F1. "Sono stato fortunato, ma il suo problema è anche il mio": Hadjar svela il retroscena sull'ala posteriore che ha messo nei guai Verstappen

F1. "Sono stato fortunato, ma il suo problema è anche il mio": Hadjar svela il retroscena sull'ala posteriore che ha messo nei guai Verstappen
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  • Inviata a Spa-Francorchamps, Belgio
La Red Bull fa un clamoroso passo indietro a Spa-Francorchamps: l'ala posteriore che ha spedito a muro Max Verstappen a Silverstone e in Austria resta ferma ai box per motivi di sicurezza. Isack Hadjar analizza il ritorno alla vecchia specifica e i problemi della RB22
16 luglio 2026

La Formula 1 fa tappa a Spa-Francorchamps per il decimo appuntamento stagionale, il Gran Premio del Belgio 2026. Sarà un weekend complicato per la Red Bull che, dopo le problematiche con l’ala posteriore avute da Max Verstappen sia in Austria che a Silverstone, ha deciso di fare un clamoroso passo indietro. La soluzione adottata a partire da Miami, con il flap che si ribalta – un concetto simile ma con funzionamento diverso rispetto alla "macarena" della Ferrari –, resterà ferma ai box perché il team di Milton Keynes è costretto a tornare alla versione con cui ha iniziato la stagione.

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L’incidente nel Q3 in Austria e quello in gara a Silverstone hanno visto Max Verstappen finire in ghiaia violentemente nei curvoni veloci, con l’ala posteriore che si è ribaltata e non si è chiusa in tempo, creando uno scompenso aerodinamico al posteriore che ha fatto perdere completamente all'olandese il controllo della RB22. La FIA ha attenzionato questa specifica per motivi di sicurezza, ma la Red Bull ha già deciso di lasciare l'ala che ha debuttato ufficialmente in gara a Miami ferma ai box. Una scelta necessaria dinanzi al tema della sicurezza che lo stesso Max ha sollevato nel post-gara a Silverstone. Problemi che, fortunatamente per lui, Isack Hadjar non ha sofferto.

Visivamente si tratta ovviamente di un grande cambiamento, ma dentro la macchina si sente meno di quanto si possa pensare”, ha rivelato il francese parlando del passo indietro con il ritorno all’ala posteriore di inizio stagione. “È difficile persino per noi quantificare la perdita nel tornare a quella specifica. Riteniamo comunque di avere una competitività simile a quella dello scorso fine settimana, ad esempio, anche se si tratta decisamente di un'ala posteriore meno impressionante. Facciamo in modo che l’altra torni a nostra disposizione il prima possibile e anche in condizioni di maggiore sicurezza. Credo di essere stato piuttosto fortunato per due tappe di fila. In questo caso è stata davvero una questione di fortuna, poteva non succedere a nessuno dei due, così come poteva succedere quattro volte a entrambi. Questa volta sfortunatamente è capitato a lui al posto mio, ma il suo problema è anche il mio problema e dobbiamo risolverlo”.

RB22 con vecchia ala posteriore nel box a Spa
RB22 con vecchia ala posteriore nel box a Spa

A preoccupare Hadjar sono comunque altri problemi di prestazione della RB22. “Dal lato del motore, a Silverstone siamo stati probabilmente un po' meno competitivi, ma tutto sommato è decente. Per me si tratta più che altro di capire questo nuovo pacchetto; ho già detto che al Red Bull Ring eravamo competitivi, ma io non mi sentivo bene in macchina. Penso che a Silverstone fossimo meno competitivi, ma allo stesso tempo era la seconda gara con l'aggiornamento, si trattava di un pacchetto enorme, e sembra che dopo la gara abbiamo capito molte cose che non avevamo colto durante il weekend. Se dovessimo tornarci adesso troveremmo ovviamente più passo, ma è andata così, guardiamo avanti e applichiamo quanto appreso in questo fine settimana”, ha spiegato.

Su quali siano i principali fattori limitanti, Isack ha aggiunto: “Al Red Bull Ring mi sentivo malissimo in frenata e soffrivo per il surriscaldamento degli pneumatici, a Silverstone mi sono sentito molto meglio, ma la competitività non c'era, anzi, se possibile era peggiore. Ci sono altri problemi sulla macchina di cui non posso parlare, e questo spiega la mancanza di prestazioni”. Nello specifico, se queste problematiche siano frutto della tipologia di pista o se si tratti di nuovi aspetti che stanno emergendo, Isack è stato schietto. “No, all'interno della vettura è tutto diverso, ma se guardi i dati rispetto ai concorrenti, non c'è un asse specifico in cui è chiaro che stiamo perdendo, siamo solo un po' più lenti ovunque. E, almeno, in un certo senso è una buona notizia: la macchina è sana, è solo un pizzico più lenta ovunque rispetto ai nostri rivali, e sappiamo cosa dobbiamo fare”.

Il lavoro da fare a Milton Keynes per ritrovare performance è ancora lungo. “Stiamo facendo molto. Credo che abbiamo esercitato molta pressione e cercato di rivalutare i problemi. Di recente abbiamo fatto dei test a Silverstone dopo la gara e abbiamo avuto delle buone opportunità per provare diverse cose, e lo abbiamo fatto. Siamo messi decisamente meglio rispetto a Silverstone, ma stiamo ancora inseguendo per riuscire a fare quello che fa la Ferrari, per esempio. Loro sono molto costanti. C'è anche la Williams che va benissimo, e la Racing Bulls sta facendo un ottimo lavoro, quindi dobbiamo farlo anche noi".

Un costante lavoro di sviluppo e apprendimento di questa nuova era tecnica, ma cosa cambia rispetto al passato? “Dal punto di vista della guida, ovviamente, sono più lente, soprattutto nelle curve ad alta velocità, ma niente di... Ho ancora una sensazione simile alla guida di queste vetture, sono altrettanto impegnative. Ci sono tutti i fattori di erogazione, a seconda della pista devi adattare i tuoi compromessi a ciò che la PU richiede, per avere le migliori strategie di erogazione dell'energia. A essere onesti, è piuttosto raro dover sacrificare tempo sul giro in curva per andare più veloci sui rettilinei. Il modo in cui succede non è piacevole, e penso che ne abbiamo parlato abbastanza a inizio anno”.

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