F1. “Mi sta accadendo di tutto, voglio solo dimenticarmi delle corse”: lo psicodramma di Russell tra l'incubo W17 e l'ombra di Antonelli

F1. “Mi sta accadendo di tutto, voglio solo dimenticarmi delle corse”: lo psicodramma di Russell tra l'incubo W17 e l'ombra di Antonelli
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Dall'illusione australiana al blackout di Budapest, tra problemi alla monoposto e la pressione di Kimi Antonelli in testa al mondiale. Inseguito dai fantasmi del 2026, George Russell vuota il sacco e cerca la fuga nella pausa estiva per non crollare del tutto
27 luglio 2026

Doveva essere — o meglio, sperava che fosse — la sua stagione. Con la migliore monoposto del lotto, che ha vinto otto delle undici gare finora disputate, George Russell voleva fare di un sol boccone gli avversari. Eppure, ha dovuto fare i conti con un arrembante Andrea Kimi Antonelli che, al suo secondo anno in Formula 1, ha già calcato per ben sei volte il gradino più alto del podio. Il bolognese della Mercedes si trova ora leader del campionato, a 50 lunghezze da Lewis Hamilton e a 59 dal compagno di squadra. Ma il vero psicodramma di Russell non è tanto il ritardo in classifica, quanto i dubbi sorti in queste ultime uscite del 2026.

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Con il primo appuntamento stagionale in Australia, George Russell credeva di avere tra le mani una vettura perfetta per lui. La W17 pennellava al millimetro la pista di Albert Park, rispondendo perfettamente ai suoi input. Poi il blackout tecnico, con il suo stile di guida che non si è ben sposato con questa nuova generazione di vetture, a cui si sono aggiunti anche problemi di affidabilità alla monoposto, come in Canada e poi ancora nella gara di ieri. Infatti, dopo una partenza dalla sesta piazza — con una posizione guadagnata grazie alle penalità di Hamilton e Antonelli — ha concluso solamente settimo. Il suo Gran Premio d’Ungheria è stato all’insegna della rimonta, visto che allo spegnimento dei semafori la sua vettura è andata in anti-stallo, facendolo precipitare in 19ª posizione.

Ha così perso ulteriori punti su Kimi Antonelli, autore di un podio alle spalle del vincitore Lando Norris e di Max Verstappen, aumentando a 59 lunghezze il ritardo dal compagno di squadra. Russell sa di avere la Mercedes al suo fianco, con Toto Wolff che si è assunto tutta la colpa dei recenti problemi del britannico: sia per quanto riguarda l’affidabilità, sia nel trovare il giusto approccio alla guida, complici le continue difficoltà prestazionali con il software predittivo della power unit di Brackley. Tuttavia, tutto questo sta enormemente pesando sull’approccio, anche morale, alla stagione di Russell. “In questo momento mi sta accadendo davvero di tutto”, ha ammesso al termine della gara all’Hungaroring.

“Non sono sicuro di cosa sia successo al via: ho eseguito tutte le procedure come al solito, ma il motore ha fatto un po' di testa sua e non ha funzionato come ci aspettavamo”, ha spiegato ancora il pilota numero 63. “In certi momenti ho guidato decisamente male, ma è stata una vera e propria montagna russa. Non è stata per niente una stagione lineare, assolutamente”. E la pausa estiva, come ammette lo stesso Russell, arriva al momento perfetto. Tre settimane in cui resettare e ritrovare lo spirito giusto, quello di inizio anno, per concludere la stagione. “In realtà non ho una mentalità particolare: cercherò solo di dimenticarmi delle corse per un po' e di tornare più forte”, ha chiosato prima di congedarsi.

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