F1. "Dove dovevamo faticare, siamo 1° e 2°, qui...": Leclerc spiazza sul paradosso Ferrari in Ungheria

F1. "Dove dovevamo faticare, siamo 1° e 2°, qui...": Leclerc spiazza sul paradosso Ferrari in Ungheria
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Quarto posto amaro per Charles Leclerc all'Hungaroring. Il monegasco analizza le difficoltà della Ferrari a Budapest e rivela l'enigma della SF-26, forte sui tracciati ostici e in crisi su quelli teoricamente favorevoli
26 luglio 2026

Doveva essere il fine settimana della riscossa e della conferma, sul tracciato amico dell'Hungaroring, e invece per la Ferrari il Gran Premio d'Ungheria lascia in dote soltanto un quarto posto per Charles Leclerc — giunto davanti a Lewis Hamilton grazie alla penalità di 5 secondi inflitta all'inglese per eccesso di velocità in pit-lane — e la quinta piazza del compagno di squadra. Una medaglia di legno che sa di profondo rimpianto per la Scuderia, che sperava di sfruttare le caratteristiche della SF-26 su un tracciato teoricamente favorevole.

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A pesare in modo determinante sulla corsa del monegasco è stato lo scatto iniziale, reso complicato da una scelta di mescola obbligata dalle qualifiche del sabato. “Ieri, purtroppo per me, con quelle qualifiche difficili ho usato le medie e le soft nuove. Quindi avevo solo gomme usate”, ha spiegato Charles al termine della gara. “E per la partenza volevo sfruttare il vantaggio della soft. Onestamente pensavamo fosse una buona gomma per noi e penso che la gara abbia dimostrato che eravamo dalla parte della ragione: tutti sono andati sulla soft più tardi. Non penso che la media fosse così buona oggi, su questo abbiamo avuto una buona lettura”. Un'intuizione corretta sulla carta, che però non ha evitato il danno iniziale: “Oggi abbiamo pagato a caro prezzo la partenza”, ha ammesso amaro il pilota della Rossa, consapevole di quanto sia complesso rimontare su un tracciato dove i sorpassi sono un miraggio.

Ma a preoccupare maggiormente Leclerc è una tendenza del tutto inattesa emersa nelle ultime uscite della stagione. “La cosa che salta all'occhio dopo le ultime tre gare è che, tra queste, ce n'erano due in cui ci aspettavamo di faticare e siamo arrivati primi e secondi. E nella gara in cui ci aspettavamo di fare bene, siamo finiti quarti e quinti”, ha sottolineato con schiettezza Charles, riferendosi alla vittoria a Silverstone e il podio a Spa. “C'è chiaramente una tendenza, e non è che una macchina vada bene perché sta facendo cose eccezionali. Sembra proprio esserci la tendenza a essere forti nei weekend in cui ci aspettavamo di soffrire e a faticare nei weekend in cui pensavamo che saremmo andati bene. Questo è un aspetto da capire”.

Un comportamento incostante della SF-26 che varia sensibilmente da una fase all'altra della corsa e che complica il lavoro di entrambi i piloti nel cercare il limite della vettura. “Non siamo stati particolarmente brillanti in nessun momento della gara”, ha analizzato Leclerc. “Il primo stint con le dure non è stato male, l'ultimo è stato piuttosto buono, ma ci sono stati troppi alti e bassi. Penso sia proprio su questo che dobbiamo lavorare: cercare di trovare costanza con questa macchina, perché è stato davvero molto, molto difficile in alcuni stint per Lewis e in altri per me. È un po' strano quanto sia tutto slegato”.

Resta comunque la consapevolezza che la squadra sta spingendo al massimo sul fronte dello sviluppo per ridurre il divario dai vertici, un atteggiamento aggressivo da mantenere anche per i prossimi appuntamenti della stagione. “È una sfida, stiamo portando molti più aggiornamenti rispetto al passato perché ci fanno fare grandi passi avanti", ha concluso il monegasco. "Sarà importante rimanere sul pezzo e continuare a essere aggressivi come lo siamo stati finora con il programma di sviluppo, poi vedremo come andrà”.

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