F1, Bortoleto avverte Audi per Spa e frena lo show: "Niente bandiere rosse per lo spettacolo"

F1, Bortoleto avverte Audi per Spa e frena lo show: "Niente bandiere rosse per lo spettacolo"
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Alla vigilia del GP del Belgio 2026, Gabriel Bortoleto analizza le complessità tecniche di Spa-Francorchamps,definendolo il tracciato più impegnativo dell'anno per la gestione dell'energia e della batteria. Il pilota dell'Audi descrive le sfide del clipping e dell'erogazione di potenza, rassicurando sulla solidità del proprio stile di guida affinato al simulatore. Dopo aver espresso il grande sollievo per i punti conquistati a Silverstone, il brasiliano affronta con realismo i punti deboli della vettura sui lunghi rettilinei belgi.
16 luglio 2026

Gabriel Bortoleto si appresta ad affrontare il weekend del Gran Premio del Belgio 2026 conscio delle sfide tecniche che l'Università della Formula 1, ma anche forte dei punti preziosi conquistati a Silverstone. Alla vigilia dell'appuntamento a Spa-Francorchamps, il pilota dell'Audi ha fatto il punto sulla complessa gestione dell'energia richiesta dal tracciato belga, svelando dettagli sul suo stile di guida e prendendo una posizione netta sulle recenti polemiche relative alla Safety Car.

Spa-Francorchamps non è mai un circuito semplice, ma con le attuali motorizzazioni la gestione della batteria diventa un fattore cruciale. "Sarà una delle piste più difficili dell'anno in termini di energy management," ha spiegato Bortoleto. "È un tracciato in cui avremo molto clipping e super clipping per recuperare energia, soprattutto considerando i lunghi rettilinei".

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Il brasiliano ha confermato che la fase di recupero energetico avverrà subito dopo il passaggio del Radillon, per accumulare preziosi kilowattora da sfruttare nel terzo settore. Tuttavia, la tattica esatta rimane top secret. "Faremo dei test per capire se conviene anticipare o posticipare l'erogazione, ma non voglio entrare troppo nei dettagli per non dare vantaggi agli avversari". Le caratteristiche del tracciato belga delineano un weekend a due facce per l'Audi: da un lato la sofferenza nei lunghi rettilinei del primo e terzo settore, dall'altro l'ottimismo per la guidabilità nel misto. "Dobbiamo essere realistici: la nostra vettura soffre un po' nei tratti ad alta velocità. Non sarà un fine settimana facile. Al tempo stesso, il secondo settore ha molte curve dove possiamo fare la differenza. Budapest, sulla carta, si adatterà meglio a noi, ma sono curioso di vedere come si comporterà la macchina qui".

Nonostante la complessità dei sistemi ibridi, Bortoleto promuove a pieni voti il lavoro svolto al simulatore e l'aggiornamento dei regolamenti tecnici, che ha eliminato la necessità di una guida innaturale in staccata. "All'inizio dell'anno era diverso a causa del limite di recupero. Con l'aggiornamento sul super clip, invece, si può arrivare a tavoletta e frenare normalmente. Dal mio punto di vista, aggrediamo le curve esattamente come l'anno scorso". Anche sul fronte del bilanciamento dei freni, il pilota Audi preferisce non stravolgere il proprio stile per ossessione del risparmio energetico. "Non stravolgo la ripartizione dei freni. Se rovino il bilanciamento della vettura, non importa se risparmio 100 kilojoule in più: perderei comunque più tempo facendo male la curva. Guido semplicemente per essere il più veloce possibile, e le simulazioni confermano che è la strada corretta".

I punti conquistati nell'ultimo appuntamento in Gran Bretagna hanno tolto un peso enorme dalle spalle del pilota e della squadra, reduci da un periodo d'astensione dal tabellino dei punteggi che durava dal round di apertura. "Quei punti hanno significato molto. Dopo Melbourne non eravamo più riusciti a concretizzare, pur avendone il passo. È stato doloroso passare così tanto tempo a secco, ma gli ultimi tre weekend sono stati pulitissimi e finalmente siamo riusciti a raccogliere ciò che meritavamo".

Interpellato sulla discussione interna al briefing dei piloti riguardo alla gestione della Safety Car, dopo il finale neutralizzato a Silverstone, Bortoleto ha espresso una visione lucida e pragmatica, schierandosi contro la tendenza a "forzare" le ripartenze a tutti i costi. “Se non ci sono problemi di sicurezza, non c'è motivo di tenere fuori la Safety Car. A Silverstone c'è stato un errore nell'ultimo giro, la FIA lo sa e cercherà di migliorare, ma le regole attuali hanno sempre funzionato bene. Gli errori capitano, la vita va avanti".

Bortoleto si è detto contrario anche all'idea di rendere la bandiera rossa una procedura standard negli ultimi giri per garantire un finale sotto bandiera verde. "La bandiera rossa deve essere esposta solo per gravi incidenti o danni alle barriere. Non dobbiamo concentrarci esclusivamente sullo spettacolo: una gara dura 60 o 70 giri, l'intrattenimento c'è già. Se c'è un piccolo fuoripista, come successo a Max finiti nella ghiaia, la bandiera gialla o la Safety Car bastano. Altrimenti creiamo dieci nuovi problemi regolamentari solo per risolverne uno che capita una volta ogni cinquanta gare".

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