F1. "Che macchina di merda!": Verstappen fuori di sé a Silverstone scaglia il volante. E nel post-gara trema: "Così è pericoloso. Voglio solo andare a casa"

F1. "Che macchina di merda!": Verstappen fuori di sé a Silverstone scaglia il volante. E nel post-gara trema: "Così è pericoloso. Voglio solo andare a casa"
Pubblicità
Clamoroso sfogo di Max Verstappen dopo il violentissimo incidente alla Stowe nel GP di Silverstone. L'olandese distrugge la Red Bull RB22 via radio e lancia l'allarme sicurezza nel post-gara: "Problema pericoloso, voglio solo andare a casa"
5 luglio 2026

"Che macchina di merda. Dannazione! Incredibile. Che schifezza". L’urlo registrato via radio a dieci giri dalla bandiera a scacchi fotografa alla perfezione il momento più buio della stagione di Max Verstappen. Il Gran Premio di Silverstone 2026 si chiude nel peggiore dei modi per il quattro volte campione del mondo, con la sua Red Bull RB22 piantata nella ghiaia della Stowe dopo un violento impatto contro le barriere. Una tre giorni nata male, proseguita peggio tra qualifiche e Sprint con una vettura definita a più riprese inguidabile, eppure raddrizzata con il puro talento, fino a quel podio virtuale che sembrava un mezzo miracolo. Poi, il blackout tecnico e una frustrazione cieca che cancella ogni filtro diplomatico.

Naviga su Automoto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Che la RB22 fosse una belva indomabile sull'asfalto britannico lo si era capito sin dai primi giri del fine settimana. Problemi cronici di bilanciamento, una reattività imprevedibile in inserimento e quel fastidioso problema in scalata che toglieva fluidità alla guida dell'olandese. Nonostante questo scenario deficitario, Verstappen stava compiendo l'ennesimo capolavoro di gestione e consistenza, arrampicandosi fino alla terza posizione con le unghie e con i denti. Poi, l'improvvisa perdita del retrotreno all'ingresso della Stowe, che lo ha trasformato in un passeggero impotente. Sotto gli occhi della marea di tifosi della tribuna Lando Norris, l'olandese ha dato sfogo a tutta la sua furia, scagliando il volante fuori dall'abitacolo prima di incamminarsi verso il paddock.

Una reazione viscerale, figlia della ripetizione di un difetto tecnico che comincia a farsi pesante e, soprattutto, rischioso. Nel post-gara, l’olandese ha infatti puntato il dito contro l'affidabilità della Red Bull: "È lo stesso problema riscontrato nelle qualifiche in Austria, con l'ala posteriore che non si chiude completamente. Perdi un sacco di carico aerodinamico e finisci in testacoda fuori pista. Una volta va bene, ma due volte inizia a diventare pericoloso per me stesso, e ovviamente non voglio questo". Una dinamica inaccettabile per chi sta guidando a livelli stratosferici per colmare le lacune latenti del mezzo.

Il weekend inglese ha evidenziato una spaccatura tecnica interna al garage di Milton Keynes - che non ha voluto infrangere il parco chiuso per cambiare assetto - che il pilota ha voluto sottolineare con forza: "L'intero fine settimana non sono stato felice del bilanciamento della macchina e accuso una mancanza di velocità di punta dal mio lato del garage. È stato lo stesso oggi in gara. Se fosse dipeso da me, sarei partito dalla corsia dei box". Al momento, la delusione e la stanchezza mentale superano la voglia di rivalsa tecnica. Lo sfinimento psicologico è tale che l'unica priorità per l'olandese è ora solo quella di allontanarsi dal paddock: "Al momento, onestamente, non vedo l'ora di andare a casa e non pensare alla Formula 1".

Pubblicità