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Chi sono i promossi e i bocciati di Montmelò? Scopriamolo insieme, sfogliando le pagelle del Gran Premio di Barcellona-Catalogna 2026 di Formula 1.
Dopo la strepitosa - e inattesa - vittoria di Barcellona, è troppo presto per dire se la Ferrari sia tornata, ma di sicuro è tornato Lewis Hamilton: velocissimo in qualifica, un martello in gara, in simbiosi totale con il suo muretto. Con una vettura che gli è decisamente più congeniale rispetto alla precedente generazione tecnica e con la sensazione di essere finalmente ascoltato dal team, l’inglese ha rispolverato il talento dei giorni migliori, fino a conquistare una vittoria che è meritatissima. Certo la virtual ha aiutato, e non è chiaro se altrimenti Hamilton sarebbe stato in grado dopo il suo ultimo pit stop di risuperare in pista gli avversari, anche se viene da dire di sì considerando di quasi 20 secondi rifilati a Russell. Ora finalmente sembrano esserci le basi, tecniche ma soprattutto umane, per vedere l’effetto che fa il 7 volte campione del mondo inglese su una Rossa. Il campione vero, non la copia sbiaditissima vista lo scorso anno. Voto 10 e lode, risorto.
Secondo un Russell che porta a casa punti importanti per il campionato, ma che esce ugualmente sconfitto, perché dopo essere partito dalla pole e avere condotto buona parte della gara Antonelli lo era andato a prendere e lo aveva passato di slancio, mostrando ancora una volta di essere una spanna sopra l’inglese (che però, va detto, soffriva per l’anticipo della sequenza dei pit stop per marcare Hamilton). Voto 6, almeno non ha più la scusa dei punti persi in Canada.
3° posto per Norris, che in Mercedes (e un po’ tutti) davano come avversario più pericoloso, salvo scoprire in pista di poter fare solo da spettatore nel duello Mercedes-Ferrari. L’inglese però fa il suo come sempre, dimostrando anche così di essere degno del titolo conquistato lo scorso anno. Voto 7, premio per l’impegno.
Ha spinto tanto raccogliendo relativamente poco anche Verstappen, con una Red Bull apparsa meno in crisi rispetto ad altre uscite, ma non abbastanza solida per ambire almeno al podio. L’olandese ha già capito che quest’anno dovrà evitare stress inutili, ma questo non lo fa certo rallentare. Voto 7, azzoppato.
5° un impalpabile Piastri, solo 7° al via (anche se per la verità rimedia da Norris, che partiva 4°, meno di un decimo), in gara fa il suo ma senza dare mai l’impressione di fare qualcosa di più dell’ordinaria amministrazione per essere un pilota McLaren. Voto 6: crisi d’identità.
Buon 6° posto per Hadjar invece, che riesce a qualificarsi ad un soffio da Verstappen e anche se in gara poi il divario si ampia, il francese comunque dimostra di reggere il confronto e non andare in crisi psicologica come capitava prima o poi a tutti gli ex compagni dell’olandese. Certo, la nuova gestione in Red Bull sicuramente aiuta anche su questo, ma lui si conferma un pilota di talento: voto 7, sempre sul pezzo.
Gran 7° posto per Gasly, reduce dal podio virtuale di Monaco e bravo a confermarsi su una pista del tutto diversa, che certifica anche la crescita tecnica della Alpine: voto 7,5, fa piacere rivederlo nelle posizioni che contano, il francese se lo meritava.
Bel week end anche per Lawson, partito e arrivato 8°, che per l’auto che guida è “tanta roba”, come dicono gli ingegneri: in neozelandese sta dimostrando finalmente una certa costanza di rendimento, oltre che velocità. Voto 7, ora deve continuare così.
Nuovamente a punti anche Lindblad, 9° al traguardo dopo essere partito 11°: a vederlo correre ci si dimentica della sua età e scarsa esperienza e questo la dice lunga su come sta guidando in questa stagione di esordio. Voto 7, conferma.
Chiude la zona punti un Colapinto rigenerato, nuovamente davanti a Gasly in qualifica anche se al traguardo poi deve accontentarsi di un punticino. L’argentino però è tornato a essere veloce e ha smesso di commettere errori: voto 7, esame di maturità (finalmente) superato.
Fuori dai punti, voto 4 a Leclerc, che se continua così rischia di essere ricordato come il capitano Ferrari delle battaglie perse, unica luce quando le cose vanno male, ma incapace di concretizzare quando c’è il potenziale per fare bene. Dopo la sequenza di errori a Monaco, un altro disastro in qualifica che compromette poi la sua gara, al di là del ritiro per problemi tecnici. E ora che Hamilton ha rotto il ghiaccio e unito intorno a sé il team, c’è fare attenzione a come muoversi anche dentro il box oltre che in pista.
Voto 8 invece ad Antonelli: non in formissima fisicamente, in gara pur partendo 3° riprende e supera Russell prima di doversi fermare. Per la classifica è un duro colpo, ma ancora una volta ha dimostrato in Mercedes di essere il pilota più in forma in questo momento: voto 8 per quel che poteva essere e non è stato.
Il campione delle sliding doors è però Fernando Alonso: se solo avesse - e avesse avuto - una monoposto vincente, se solo avesse avuto un carattere più semplice… certo è che l’ultimo tempo a oltre 4 secondi dalla pole position è un modo indecoroso per celebrare la sua ultima volta a Barcellona. Meriterebbe davvero un’altra stagione (anche se nel 2027 la pista spagnola salterà un turno) con un mezzo dignitoso… Voto 6 alla malinconia che viene a vederlo correre così.
Voto 8 invece a Briatore, spregiudicato sì, coraggioso di più, inviso a molti, deriso da altri complice la parodia di Crozza, però con un po’ di calma ha ridato una dignità alla Alpine, anche con scelte drastiche come quella di correre con un motore… Mercedes. Perché con un motore proprio probabilmente ora se la giocherebbero con la Cadillac, con buona pace dei francesi.
Voto 0 retroattivo ai commissari FIA, che a week end finito si sono accorti a Monaco di avere misurato male la distanza tra i sensori nella corsia box, con una pioggia di penalità in realtà non dovute e alcune conseguenze non banali sul campionato (in primis la sanzione pesantissima subita da Russell per non aver scontato una penalità che in realtà era illegittima). Se voleva essere uno scherzo, non ha fatto ridere nessuno.