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Un weekend sulle montagne russe all'Hungaroring porta in dote a Kimi Antonelli un terzo posto di caparbietà e maturità. Tra le curve tortuose e infuocate di Budapest, il bolognese della Mercedes ha dovuto costruirsi il feeling con la W17 partendo in salita, complice l'assenza nella prima sessione di prove libere ceduta a Frédéric Vesti. Una rincorsa ostacolata ulteriormente in qualifica, dove, per un'infrazione sotto regime di bandiera gialla, è arrivata la stangata di tre posizioni di penalità in griglia che lo ha fatto scivolare al settimo posto.
Ma la domenica, il Gran Premio d’Ungheria 2026, ha raccontato un'altra storia: grazie a una condotta di gara solida, alla gestione dei momenti chiave e a un pizzico di sorte favorevole con il ritiro di Oscar Piastri, Antonelli ha artigliato un podio pesante. Kimi va così in pausa estiva saldamente al comando della classifica piloti al suo secondo anno nella massima categoria, estendendo il margine a 50 punti su Lewis Hamilton e 59 sul compagno di squadra George Russell, pur consapevole di dover sistemare quell'unico vero cono d'ombra rappresentato dai troppi alert per i track limits.
Nonostante una W17 non impeccabile sull'asfalto ungherese, Antonelli ha espresso tutta la propria soddisfazione per aver tirato fuori il massimo da una domenica complessa. “Oggi abbiamo massimizzato il risultato. Ovviamente siamo stati un po' fortunati con la Virtual Safety Car e con il problema di Oscar, ma a parte questo abbiamo fatto il meglio possibile. Le condizioni oggi erano piuttosto difficili: ho faticato un po' con il sovrasterzo, con il bilanciamento e poi con il sottosterzo. Non è stato facile gestirle, ma sono davvero felice di questo risultato”.
Il recupero fino al gradino più basso del podio ha dimostrato ancora una volta la lucidità di guida del giovane italiano, anche se Kimi riconosce con pragmatico realismo come la McLaren di Lando Norris avesse una marcia in più sul passo gara assoluto. “Se fossi partito terzo, sarebbe stata un'altra storia, ma credo che Lando avesse comunque un piccolo vantaggio su di noi questo fine settimana. A livello di puro passo non penso che avrei potuto impensierirlo, soprattutto considerando quanto fosse complicato seguire da vicino le altre vetture e quanto surriscaldassero le gomme. Sarebbe stato difficilissimo. Ciononostante, è stato un grande lavoro di squadra. Con la strategia inizialmente abbiamo azzardato un rischio per poi fare un piccolo passo indietro per dubbi legati alla sicurezza, ma nonostante ciò il team mi ha messo nella posizione di lottare per il podio”.
Nove podi conquistati nelle prime undici gare stagionali tracciano il profilo di una prima metà di campionato impressionante, andata oltre le migliori aspettative della vigilia per il classe 2006. “Di certo non mi aspettavo di trovarmi in questa posizione. La macchina è stata estremamente competitiva e la squadra ha svolto un lavoro incredibile. Da parte mia cerco solo di sfruttare al massimo ogni singola opportunità. Ovviamente c'è ancora tantissimo lavoro da fare e molto da imparare, ma è stata un'ottima prima metà di stagione. Ora non vedo l'ora di affrontare la seconda parte del campionato: continueremo a spingere al massimo”.