderie di centro classifica. È vero soprattutto per l’Aston Martin AMR26, che sta facendo impazzire Lawrence Stroll.
Abbiamo incrociato il suo sguardo spento mentre la AMR26 del figlio veniva accuratamente spogliata di parte del cofano motore dopo l’escursione nella ghiaia di questo pomeriggio. Mentre Pedro de la Rosa gli spiegava la situazione nel dettaglio, Stroll mostrava un avvilimento degno di quello dei tecnici Honda che assistevano alla scena. Fernando Alonso avrà anche professato ottimismo in risposta alla nostra domanda sui problemi della AMR26, ma l’errore di Stroll ha interrotto un programma che continua a procedere a singhiozzo. Continua invece a marciare a passi ben distesi la Mercedes, nonostante la mezza sconfitta politica rimediata oggi.