Il Diavolo non veste più Prada, sale in macchina. Gucci Racing Alpine: l’alta moda si prende la Formula 1 dal 2027

Il Diavolo non veste più Prada, sale in macchina. Gucci Racing Alpine: l’alta moda si prende la Formula 1 dal 2027
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Una svolta epocale e un clamoroso intreccio manageriale scuotono la Formula 1: dal 2027 la scuderia di Enstone cambierà nome e colori. Sotto la regia strategica di Luca de Meo, ex CEO Renault oggi alla guida di Kering, nasce il team Gucci Racing Alpine, unendo la pista al lusso globale
27 maggio 2026

C’è stato un tempo in cui la Formula 1 era una questione di ingegneri in camice bianco e grasso sulle mani. Poi è diventata il parco giochi dei grandi costruttori automobilistici e dei colossi del tabacco. Oggi, il Circus compie un passo definitivo verso una dimensione che unisce la fredda precisione del cronometro all’universo intangibile del lusso e della cultura pop. Dal 2027, la griglia di partenza cambierà pelle in modo radicale: Alpine correrà sotto le insegne del "Gucci Racing Alpine Formula One Team". Per la prima volta nella storia di questo sport, una casa d'alta moda diventerà "title partner" assoluto di una scuderia.

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Dietro a un'operazione di questa portata, capace di ridisegnare i confini commerciali del motorsport, c'è un clamoroso intreccio manageriale che chiude un cerchio perfetto. Il protagonista invisibile ma totale di questa sinergia è Luca de Meo, oggi Chief Executive Officer di Kering (il colosso del lusso che controlla Gucci), ma fino a poco tempo fa uomo della provvidenza proprio all'interno del Gruppo Renault. Fu proprio de Meo, nel pieno della sua "Renaulution" lanciata nel 2020 alla guida della Losanga, a compiere l'intuizione più brillante e rischiosa: prendere il glorioso marchio Alpine, fino ad allora confinato alla nostalgia degli appassionati, e metterlo al centro del progetto sportivo del gruppo, ribattezzando la scuderia di Formula 1. De Meo ha letteralmente plasmato l'Alpine moderna, difendendo la griglia di partenza come lo strumento definitivo per trasformare un costruttore in un brand premium globale. Il suo passaggio al vertice di Kering non ha spezzato questo legame, ma lo ha elevato: oggi de Meo non siede al tavolo da investitore esterno, ma da vero architetto di Enstone, capace di unire il suo passato automobilistico alla sua nuova visione nel mondo dell'alta moda.

La notizia dell'accordo arriva in un momento di forte spinta per il team francese, attualmente solido in quinta posizione nel mondiale costruttori e reduce dal suo miglior avvio di stagione di sempre in termini di punti. C'è la storia di Jean Rédélé, che nel 1955 fondò l'Alpine inseguendo un ideale di leggerezza, e c'è il DNA di Renault, nel Circus dal 1977. Ma c'è soprattutto la mano di chi, nel paddock, le dinamiche commerciali e comunicative le ha sempre anticipate. Flavio Briatore, Executive Advisor del team, sprizza orgoglio e un pizzico di nostalgico romanticismo. Non è un segreto che Enstone, sotto la sua storica gestione nei panni di Benetton, abbia già dimostrato al mondo come lo stile potesse non solo abitare il paddock, ma addirittura vincere i campionati mondiali. "Essere partner di un marchio prestigioso del calibro di Gucci come title partner è qualcosa di cui sono incredibilmente orgoglioso", ha dichiarato Briatore, evidenziando il legame profondo tra i manager coinvolti. "Il team di Enstone ha una storia fatta di scelte diverse dagli altri e ha già dimostrato in passato che la moda può tagliare il traguardo per prima in F1. Vorrei ringraziare Luca de Meo e Francesca Bellettini per la loro fiducia e dedizione nel far nascere questa partnership".

La Formula 1 attuale, d’altronde, è un palcoscenico globale da oltre un miliardo e mezzo di spettatori a stagione, capace di intercettare un pubblico sempre più giovane, premium e femminile. Una torta troppo appetitosa per il mondo del lusso, che vede nella massima serie automobilistica il perfetto amplificatore di desiderabilità e rilevanza culturale. "Questa partnership scrive un nuovo capitolo: Gucci diventa la prima casa di moda di lusso a ricoprire il ruolo di Title Partner in Formula 1", ha commentato Francesca Bellettini, President e Chief Executive Officer di Gucci. "Ciò riflette la nostra ambizione per il marchio e il ruolo che vogliamo che Gucci giochi su questo palcoscenico. Gucci Racing è più di una presenza sulla griglia: è un’espressione di chi siamo". Le parole trovano eco proprio in quelle di Luca de Meo, che da CEO di Kering vede la F1 come un luogo dove "spingere i confini, accendere connessioni significative e costruire valore a lungo termine". Per il Gruppo Renault e per il suo CEO François Provost, l'operazione rappresenta il definitivo boost per raggiungere nuove generazioni, unendo l'ingegneria d'oltralpe al tocco creativo italiano. Dal 2027 non vedremo semplicemente una sponsorizzazione, ma un’attivazione a 360 gradi che spazierà dai prodotti esclusivi al merchandising di alta gamma. La Formula 1 si prepara a scoprire se l'eleganza estetica saprà sposarsi con la spietata ricerca del millesimo di secondo, sotto la regia di chi questa sfida l'ha scritta fin dal primo giorno.

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