F1. “La Ferrari è più vicina di quanto sembra”: Kimi Antonelli non ha dubbi sulla forza della Rossa. E sull'affidabilità Mercedes dice...

F1. “La Ferrari è più vicina di quanto sembra”: Kimi Antonelli non ha dubbi sulla forza della Rossa. E sull'affidabilità Mercedes dice...
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Andrea Kimi Antonelli non ha dubbi: la Ferrari è una rivale da non sottovalutare nella corsa al mondiale 2026 di Formula 1. E dell'affidabilità della Mercedes W17 dice...
16 luglio 2026

Tutto in Formula 1 cambia in maniera vorticosa. Ne sa qualcosa Andrea Kimi Antonelli, che si presenta a Spa con un vantaggio in classifica piloti su George Russell che avrebbe potuto essere decisamente più generoso se la sorte non si fosse accanita contro di lui ultimamente. “Mi sono ritrovato da avere 70 punti di vantaggio ad averne 25. Ho probabilmente perso 43 potenziali punti in due gare”, ha riflettuto davanti alla stampa italiana selezionatissima, Automoto compreso. “Quando mi venivano fatte tante domande sul campionato, ho sempre risposto che non era il momento di parlarne, perché la situazione può ribaltarsi in poco tempo”.

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Antonelli, però, cerca di spostare la sua attenzione su quello che è effettivamente nelle sue mani. “Non si può stare a guidare pensando al campionato, visto che con il nuovo regolamento fatichiamo un po’ con l’affidabilità. Anche se eravamo i più veloci, ho accusato due zero in tre gare, e questo ha cambiato completamente la situazione. Mi concentro su quello che posso controllare, il resto si vedrà”. Cercherà di rifarsi su una pista che rischia di avere una resa molto diversa rispetto al passato.

È una pista difficile per l’energia – riflette Antonelli -. Ci sono un paio di punti dove il superclipping sarà marcato, ma non credo sarà peggio di Silverstone. Pensavamo tutti che sarebbe stato un disastro lì, ma la velocità si sentiva comunque. Col simulatore si perde la prospettiva del vero ritmo che si sente in pista”. Ma il brivido c’è lo stesso? “All’Eau Rouge con meno carico arriveremo comunque forti. Rimarrà una curva, così come anche Blanchimont, pure tenendo in considerazione la decelerazione causata dalla chiusura delle ali. Nonostante tutto, bisogna comunque spingere in curva”.

Ed è proprio nei cambi di direzione che Antonelli riesce a fare la differenza nella nuova era tecnica della Formula 1. “Cerco di accorciare veramente il raggio della curva, chiudendola come un fazzoletto. Giro all’ultimo, sono molto aggressivo. Impegno di più la macchina. È uno stile che su certe piste aiuta, mentre su altre tocca adattarsi, visto che le condizioni non lo permettono”. Ma la verità è che anche sui tracciati su cui si è dovuto adattare – come Silverstone – Antonelli non ha mai sfigurato. Anzi. Non che questo lo faccia dormire sonni tranquilli, visto che un’avversaria pare assai temibile.

Non possiamo rilassarci per niente. La Ferrari è molto solida. Qualcosa manca loro in termini di passo, ma la monoposto non ha accusato problemi finora. Anche in ottica costruttori dobbiamo cercare di cogliere il maggior numero possibile di punti ogniqualvolta ne abbiamo la possibilità. La Ferrari è molto più vicina di quello che sembra, e come team dobbiamo cercare di risolvere questi problemi. E il pezzo che si è rotto a Silverstone è già stato rinforzato. Sono sicuro che stanno facendo il massimo perché questi problemi non si ripetano più”.

Nel contesto di un regolamento tecnico nella sua infanzia più tenera, viene da chiedersi se l’affidabilità possa essere davvero il nodo chiave per l’assegnazione del mondiale 2026. “Può essere uno dei fattori, come stiamo vedendo già ora – concede Antonelli -. È una cosa che da pilota non puoi controllare, ma sei consapevole che può accadere. È successo in passato, come a Lewis nel 2016 in Malesia. È per questo motivo che bisogna sfruttare tutte le opportunità”. A cominciare da Spa, una pista che ad Antonelli piace molto. “A parte l’anno scorso, conservo solo bei ricordi delle gare disputate qui. È un tracciato che gasa molto. Vedremo come sarà con queste monoposto. E soprattutto ho voglia di riscattarmi dopo Silverstone”. Un punto alla volta: così Antonelli si vuole giocare il mondiale 2026.

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