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“Non è stato l’inizio ideale, non voglio mentire”, così Laurent Mekies ha esordito al termine della prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Austria 2026. Un weekend cruciale per i padroni di casa al Red Bull Ring, dove hanno debuttato con un massiccio pacchetto di aggiornamenti aerodinamici sulla RB22. Tuttavia, i primi riscontri in pista non sono stati confortanti, complici i problemi riscontrati da Max Verstappen e Isack Hadjar.
“Abbiamo avuto un problema al motore con Isack”, ha spiegato Laurent Mekies. “Abbiamo così dovuto effettuare un cambio della power unit all’ultimo momento. I meccanici sono stati fantastici e sono riusciti a completare il lavoro in tempo per concedergli l'ultima parte della sessione. È riuscito a fare solo due giri veloci, quindi non possiamo trarre grandi conclusioni, ma fa parte del gioco. E anche con Max, come avete visto, abbiamo faticato a riportare la vettura al garage stamattina, quindi il tempo in pista è stato limitato. Al momento tutti si stanno tuffando a capofitto nell'analisi dei dati, ma è certamente troppo presto per dare un giudizio. Affronteremo la situazione passo dopo passo con le FP2 e le FP3 per capire cosa funziona e cosa no, e arrivare alla configurazione migliore”.
L’analisi delle prossime ore sarà fondamentale per capire se effettivamente questo corposo pacchetto di novità saprà evolvere le performance di una Red Bull che ha iniziato in salita questa nuova era tecnica. Con un quadro regolamentare ancora in fasce, ogni sviluppo è vitale e va cadenzato con cura per rispettare i ritmi di lavoro in sede a Milton Keynes e le scadenze del calendario. “L'ultima volta che abbiamo portato novità di questa portata è stato probabilmente a Miami. Poi, per quanto riguarda le aspettative sul tempo sul giro, tendiamo a guardare solo a ciò che dice la pista, perché è l'unica cosa che conta. Probabilmente dopo un altro paio di sessioni saremo in grado di valutare quanto sentiamo di aver guadagnato”, ha sottolineato Mekies.
Gli aggiornamenti, per la Red Bull, sono sempre stati un porto sicuro. Attraverso il duro lavoro di sviluppo intrapreso a Milton Keynes, la scuderia è riuscita a raddrizzare intere stagioni nel corso degli anni. “È corretto dire che dipenderà molto da come funzionerà questo pacchetto. Siamo partiti con un grande divario rispetto alla concorrenza, probabilmente più di un secondo a inizio stagione. Se si guarda il quadro generale, in parte è comprensibile. Penso che se si considera quanto abbiamo spinto a lungo l'anno scorso e la nuova avventura della Power Unit, probabilmente avevamo ancora quel gap con l'aggiornamento di Miami. Speriamo di avvicinarci molto di più con questo. Credo che vedrete parecchi team rallentare il ritmo di sviluppo nella seconda parte dell'anno. Vediamo dove ci troveremo quando scatteranno i shutdown estivi; lì capiremo se avremo una battaglia aperta o se ci aspetta un'altra rincorsa”.
Queste novità, tuttavia, riguardano esclusivamente il telaio e l’aerodinamica, poiché la Red Bull sarà l’unica squadra in griglia a non poter introdurre aggiornamenti al motore. Il nuovo regolamento tecnico, attraverso il sistema dell’ADUO, concede gettoni di sviluppo, ore extra al banco prova e sgravi sul budget cap. La Red Bull, pur essendo al suo primo anno da motorista in proprio con una power unit realizzata con il supporto di Ford, è riuscita a progettare il miglior motore endotermico del lotto. Motivo per cui – secondo le indiscrezioni circolate nel paddock, in attesa della pubblicazione dei dati ufficiali – i tecnici di Milton Keynes saranno gli unici a non poter apportare modifiche all'unità termica. “Abbiamo ricevuto informazioni preliminari dalla FIA. E sì, siamo rimasti e siamo tuttora molto sorpresi da queste informazioni preliminari. Da quel momento abbiamo avviato discussioni molto costruttive con la FIA. Stanno effettuando una revisione”, ha rivelato Mekies.
