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Certo non si aspettava un weekend del genere George Russell, su una pista che gli aveva sempre sorriso come quella del Canada. Anche prima del ritiro il compagno di squadra era sembrato più in palla e gli stava dando molto filo da torcere in una lotta al cardiopalma, su cui George è tornato a parlare: “Siamo piloti, spingiamo al massimo in ogni giro e ci portiamo al limite a vicenda e dobbiamo avere fiducia. Conosciamo i limiti l’uno dell’altro e continueremo a lottare così. Ovviamente quando sei seduto al muretto come Toto, vorresti sapere cosa sta per succedere e avere il controllo su queste situazioni.
Personalmente non mi ci è voluto tanto per superare il risultato perché ho fatto tutto quello che dovevo fare. Sono andato in Canada con il solo obiettivo di essere sempre il più veloce e ci stavo riuscendo. Ma fa parte delle corse, non penso che Kimi arriverà a fine stagione potendo dire di non aver avuto delle gare sfortunate. Lando l’anno scorso si era ritirato in Olanda ed era stato squalificato a Las Vegas. È così che funziona il gioco. Ora è solamente più evidente perché siamo competitivi e ci troviamo davanti”.
A proposito dello stop del Canada e del rischio di future penalità, il britannico non ha espresso particolari preoccupazioni a riguardo: “La batteria era molto danneggiata e abbiamo dovuto spedirla in sede via mare, quindi dovremo aspettare che torni a casa per analizzarla, ci vorrà un po’. Ma a Brixworth sono i migliori e lo sono da tanti anni, quindi non penso che dobbiamo preoccuparci di qualche penalità in futuro”.
Come tanti altri piloti poi, Russell si è soffermato sulle sfide che il Principato porrà a questa nuova generazione di vetture: “L’energia non sarà un problema qui, mi sarebbe piaciuto avere piena potenza perché avremmo visto tempi superveloci ma ci saranno delle mitigazioni, forse arrivare a 330 alla fine del tunnel non sarebbe stato l’ideale. Vedremo come andrà ma speriamo che in futuro potremmo avere piena potenza, è lì che voglio arrivare. In generale quest’anno potremo spingere molto più al limite perché le auto di quest’anno sono molto più vicine ad un’auto da corsa, sono più agili e intuitive, credo che sarà divertente.
Quelle dell’anno scorso erano grandi, pesanti e rigide. Sentivi ogni asperità e questo poteva farti bloccare il posteriore e finire nel muro. Con quelle auto non sarebbe stato possibile lottare con Kimi perché avevi molto meno margine di errore. Queste invece le puoi mettere in situazioni molto più rischiose, è fantastico da questo punto di vista. Però sono anche più impegnative nella gestione. Hai la pressione del turbo da far salire, la MGU-K non si attiva fino ai 50 km/h e devi controllare come questa potenza si integra quando cambi marcia e quando affronti la curva. Anche le gomme sono molto diverse, sono più strette e abbiamo 5 PSI di pressione in più, quindi anche capire il livello di aderenza è stata una sfida”.