F1. Red Bull, Waché ammette: “Verstappen? Non siamo dove vorremmo”. Ma c’è un segreto dietro al ritardo della RB22

F1. Red Bull, Waché ammette: “Verstappen? Non siamo dove vorremmo”. Ma c’è un segreto dietro al ritardo della RB22
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Tra ritardi nello sviluppo della RB22 causati dal duello 2025 e problemi di feeling con Verstappen, Pierre Waché fa il punto sui difetti da correggere in casa Red Bull prima del rientro a Zandvoort
31 luglio 2026

La Formula 1 è ufficialmente in pausa estiva. Con il sipario calato sul Gran Premio d’Ungheria 2026, che ha visto Max Verstappen conquistare il secondo gradino del podio, il Circus si gode tre settimane di ferie. Per quindici giorni i team dovranno chiudere le proprie fabbriche, per poi tornare al lavoro e preparare la seconda parte di stagione. Con un regolamento tecnico del tutto nuovo e così complesso, è inevitabile che la partita si giochi sulla corsa agli aggiornamenti. La Red Bull ha iniziato il proprio programma con un importante pacchetto di novità – debuttato già in Austria – che ha ridato vita alla RB22, ma i problemi da risolvere restano ancora molti.

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Fin dal principio, Max Verstappen ha lamentato criticità importanti con la monoposto di Milton Keynes. La RB22 disporrà anche del miglior motore endotermico – secondo quanto emerso ufficiosamente dai dati dell’ADUO rivelati ai soli team a Montecarlo – ma resta ancora un cantiere a cielo aperto. Difficoltà costanti in scalata e problemi di correlazione tra la pista e i dati del simulatore sono i principali mali a cui la Red Bull deve porre rimedio nel più breve tempo possibile. L’olandese in Ungheria ci avrà anche messo del suo, ma il lavoro da svolgere, come ammesso dallo stesso Pierre Waché, è ancora tanto. “Credo che l'aspetto principale sia che siamo partiti svantaggiati e, di sicuro, siamo progrediti”, ha dichiarato il direttore tecnico alla vigilia della pausa estiva. “Penso che sia un ottimo lavoro da parte del team essere progrediti e arrivare dove siamo. Non siamo ancora dove vorremmo essere, ma si cerca di fare del proprio meglio, di capire cosa non funziona e cosa si può migliorare, per poi vedere a che punto si è. Ma la cosa principale è che i progressi fatti come team sono stati interessanti”.

I passi in avanti in termini di performance della RB22 si sono visti in Austria, con il debutto di un pacchetto di aggiornamenti che ha stravolto la vettura. Tuttavia, quando si portano così tante novità, serve tempo per trovare la quadra sotto tutti i punti di vista. La motivazione alla base di questo ritardoesattamente come per la McLaren – è da rintracciare nella scorsa stagione. La Red Bull, infatti, è stata impegnata fino all'ultimo nella lotta al titolo mondiale con Max Verstappen, poi sconfitto da Lando Norris per soli due punti. Con l’attenzione tutta rivolta alla pista, a Milton Keynes hanno dovuto parzializzare l’acceleratore sullo sviluppo della RB22, prima vettura di questo nuovo ciclo tecnico. “È difficile dire perché siamo indietro”, ha proseguito Waché. “Alla fine, penso che altri abbiano fatto un ottimo lavoro. Di sicuro abbiamo lottato fino alla fine e, come l'altro team, la McLaren, penso che siamo entrambi un po' indietro rispetto a quello che abbiamo fatto l'anno scorso”.

Ora l’attenzione è rivolta al margine di sviluppo della RB22, non solo per riportare la Red Bull alla vittoria, ma anche in ottica 2027. “Il nostro obiettivo è vincere quest'anno. Stiamo cercando di migliorare la macchina e abbiamo chiaramente un piano di sviluppo fino alla fine dell'anno. Stiamo facendo tutto il possibile per migliorare la vettura, capire come funziona questo regolamento e come lo sviluppo possa influenzarne le caratteristiche e il ritmo. Di sicuro, in termini di efficienza, abbiamo alcune limitazioni regolamentari che potrebbero frenare ciò che stiamo facendo. Ma stiamo facendo di tutto per rendere la macchina in grado di vincere, che sia con Max o con Isack Hadjar”, ha proseguito il direttore tecnico.

Molto è stato fatto con la riduzione del peso a partire dal Red Bull Ring lo scorso giugno, ma restano altre limitazioni del pacchetto che la squadra di tecnici guidata da Waché dovrà risolvere. “Come con ogni vettura da corsa, si riscontrano dei limiti nel modo in cui il pilota può usare l'auto e il suo carico. Le caratteristiche condizionano ciò che si può fare in termini di bilanciamento e nei tentativi di riequilibrarla”, ha spiegato Waché. “Chiaramente, come ogni auto da corsa, abbiamo dei limiti in termini di stabilità in ingresso curva e sottosterzo a centro curva, e cerchiamo di ovviare a questi aspetti utilizzando alcuni accorgimenti meccanici. Il problema iniziale della vettura era che ci mancava chiaramente un po' di carico rispetto ai rivali. Avevamo anche alcuni problemi meccanici che impedivano al pilota di sentire la macchina attraverso lo sterzo, problemi che abbiamo corretto all'inizio. Ci è voluto un po' di tempo, ed è andato oltre le prestazioni generali e il potenziale della vettura: abbiamo avuto problemi con il feeling del pilota, non è un segreto”. Non resta che attendere il rientro dalla pausa estiva per scoprire come la Red Bull si presenterà a Zandvoort, per l'ultima uscita di Max Verstappen sulla pista di casa.

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