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Cala il sipario sulla prima delle tre sessioni di prove libere del Gran Premio d’Ungheria 2026 di Formula 1. L’ultimo appuntamento prima della pausa estiva ha avuto inizio nel segno della Ferrari. Il miglior tempo è stato infatti siglato da Charles Leclerc, ma dei problemi insorti a sette minuti dalla fine della FP1 hanno lasciato il sospetto di un giallo che potrebbe orientare il prosieguo del weekend.
Dopo due appuntamenti su piste energivore ed estremamente complicate dal punto di vista della gestione della batteria e del motore endotermico, si torna su un tratto più guidato. Con solamente un rettilineo a disposizione, quello dei box e della griglia di partenza, e tante curve sia lente che veloci, la Formula 1 torna alle prestazioni pure, senza alcun calcolo sulla ricarica dell’energia. E soprattutto non serve avere quel guizzo in più — al momento a disposizione della Mercedes — con il motore endotermico. Quest’ultimo è il chiaro deficit della SF-26, ma all’Hungaroring serve di più avere un’ottima trazione in curva, soprattutto nell’ultimo settore.
Infatti, in quel tratto le gomme arrivano fortemente surriscaldate, costringendo i piloti a numerose correzioni. Tuttavia, con la bontà telaistica e aerodinamica della monoposto di Maranello, questo non ha rappresentato un limite nella prima sessione di prove libere. Sfruttando al massimo i suoi punti di forza, quali la trazione, la Rossa inizia con il piede giusto l’ultimo weekend prima della pausa estiva. Charles Leclerc ha siglato il miglior tempo in 1:19.075, ma sul finale di sessione, a soli sette minuti dalla bandiera a scacchi, ha accusato un problema in ingresso della corsia box. Il monegasco ha dovuto fermare la monoposto all’altezza della postazione della pesa della Federazione, scendendo e lasciando la sua auto nelle mani dei meccanici che l’hanno riportata ai box. Qui dovranno analizzare a fondo cosa sia accaduto e se questo problema andrà a intaccare un Gran Premio d’Ungheria che sulla carta potrebbe vedere la Scuderia di Maranello — come ammesso anche da Antonelli — nel ruolo di favorita.
A lasciar presagire che la SF-26 abbia un asso nella manica è il modo in cui il team si è presentato in pista. Fin dal principio, infatti, i piloti hanno potuto spingere senza dover svolgere lavoro extra per trovare il feeling e affinare un set-up già messo a punto al simulatore di Maranello. A confermarlo è anche il terzo tempo di Lewis Hamilton, che ha fermato il cronometro sull’1:19.618, a 543 millesimi da Charles Leclerc. Tuttavia, il sette volte campione del mondo si è lamentato di una monoposto che scivola molto sia all’anteriore che al posteriore. Questa problematica, però, si risolverà naturalmente con il passare delle sessioni, con la pista ungherese — molto sporca — che andrà gommandosi sempre di più. Da sistemare resta la rigidità dell’assetto per pennellare meglio le sconnessioni del tracciato dell’Hungaroring, che Hamilton non ha ancora ottimizzato al meglio.
Tra le due Ferrari si piazza la Red Bull di Max Verstappen: l’olandese ha chiuso a quasi cinque decimi da Leclerc. Dopo un weekend ferma ai box, l’ala Macarena è tornata sulla RB22, ma bisogna risolvere ancora delle minuzie, come il comportamento della vettura che per Verstappen saltellava troppo, soprattutto in uscita dalle curve. Il potenziale c’è tutto, come testimoniato anche dal quarto tempo di Isack Hadjar, fermo sull’1:19.997. Quinto George Russell, che si è visto rifilare quasi un secondo da Leclerc e si ritrova con un foglio bianco ancora tutto da dipingere. Come aveva detto in Belgio, deve capire come replicare la Monna Lisa, ovvero la telemetria del compagno di squadra. Solo che in questa FP1 Kimi Antonelli è rimasto ai box per lasciare la sua W17 al rookie Frederik Vesti. Russell non è ancora riuscito a trovare il bandolo della matassa, modificando a sessione inoltrata tutto il set-up, sia per quanto riguarda l’altezza da terra sia la rigidità, all’anteriore come al posteriore. Il lavoro da fare è dunque ancora tanto per il britannico, che nel media day di Budapest aveva ammesso di non essere lui la causa del deficit di prestazioni, ma piuttosto un’insidia nascosta nel settaggio del software predittivo della power unit.
Concludono la top 10 della FP1 Gabriel Bortoleto, Frederik Vesti, Nico Hulkenberg, Arvid Lindblad e Liam Lawson. Undicesimo Lando Norris, sceso in pista con le novità tecniche portate per la MCL40, ma non con l’ala Macarena. Questa soluzione è stata testata solo ed esclusivamente da Leonardo Fornaroli, in azione al posto di Oscar Piastri, per ultimare il lavoro sull’ala posteriore ribaltabile della McLaren che è attesa più avanti nella stagione, verso Monza, e che non farà il suo ritorno nel prosieguo del weekend ungherese. Nonostante questo lavoro di raccolta dati e informazioni aerodinamiche, l’italiano ha chiuso sedicesimo con gomma media. Dodicesimo Esteban Ocon, che precede un ringiovanito — nello spirito e nell’animo — Fernando Alonso, sceso dalla monoposto a fine sessione con un sorriso eloquente. Dopo un inizio difficile per l’Aston Martin, Adrian Newey ha portato un pacchetto di aggiornamenti che ha stravolto l’AMR26 e che per il momento, almeno dal lato box dell’asturiano, sta dando segnali incoraggianti. Non è andata bene a Lance Stroll (penultimo), che ha concluso anzitempo la sua FP1 a causa di una sospetta rottura della sospensione sinistra che l’ha visto fermarsi in uscita da curva 5.
Seguono poi Pierre Gasly, Alexander Albon, Leonardo Fornaroli, Ryo Hirakawa (in pista al posto di Bearman), Sergio Perez, Paul Aron (al posto di Colapinto), Colton Herta (al posto di Valtteri Bottas), Lance Stroll e Carlos Sainz.
FP1 CLASSIFICATION
— Formula 1 (@F1) July 24, 2026
The full rundown from first practice at the Hungaroring 👇#F1 #HungarianGP pic.twitter.com/k1TLq5JYjZ