F1. Norris promosso, Antonelli come Prost e Ferrari bocciata: le pagelle del GP d'Ungheria 2026

F1. Norris promosso, Antonelli come Prost e Ferrari bocciata: le pagelle del GP d'Ungheria 2026
Pubblicità
I promossi e i bocciati dell'Hungaroring nelle pagelle del Gran Premio d'Ungheria 2026 di Formula 1
27 luglio 2026

Chi sono i promossi e i bocciati dell'Hungaroring? Scopriamolo insieme, sfogliando le pagelle del Gran Premio d'Ungheria 2026 di Formula 1.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Lando Norris, voto 10 e lode

Che bello rivedere Lando sul gradino più alto del podio, premio meritatissimo per un weekend da campione arrivato a metà di un campionato dove ha sempre guidato benissimo, pur non potendo ambire ai risultati a cui era abituato lo scorso anno. Perfetto all’ultimo tentativo per la pole position, con tanto di rallentamento strategico nel rispetto della bandiera gialla (ma non si potevano più fare certe cose?), al via perde la leadership per una sbavatura alla curva 2, salvo recuperare nel gioco dei pit stop dopo avere pazientemente atteso la sua occasione alle spalle di Piastri. Voto 10 e lode, un weekend da campione.

Max Verstappen, voto 10 e lode

Alle sue spalle, con una macchina che ha definito un “disastro”, Verstappen coglie un 2° posto che è frutto degli errori e problemi altrui, ma anche della sua straordinaria capacità di correre sopra le difficoltà, inventandosi numeri che solo lui sa fare, come il sorpasso su Hamilton. Una volta di più il suo talento immenso risalta in una F1 sempre più tecnica: voto 10 e lode, fenomeno assoluto.

Andrea Kimi Antonelli, voto 8

Alle loro spalle, un Antonelli che corre alla Prost: stavolta non ha certo l’auto migliore, si qualifica comunque bene ma parte 7° per una penalizzazione (colpa sua anche se l’errore è veniale). In gara si nasconde, senza prendere rischi: la sua sembra una gara nell’anonimato, in realtà sta solo aspettando il suo momento, che arriva quando nel gioco dei pit stop ha avuto pista libera. A quel punto si è trovato in zona podio, posizione che ha mantenuto anche quando si è fermato una seconda volta. L’italiano stavolta non ha stupito, ma ha tratto il massimo dalla monoposto a disposizione, guadagnando ulteriori punti sui diretti inseguitori. I campionati si vincono anche così e lui l’ha già capito. Voto 8, quando sapersi accontentare è una virtù.

Charles Leclerc, voto 6,5

Solo 4° Leclerc, in una gara per la quale alla vigilia era il grande favorito, insieme al compagno di squadra: invece il monegasco è sempre rimasto un passo indietro a Hamilton in qualifica, con un 2° tentativo lento senza errori evidenti. La 2° posizione al via ereditata da Hamilton poteva essere la svolta, ma al via le gomme pattinano e perde subito posizioni che poi non riuscirà più a recuperare. Non si capisce perché in Ferrari non abbiano provato con il monegasco a sparigliare le carte anticipando la prima sosta, certo è che Leclerc ha faticato per tutto il fine settimana. Voto 6,5, due passi indietro.

Lewis Hamilton, voto 7

Solo 5° Hamilton, che comunque è stato il ferrarista più in “palla”, anche se la sua prestazione è stata costellata di errori, suoi e del team: dall’impeding in qualifica alla scelta del terzo pit stop, fino all’eccesso (irrisorio) di velocità ai box. Ma almeno il podio l’avrebbe meritato: voto 7, ci ha provato.

Isack Hadjar, voto 7

Tutto sommato solida la prova di Hadjar, che in Ungheria con una macchina particolarmente critica ha patito più del solito il confronto con Verstappen, ma sempre portando punti al team: voto 7, dura stare sempre accanto a uno così…

George Russell, voto 7

Voto 7 di incoraggiamento invece a Russell, che in generale si lamenta troppo per i nostri gusti, però la sorte ora sta un po’ esagerando: il software “impazzito” durante la procedura di partenza lo spiazza, facendo sì che entri in funzione l’antistallo e distruggendo fin da subito la sua gara. L’inglese è anche bravo a rimontare, ma perde ulteriore terreno (e morale) rispetto ad Antonelli.

Liam Lawson, voto 8

Ancora a punti Lawson, stavolta anche lui con la monoposto aggiornata: ottimo 8° dopo essere partito 11°. Il neozelandese si conferma in un ottimo stato di forma e sembra avere raggiunto la piena maturità agonistica. Voto 8, bravo.

Nico Hulkenberg, voto 7,5

A punti anche Hulkenberg, che in Ungheria regola l’arrembante Bortoleto e lancia un messaggio ad Audi ricordando che c’è un motivo per cui gli avevano dato fiducia con un contratto biennale. Voto 7,5, prova d’orgoglio.

Arvid Lindblad, voto 7

Chiude la zona punti Lindblad, bravo anche lui a centrare la Q3 anche se in gara il compagno di quadra lo sopravanza: si tratta comunque dell’ennesimo arrivo a punti per un pilota debuttante che ha bruciato le tappe, quindi va benissimo così. Voto 7, conferma (anche se non ne servivano ancora).

Oscar Piastri, voto 8

Fiori dai punti, voto 8 a Piastri che per la prima metà della gara ha accarezzato il sogno di tornare alla vittoria, salvo trovarsi con la monoposto ferma a bordo pista: l’australiano anche in Ungheria è sempre stato un passo indietro a Norris sul piano velocistico, ma ha corso bene e una vittoria, o almeno un bel podio gli avrebbe fatto bene.

Aston Martin, voto 6

Voto 6 all’Aston Martin, che finalmente ha messo in pista la tanto agognata auto “rivista”, ovvero mezza rifatta, anche se il motore per il momento è sempre lo stesso: Alonso si arrampica fino al 16° in qualifica e in gara chiude 14°, con Stroll addirittura 13°, entrambi davanti alle Williams e alle Haas (e pure a Colapinto) per non parlare delle Cadillac. Tutto bene? Diciamo che è andata come era prevedibile, se non altro perché non migliorare era impossibile. Però viste le ambizioni, l’auto rimane un disastro, anche se meno imbarazzante rispetto alle prime gare.

Scuderia Ferrari, voto 5

Voto 5 invece alla Ferrari, che, come ha candidamente dichiarato Leclerc, vince dove si aspetta di correre in difesa e poi spreca tutto dove tutti si aspettavano che potesse essere perfino dominante. Gli errori sono stati molteplici e su tutti i fronti: da un assetto non così perfetto ai piloti che in qualifica non sono apparsi irresistibili (specie Leclerc), dalle penalizzazioni di Hamilton fino al folle pit stop per l’inglese con l’idea che poi doveva “solo” risuperare Verstappen in pista… Certo, vedendo come viaggiavano Norris e la McLaren, viene il dubbio che la Ferrari comunque non avesse le carte per vincere, ma almeno andare a podio era certamente possibile. Spreconi.

Williams, voto 5

Infine voto 4 - e dispiace davvero - alla Williams, che con gli aggiornamenti è perfino peggiorata, finendo dietro alle Aston Martin (!) perché evidentemente gli altri stanno correndo di più e meglio, non solo in pista ma anche in fabbrica: i piloti non nascondono la loro frustrazione, soprattutto considerando che questo doveva essere l’anno del definitivo rilancio per il team inglese.

Pubblicità