"Può darsi che si parlerà italiano": clamorosa ipotesi Imola per il finale di stagione F1 2026. Gli scenari possibili dalla doppia Las Vegas a Portimão

"Può darsi che si parlerà italiano": clamorosa ipotesi Imola per il finale di stagione F1 2026. Gli scenari possibili dalla doppia Las Vegas a Portimão
Pubblicità
La crisi in Medio Oriente rischia di far saltare il finale di stagione F1. Tra l'ipotesi del doppio appuntamento a Las Vegas e le incognite europee, Imola sogna l'ultimo GP del 2026
27 luglio 2026

La pausa estiva è iniziata ufficialmente con il sipario che è calato sul Gran Premio d’Ungheria. Come la stagione 2026 di Formula 1 si concluderà, ancora non è dato saperlo. Con la crisi in Medio Oriente, il Circus ha già fronteggiato due cancellazioni, con l’appuntamento in Bahrain che verrà recuperato a ottobre, ma in Malesia. L’Arabia Saudita per il momento è rimasta fuori dai giochi, e rischiano di fare la stessa fine anche le due gare conclusive, ovvero Qatar e Abu Dhabi. Le ipotesi sul tavolo sono varie, e una potrebbe parlare italiano.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

La crisi mediorientale sta stravolgendo il calendario di Formula 1. Una situazione complicata che il Circus deve affrontare con tutte le precauzioni del caso, sia per i team coinvolti sia per tutti gli addetti ai lavori e gli appassionati. Sakhir non ospiterà il Gran Premio del Bahrain, inizialmente previsto per lo scorso aprile. Gli organizzatori hanno trovato una soluzione recuperando la tappa a ottobre, con il Circuito di Sepang in Malesia che si è reso disponibile ad ospitare la gara. Con la cancellazione dell’Arabia Saudita e il rischio che anche Qatar e Abu Dhabi, previsti tra fine novembre e inizio dicembre, facciano la stessa fine, Stefano Domenicali e Mohammed Ben Sulayem stanno lavorando per pianificare un Piano B qualora le tappe finali del calendario 2026 dovessero essere spostate altrove.

Se Losail e Yas Marina dovessero essere annullate, il conteggio dei Gran Premi scenderebbe a 21 a discapito dei 24 in programma. Qui sorge il problema principale per la Formula 1, perché non raggiungerebbe la quota di 22 appuntamenti, ovvero lo standard minimo concordato da Liberty Media con gli sponsor, gli investitori e i vari contratti commerciali, tra cui le TV. Bisogna, dunque, trovare una soluzione da attuare qualora lo scenario della cancellazione dei GP del Qatar e di Abu Dhabi dovesse effettivamente verificarsi. Il Gran Premio del Bahrain si disputerà in Malesia a cavallo tra le gare di Baku e Singapore, a inizio ottobre. Manca, però, ancora un appuntamento per arrivare alla soglia sicura per la F1.

Per il finale del campionato sono varie le opzioni che nel paddock prendono sempre più quota. E si tratta di due piste che sono già attese per il grande ritorno nel calendario — non ancora annunciato — della prossima stagione. Parliamo, infatti, di Portimão in Portogallo e del Circuito di Istanbul, in Turchia. Il cono d’ombra su queste due piste, però, è rappresentato dai lavori attualmente in corso per rifare il look alle strutture in vista del 2027. Portimão sarebbe perfetta soprattutto per l’inverno mite che garantisce, vista la vicinanza all’Oceano, ma per quanto risulta l’asfalto non sarebbe pronto per dicembre, mese in cui la F1 dovrebbe disputare l'appuntamento finale.

Si è parlato anche di un doppio appuntamento a Las Vegas. Infatti, prima delle due tappe finali in Qatar e Abu Dhabi, il Circus è atteso sulla pista cittadina del Nevada. L’opzione, la migliore dal punto di vista logistico, sarebbe quella di restare sulla Strip più famosa al mondo per un secondo Gran Premio che chiuderebbe i giochi del Mondiale 2026. Tuttavia, fin dalla sua introduzione nel 2023, questa tappa è fortemente contestata dai residenti, che devono fare i conti con una viabilità scombussolata per ospitare la Formula 1. Negli anni spesso hanno fatto sentire la propria voce con proteste nei confronti del sindaco e di Liberty Media. Questo problema, però, potrebbe non essere così prominente per la potenziale seconda settimana di gara, poiché cadrebbe in occasione del Thanksgiving Day, una festa che la maggior parte degli abitanti di Las Vegas trascorre fuori città.

Si apre, però, una romantica speranza per i tifosi italiani: chiudere la stagione — che attualmente vede in lotta Kimi Antonelli e la Ferrari — sul suolo tricolore. Imola, infatti, si è candidamente proposta per ospitare l’ultimo Gran Premio della stagione. A confermare questo scenario c'è la presenza nel paddock ungherese del Sindaco di Imola, Marco Panieri, e del Direttore dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, Pietro Benvenuti. “In Ungheria al GP di F1 per continuare, insieme al direttore del circuito Pietro Benvenuti, un’analisi degli altri tracciati, proseguire nei progetti di ammodernamento del nostro impianto (Casa degli Eventi, copertura del corpo box, nuovo ponte Tosa e nuova viabilità) e per mantenere i canali aperti con il Circus, Autorità Sportive e i Team”, è il messaggio diffuso sui social da Panieri. Una presenza mirata a riportare Imola nel futuro della F1, ma con un occhio strizzato al finale di stagione. “Ovviamente ci fa piacere l’interesse che c’è attorno a Imola e all’ipotesi di un suo ritorno in calendario. Noi come sempre siamo pronti e disponibili, lavoriamo per esserlo sempre e al meglio”, prosegue il sindaco.

La suggestione è forte, anche per Stefano Domenicali. “Aspetteremo Qatar e Abu Dhabi fino all’ultimo minuto possibile e vogliamo essere positivi al riguardo. Altrimenti, può darsi che si parlerà italiano”, ha commentato ai microfoni di Sky Sport F1 il CEO della Formula 1. Durante il periodo Covid Imola ha spalancato le sue porte al Circus, ed è pronta a farlo anche in questo particolare scenario. Tuttavia, bisogna considerare il fattore meteo: il Gran Premio finale si correrebbe a dicembre, e questo significa temperature molto basse e rigide rispetto alle normali condizioni in cui opera la Formula 1. Non ci resta, dunque, che attendere come si svilupperà questa seconda parte di stagione, sapendo che il tempo è tiranno. Per motivi logistici, la F1 avrà al massimo fino a settembre/ottobre per decidere il da farsi per il finale. E ad Imola serve il tempo necessario per mettere a punto la struttura e, soprattutto, avviare la vendita dei biglietti per gli appassionati che riempiranno le colline della passione in quello che potrebbe diventare un Mondiale dall'epilogo tutto italiano.

Pubblicità