F1. “Antonelli è da mondiale. Lui e Sinner ragazzi straordinari”: il plauso di Flavio Briatore. Che del colpo Gucci dice...

F1. “Antonelli è da mondiale. Lui e Sinner ragazzi straordinari”: il plauso di Flavio Briatore. Che del colpo Gucci dice...
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Flavio Briatore nella sua Montecarlo racconta l'accordo con Gucci, il futuro di Alpine e la sua visione a 360° della Formula 1, Ferrari e Antonelli compresi. La nostra intervista
6 giugno 2026

“Quando chiudemmo l’accordo con Benetton tutti ridevano. Erano produttori di magliette che entravano in un’arena in cui erano presenti tutti i grandi nomi, da Williams a Brabham”: poi è stato Flavio Briatore a ridere per ultimo. A oltre trent’anni da quell’operazione rivoluzionaria, il superconsulente dell’Alpine è stato il deus-ex-machina di un nuovo accordo bomba, quello con Gucci. Un caso che è “ovviamente diverso”. “È uno dei brand più conosciuti al mondo. Si è trattato di un accordo molto importante, supportato anche dal gruppo Kering in toto, dal signor Pinault a Luca De Meo”.

Photo credit: ANSA

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Briatore ci racconta con orgoglio il nuovo capitolo della scuderia di Enstone a Montecarlo, seduto in una delle salette della sfarzosa hospitality dell’Alpine. Lussuosa come Gucci, ma anche come la sua vita, trascorsa girando per il mondo ma con base da molti anni proprio qui, a Monaco. “Noi con Alpine abbiamo puntato la bandiera sulla vetta, più in alto di così non si può. Gucci sponsorizza un team, non la Formula 1. È una cosa molto diversa. Un conto è essere degli spettatori in un’arena, un altro esserci. Gucci è dentro l’arena, gli altri brand del lusso stanno a guardare”.

L’arrivo di Gucci è l’ultima frontiera di una serie di accordi che hanno reso una realtà transalpina molto italiana, come sottolinea lo stesso Briatore. “In un team francese abbiamo Eni, la società energetica più importante in Italia, MSC e Gucci. Abbiamo riunito il meglio dell’italianità”. Tutto per raggiungere traguardi sportivi già conseguiti nel tempo dal team di Enstone, anche se con iterazioni diverse. “Sappiamo cosa bisogna fare per vincere. L’abbiamo già dimostrato due volte, una volta con Renault e una con la Benetton. Non abbiamo perso il libretto delle istruzioni. Sono contento perché ora abbiamo un team racing unito, coeso”.

“È tutto cambiato nell’anno e mezzo trascorso da quando sono arrivato nel team. Lo vedete anche voi, è un’altra storia”. E Briatore rivendica anche una scelta che lo scorso anno ha esposto la scuderia a serie difficoltà, ma che oggi sta portando i suoi frutti. “Se avessimo sviluppato la monoposto 2025 con il motore che avevamo avremmo potuto concludere la stagione in nona posizione, ma non sarebbe cambiato assolutamente nulla tra il nono e il decimo posto”. "Abbiamo vissuto un 2025 difficilissimo, per gli sponsor e per tutto il team, visto che la performance era orribile. È importante avere una visione più ampia. Servono prima la fondamenta, poi si costruisce in modo veloce”.

Rapida è anche l’ascesa di Andrea Kimi Antonelli, per cui Briatore spende parole al miele. “È incredibile. Prima di tutto è un ragazzo con i piedi per terra, con una famiglia normale che lo segue e lo supporta. Poi è un nome nuovo, un’aria fresca per lo sport, per la F1. Con la mancata partecipazione dell’Italia ai mondiali di calcio, ci sono due idoli, Antonelli e Sinner. Godono di tutta l’attenzione che avrebbe avuto la nazionale italiana. Abbiamo questi due ragazzi straordinari che danno allo sport un’unicità incredibile. Antonelli è competitivo. Quest’anno non commette errori. È maturato molto. Si può giocare tranquillamente il mondiale con il passo che ha”.

Chi ha già raggiunto una maturità sportiva notevole nonostante la giovane età è Jannik Sinner. “Colpisce intanto per la personalità e la serietà. Jannik è un ragazzo normale che gioca bene a tennis e ha dato vita a un movimento incredibile. Quello che è stato fatto nel tennis andrebbe replicato anche per il calcio. È quello che accadde con Fernando Alonso: a un certo punto in Spagna aprirono centinaia di piste di kart per merito suo. Adesso in Italia giocano tutti a tennis. Servono dei campioni come Sinner e Antonelli per creare un movimento. Sono degli esempi straordinari, ma bisogna lasciarli stare. Gli italiani sono specializzati nelle critiche quando arrivano le incertezze, ma dobbiamo ringraziare di avere dei campioni come loro”.

