F1, "Guidare questa F1 è come dipingere la Gioconda": Russell spiazza tutti prima di Spa

F1, "Guidare questa F1 è come dipingere la Gioconda": Russell spiazza tutti prima di Spa
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Alla vigilia del GP del Belgio nella foresta delle Ardenne, George Russell analizza con disarmante sincerità le sue difficoltà di adattamento alle attuali monoposto a effetto suolo della Mercedes. Tra i segreti della complessa gestione dell'energia a Spa-Francorchamps e le dinamiche di mercato che non gli tolgono il sonno, il pilota britannico stupisce tutti con una metafora artistica destinata a far discutere: "Guidare queste vetture è come provare a dipingere la Gioconda avendola di fianco: so cosa fare, ma sconfiggere vent'anni di automatismi inconsci è la vera sfida".
16 luglio 2026

Nella splendida cornice della foresta delle Ardenne, alla vigilia del Gran Premio del Belgio, George Russell ha fatto il punto della situazione in casa Mercedes. Tra analisi tecniche, gestione dell'energia e dinamiche di mercato, il pilota britannico ha offerto una riflessione particolarmente sincera e profonda sulle difficoltà di adattamento che sta affrontando in questa stagione, usando una metafora destinata a far discutere.

Il momento più significativo delle dichiarazioni di Russell riguarda il complicato rapporto tra i dati degli ingegneri e le sensazioni al volante. Alla domanda sul perché, pur avendo ben chiari i problemi della telemetria, sia così difficile risolverli e ritrovare la costanza di rendimento, Russell ha risposto con un paragone artistico. "È come se qualcuno ti chiedesse di dipingere la Gioconda e tu la avessi lì di fianco: pensi che ci riusciresti subito? Forse con la pratica sì".

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Il pilota della Mercedes ha spiegato come le attuali monoposto a effetto suolo, abbinate alle nuove gomme e power unit, lo costringano a scendere a compromessi continui. "Devo deliberare un assetto che non si adatta al mio stile di guida. Devo guidare in un modo in cui non ho mai guidato in tutta la mia carriera e devo adattarmi. So esattamente cosa devo fare, ma scendere in pista e riuscirci quando hai guidato per 20 anni in un certo modo, e per di più ha funzionato, e ora improvvisamente funziona solo il 50% delle volte, è dura". La difficoltà maggiore, secondo Russell, è di natura psicologica e neurale. "Quando ho ottenuto le mie prestazioni migliori, guidavo a livello subconscio, senza pensare. Ora invece devi pensare, cercando di far diventare queste nuove tecniche dei movimenti automatici. È questa la vera sfida. Non ha molto senso che un giorno siamo super competitivi e il giorno dopo no, ed è una difficoltà che sta avendo anche Leclerc".

Spostando l'attenzione sul weekend di Spa-Francorchamps, Russell ha spento le speculazioni su possibili strategie differenziate per la gestione dell'energia elettrica. A differenza di Silverstone, dove i rettilinei distribuiti uniformemente lasciano margine di manovra, la pista belga impone una linea quasi obbligata. "Qui passi dalla batteria completamente carica alla curva 1 a quella del tutto scarica alla curva 5, e poi di nuovo carica alla 14 e scarica alla 18. Tutti useranno la stessa identica strategia, il che significa che fare sorpassi non sarà così semplice. Sarà un po' come in Giappone".

Russell ha anche difeso il livello di sfida offerto dalle vetture attuali. Sebbene l'Eau Rouge non rappresenti più lo spauracchio di un tempo a causa dell'enorme carico aerodinamico ("non è più una vera sfida da fare in pieno in qualifica da oltre vent'anni"), il pilota Mercedes assicura che queste auto rimangono estremamente impegnative e particolari da portare al limite.

Interpellato sul dibattito relativo ai finali di gara sotto Safety Car, Russell si è mostrato scettico sull'ipotesi di usare la bandiera rossa negli ultimi giri solo per regalare uno spettacolo artificiale al pubblico, come accaduto a Melbourne nel 2023. "È giusto per un pilota che ha 20 secondi di vantaggio vedere la gara azzerata da una bandiera rossa a tre giri dalla fine dopo aver fatto un ottimo lavoro? Se manca il 30% della gara puoi accettarlo, ma alla fine no. Nemmeno a me piace finire sotto Safety Car, ma se non c'è stato un incidente non c'è motivo di creare un finale artificiale".

Infine, un passaggio inevitabile sulle voci di mercato che quest'anno vedono la McLaren al centro dell'attenzione, allentando la pressione sulla Mercedes rispetto alla scorsa stagione. Russell ha liquidato la questione con totale pragmatismo. "Non è mai stata una distrazione. Io conosco la realtà del mio contratto, così come Oscar e Lando conoscono la propria. Sono belle storie per i media e tengono vivo l'interesse, ma io ci dedico quindici minuti il giovedì e poi vado oltre. Non mi toglie certo il sonno, ho cose ben più importanti su cui concentrarmi".

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