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Alla vigilia del Gran Premio del Belgio, sullo storico e leggendario tracciato di Spa-Francorchamps, Oliver Bearman ha fatto il punto della situazione a tutto tondo. Il giovane talento britannico della Haas ha affrontato i temi caldi del momento: dai rumors di mercato che lo accostano alla Red Bull, al suo profondo legame con la Ferrari, fino alle inedite sfide tecniche che i regolamenti sulle power unit stanno imponendo ai piloti su piste così veloci.
Le recenti voci di corridoio descrivono una Red Bull molto interessata alle prestazioni del giovane inglese per un post-Verstappen. Bearman non si nasconde, ma mantiene i piedi ben saldi a terra. "Fa molto piacere sentire cose del genere da un team di incredibile successo come la Red Bull. Essere accostato a loro, anche se sono solo voci, è molto bello. Ma al momento sono completamente concentrato sul mio lavoro qui in Haas". Il suo cuore e le sue speranze per il futuro, tuttavia, battono in direzione Maranello. "Spero che il mio futuro sia in Ferrari. Hanno creduto in me fin dalla Formula 3 e mi hanno dato la grande opportunità di debuttare nel 2024. Se oggi sono qui, lo devo a loro. Più vado forte adesso con la Haas, più mi semplificherò la vita in futuro". Sulla situazione contrattuale per il 2027, Bearman ammette di essere ancora "al buio" e senza un accordo firmato, pur smentendo categoricamente di essere un "free agent" del tutto svincolato dai programmi della Rossa.
Il weekend sul circuito belga si preannuncia come uno dei più complessi della stagione per quanto riguarda la gestione dell'energia della power unit. I lunghi rettilinei, come il Kemmel, rischiano di mandare in crisi i sistemi di recupero, costringendo i piloti a una guida di pura gestione. "Spa sarà la gara più difficile dell'anno in termini di gestione dell'energia perché semplicemente non ne abbiamo abbastanza. È una bella sfida rispetto all'Austria, dove le tante frenate permettono di ricaricare le batterie". Questo limite tecnico sta cambiando la percezione stessa delle piste da parte dei piloti, creando un vero e proprio paradosso. "Se l'anno scorso mi aveste chiesto dove preferivo correre, vi avrei risposto sicuramente a Spa. Quest'anno invece vi dico Ungheria o Austria. A Budapest, con tutte quelle curve e frenate, possiamo girare praticamente a piena potenza per tutto il tempo, ed è fantastico. Qui a Spa invece è tutto diverso: in alcune curve hai il doppio dei cavalli rispetto ad altre, e in uscita ti ritrovi all'improvviso con 500 cavalli invece di 1.000. È una guida contraria al nostro istinto, ma ci costringe a migliorare come piloti".
La Haas sta attraversando una fase più complicata rispetto all'ottimo avvio di campionato, complice un ritmo di aggiornamenti dei top team difficile da sostenere finanziariamente. "La curva di sviluppo quest'anno è ripidissima. I team di testa portano aggiornamenti quasi ogni settimana, un ritmo che noi non possiamo permetterci. Siamo stati superati nello sviluppo e le novità che abbiamo introdotto non hanno funzionato come speravamo". A Spa la Haas porterà una nuova ala anteriore, in attesa di un pacchetto più corposo previsto dopo la pausa estiva. Bearman si è detto comunque fiducioso, spendendo anche parole d'elogio per i progressi della power unit Ferrari, reduce dal successo di Silverstone. "A inizio anno i motori Ferrari faticavano, ma a Silverstone erano lì a lottare per la pole e hanno vinto la gara. Stanno facendo un lavoro di sviluppo impressionante".
In chiusura, il pilota britannico è tornato sull'emozionante esibizione di Silverstone al volante della storica Lotus di Ayrton Senna, la vettura con cui il brasiliano conquistò la sua prima vittoria in Formula 1. "Non ho mai potuto vedere Senna dal vivo perché sono troppo giovane, ma mio padre mi ha sempre parlato di lui come di un mago del volante. Guidare la sua macchina a Silverstone, sedermi nel suo sedile con i suoi meccanici di allora a gestire la vettura, è stato un onore immenso. È stato uno dei momenti più belli della mia vita, e quando sono sceso non sono riuscito a trattenere l'emozione".