Cosa manca invece alla Ferrari per poter tornare al successo in Formula 1? “La Ferrari compete contro i migliori al mondo. Penso che dovrebbe quantomeno giocarsi il mondiale. Poi può anche perderlo – dei singoli episodi possono cambiare le sorti di un campionato - ma se riuscisse a contendersi il mondiale alla Mercedes fino alle ultime due o tre gare sarebbe una buona cosa”. “Il mondiale di quest’anno è apertissimo. Tra Russell e Antonelli è apertissimo”, dice Briatore con un sorriso ironico.

Secondo l'Executive Advisor di Alpine, l’ADUO “cambierà ben poco. Parliamo di millesimi quando ci sono quattro decimi di distacco. Mi auguro che la Ferrari sia in grado di stare davanti alla McLaren e alla Red Bull e che possa battersi con la Mercedes”. Cercherà di farlo con Charles Leclerc, fresco di rinnovo con la Rossa. È la scelta giusta per lui? “Guidare una Ferrari per un pilota è il massimo. Leclerc è ormai identificato con la Ferrari. Penso che abbia fatto bene a restare. E penso che blindarlo sia stata un’operazione intelligente da parte della Ferrari. È un pilota molto veloce”.

Se Leclerc si è assicurato grande longevità con il marchio che ha sposato nella buona e nella cattiva sorte, Fernando Alonso e Lewis Hamilton continuano la loro lunghissima storia in F1. “Fernando quest’anno purtroppo non ha a disposizione un’auto competitiva, ma appena vede uno spiraglio di luce ne approfitta. Fernando è un fenomeno, come Lewis. Penso che facciano bene entrambi alla F1, perché sono dei veri e propri brand. Poi ci sono i piloti idoli sui social media, come Norris, Colapinto e Piastri. C’è un mix tra marchi forti come Fernando e Hamilton e i brand in crescita”.

Quanto al mercato piloti, Briatore non vede grossi scossoni, a meno di un passaggio di Verstappen in Mercedes. Ma a suo avviso anche un pilota come Max non può essere decisivo per una scuderia ancora lontana dalla vetta. “Spero che ci si possa avvicinare ai quattro team davanti, continuando a difenderci dalle scuderie che ci tallonano. La competitività oggi sia raggiunge anche con la stabilità interna. Per vincere dei mondiali non basta avere il pilota. Se avessi Verstappen, mi potrebbe togliere due o tre decimi, ma sarei sempre quinto. Verstappen è considerato il migliore, ma non vincerei il titolo con lui. C’è da augurarsi che non vada mai in Mercedes, altrimenti vincerebbe mondiali a ripetizione”.

Briatore sceglie di lodare la sua coppia di piloti, a cominciare da Colapinto. “Franco l’anno scorso ha dovuto fare i conti con una macchina molto difficile. È poi è giovanissimo, ha 22 anni. È stato catapultato in un mondo ipercompetitivo in un momento in cui forse non era pronto. È maturato. Io ho sempre creduto che Franco abbia talento. E poi non ha più la pressione della conferma gara per gara. C’era tanta gente che voleva metterlo fuori l’anno scorso. Io l’ho difeso, l’ho protetto. Franco è maturato moltissimo. Gli chiedo sempre se ha un fratello - dice ridendo - perché sembra un’altra persona quest’anno. Comincia a darci delle soddisfazioni”.

“Pierre – spiega invece di Gasly - è una sorpresa. Conoscendolo ho imparato da apprezzarlo. È un ragazzo che ci mette un impegno straordinario. Con Franco c’è competizione, ma anche tanta collaborazione. Partecipano volentieri agli eventi dei partner. È importante rispettare chi investe. Siamo contenti dei piloti che abbiamo. Vedremo se arriveranno altre opportunità di mercato. In fondo questo è il mio lavoro, capire fin dove possiamo spingerci. E questo vale per tutta l’azienda”. E in questo Briatore è eccellente, sin dai tempi in cui scelse un marchio di abbigliamento per dare vita a un ciclo vincente in F1. Che sia destinato a ridere per ultimo anche stavolta?

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