“Stiamo scambiando quanti più dati possibile per assicurarci che abbiano un quadro corretto e completo. Come dicevi, non solo noi la pensiamo diversamente su questo verdetto, ma ci sono anche grandi implicazioni per quest'anno e per il prossimo. È fondamentale, prima di tutto per lo sport, che si faccia chiarezza nel modo giusto. Ovviamente per la Red Bull Racing l'impatto di trovarsi da una parte o dall'altra della barricata sarà enorme”. Sarà cruciale capire come si evolverà lo scenario, perché il team dovrà adoperarsi di conseguenza, anche se per il momento i piani strategici non sono stati stravolti. “Al momento non stiamo cambiando alcuna strategia perché questi risultati non costituiscono una conclusione definitiva allo stato attuale. Stiamo spendendo le nostre energie per dialogare con la FIA e assicurarci che raggiungano la conclusione corretta. Quindi non abbiamo ancora modificato la nostra strategia di sviluppo. Cerchiamo di arrivare alla risposta giusta, prendendoci il tempo necessario. Se questo comporterà lo slittamento del nostro sviluppo di qualche settimana, si tratterà comunque di una conseguenza minima sulla performance complessiva rispetto al rischio di ottenere una risposta errata, che avrebbe pesanti ripercussioni sia nel 2026 che nel 2027”.
Nel frattempo, Audi e Ferrari hanno già svezzato in pista i loro nuovi propulsori spendendo il primo gettone dell’ADUO, rimescolando i valori in campo. “C'è un grosso rischio per la Red Bull in questo senso. Hai perfettamente ragione nel mettere in luce questo rischio. È uno dei motivi per cui è vitale per la Red Bull, e più in generale per lo sport, avere un quadro chiaro e corretto. E ancora, siamo grati alla FIA per il fatto che si stia prendendo il tempo necessario prima di pubblicare le proprie conclusioni. Sì, si vorrebbe sempre arrivare a una conclusione il prima possibile, ma è più importante raggiungere quella giusta, anche se richiede un po' più di tempo”.
L’ADUO non rappresenta solo uno strumento per estrarre prestazioni nel breve termine, ma traccia soprattutto le linee guida per il futuro. E proprio del futuro di Max Verstappen si continua a parlare incessantemente nel paddock di Spielberg. Oltre al pilota olandese, anche la figura del direttore sportivo Paul Monaghan sembra essere al centro di indiscrezioni che lo vedrebbero in uscita. “Ci sono un sacco di voci sulla squadra e sul personale del team. Per quanto abbiamo commentato la situazione di Gianpiero Lambiase – perché ovviamente è una figura molto esposta, è uno dei nostri ingegneri di punta e sta per assumere un ruolo ancora più centrale — non credo che sarebbe corretto da parte mia commentare ogni singolo rumor che viene fuori. Se guardo ai nomi che sono circolati negli ultimi mesi, la maggior parte di loro è ancora nel garage. Alcuni non se ne sono mai voluti andare, altri hanno cambiato idea e restano con noi. Quindi non trovo giusto nei confronti delle nostre persone che io inizi a commentare queste voci. Paul in realtà è qui oggi. Ha lavorato duramente stamattina per far scendere in pista le nostre auto”.
“Non c'è niente di più importante per noi che assicurarci di mantenere il nostro equilibrio e attirare le figure di cui abbiamo bisogno. Questa resta la massima priorità”. Stabilità che si rivelerà essenziale anche per blindare il futuro del quattro volte campione del mondo. “Max vuole una macchina veloce, ha sempre voluto una macchina veloce, e si fida completamente di noi nel fare tutto il possibile, a breve e lungo termine, per garantire il ritorno al successo e una competitività continua. Guardiamo ai risultati in pista, è l'unica cosa che conta, e speriamo che questi risultati migliorino rapidamente”. E interrogato su una potenziale conferma del legame tra Verstappen e la scuderia per il prossimo anno, Mekies ha chiosato: “Penso che l'ultima volta che mi sono trovato in questa conferenza stampa ho detto che non chiedo a Max ogni settimana se rimarrà. Max ci ha chiarito che vuole continuare con la squadra. È altrettanto chiaro che ha bisogno di una macchina veloce per essere felice nel team. Ricorderete anche che si è fatto sentire riguardo ai progressi necessari sui regolamenti”.
“Siamo in una fase cruciale per questo sport, in cui ci sono state sessioni molto aperte tra FIA, F1 e i team, e siamo riusciti a ritoccare questo regolamento per il 2027-2028; penso che sia fantastico non solo per Max, ma per tutti i piloti veloci e per lo sport. Quindi, come ho detto qualche settimana fa, non lo chiediamo a Max ogni settimana. Sta spingendo insieme a noi, ci sta aiutando a trovare la giusta direzione di sviluppo per la vettura. Anche stamattina ha effettuato test molto approfonditi per non lasciare nulla di intentato. Quindi per noi non è un argomento di discussione. La nostra priorità assoluta è riportare la macchina dove vogliamo che sia. Se la macchina tornerà dove vogliamo, non ci sarà alcuna discussione”. “Sono convinto che Max voglia vedere progressi continui. E, ripeto, sa benissimo che non si passa da un secondo a zero in un attimo. Ma vuole vedere quel percorso di crescita costante. Se riusciremo a ridurre quel distacco a un paio di decimi, significherà che stiamo accorciando le distanze e che speriamo di essere presto a portata di tiro”.