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“Decisamente no”, così Pedro de la Rosa, ambasciatore di Aston Martin ma ora vero e proprio volto della comunicazione del team in sostituzione di Adrian Newey, ha esordito commentando le prestazioni della squadra. La stagione è giunta al sesto appuntamento con il Gran Premio di Monaco, ma le difficoltà di inizio anno persistono ancora. Il lavoro in sede a Silverstone prosegue a ritmo serrato, così come per Honda nella sede di Sakura, ma i risultati tardano ad arrivare. La situazione interna, dunque, è sempre più complicata e per l’ex pilota di F1 neanche una pista atipica come Monaco potrà aiutare a risalire la china.
“Non siamo ancora al livello che vorremmo, considerando anche l’inizio complicato che abbiamo avuto”, ha proseguito Pedro de la Rosa. Da quando Adrian Newey è team principal, dopo il debutto assoluto in quel ruolo in Australia, l’ex pilota di F1 ha preso il posto del progettista per gli incontri con la stampa. Newey, infatti, preferisce dedicare tutto il suo tempo e le sue energie al lavoro in sede. Presente questo weekend qui a Monaco, l’ex Red Bull potrà finalmente vedere da vicino la sua prima monoposto del nuovo regolamento tecnico e con Aston Martin, prima di tornare a Silverstone. È lì, nel suo stanzino, con carta e matita, che cerca di risolvere i gravi problemi che affliggono l’AMR26. “Stiamo lavorando su veramente tante cose dietro le quinte in fabbrica, e questo ci fa sperare negli aggiornamenti”. Ma ci vorrà tempo, perché prima della pausa estiva difficilmente le novità saranno protagoniste in pista. “Saranno sviluppi importanti, ma ora siamo qui a parlare di quello che è il livello attuale. E quello che abbiamo è veramente complicato da gestire”.
“I piloti fanno del loro meglio, fanno veramente un lavoro incredibile – ha proseguito de la Rosa – perché cercano di far andare la macchina il più veloce possibile. È veramente difficile al momento, quindi preferirei rimandare la risposta [su come stanno andando i progressi della vettura, ndr] a quando vedremo la luce in fondo al tunnel, ovvero quando arriveranno gli aggiornamenti”. Il principale raggio d’azione sarà la costanza della guidabilità. Oltre ai problemi con le vibrazioni, a peggiorare le cose ci sono stati anche i problemi con il sedile per Fernando Alonso. “Sotto questo punto di vista, ci sono alcune novità positive visto che le vibrazioni sono scomparse. Il passato è passato. E Fernando non si è lamentato di questo nel corso della prima sessione di libere, quindi è positivo”. Ad aiutare è stato il lavoro svolto nella giornata di mercoledì nel box per adattare il sedile usato lo scorso anno dall’asturiano alla vettura 2026. Ma tolto un problema, ne sorge un altro, perché de la Rosa ha rivelato che ora anche Lance Stroll ha accusato gli stessi inconvenienti. “Dovremo lavorare ancora su questo, ma sono certo che andiamo nella giusta direzione”.
Queste difficoltà con la monoposto hanno inevitabilmente intaccato il clima all’interno del team, soprattutto sul lato del box di Fernando Alonso. “È difficile per tutti, ma per lui, che deve correre con questa vettura, è ancora peggio. A peggiorare la situazione è il dover parlare costantemente di questi problemi con i media. Continuamente le stesse domande sulle difficoltà, ma sappiamo che mancano gli aggiornamenti, anche se manca ancora tanto tempo. Siamo motivati, ovviamente, e abbiamo a supporto anche il duro lavoro che stiamo portando avanti al simulatore”.
A guidare la nave c'è Adrian Newey, vecchia conoscenza di Pedro de la Rosa. Ci sono differenze da quando è arrivato in Aston Martin? “Sì, che io non guido più le sue vetture, sfortunatamente”, ha risposto scherzando. “Tornando serio, no, non vedo differenze. Continua a lavorare senza sosta con la sua solita etica. È uno degli ingegneri che più ascolta i piloti, più di chiunque altro con cui io abbia lavorato in passato. E questo è bello, anche da ex pilota, perché oggi tutti pensano solamente ai dati. Ci sono volte in cui gli ingegneri e i piloti non si guardano neanche più negli occhi, ma fissano solo gli schermi dei computer con le telemetrie. Adrian, invece, continua ancora a scrivere i suoi appunti sul taccuino”. A confutare questa teoria, Pedro de la Rosa ha fatto un salto nel passato, in Australia nel 2005. “Ho guidato la terza vettura e lui mi ha chiesto esattamente quale fosse il problema di oversteer e quanto dovessi forzare l’angolatura. È stato incredibilmente preciso ed ha risolto subito il problema. Questo è Adrian. Ascolta i piloti e ciò lo rende speciale, ancor di più quando risolve i problemi. Tanti giovani ingegneri si sono uniti a noi, e lui è una vera e propria ispirazione per tutti”.
Il weekend di Aston Martin è iniziato con un problema in FP1 per Alonso, che ha danneggiato l’ala anteriore all’ingresso della chicane del porto. Il sospetto è che questo incidente sia figlio dello stesso problema al cambio sofferto in Canada. “Non so ancora esattamente cosa sia accaduto, devo parlargli meglio e rivedere l’incidente. Sicuramente ha avuto un grande bloccaggio. Penso sia legato al downshift e questo si riflette sul bilanciamento dei freni. Sicuramente questa non è una vettura facile da guidare. E lo rende chiaro il fatto che un pilota come Fernando non avrebbe mai avuto un bloccaggio del genere, soprattutto in quel tratto. Sappiamo di dover lavorare sulla guidabilità e sulla predittibilità. Dunque, abbiamo tanto ancora da fare sul downshift, visto che i piloti cercano di usare meno il cambio per ricaricare di più la batteria e ciò non fa altro che peggiorare una vettura già così complicata da guidare”.